IIC Miami: “Officina dell’Immaginario. Dentro il Laboratorio del Teatro dell’Opera di Roma”
26-10-2026 07:24 - Arte, cultura, turismo
GD - Miami, 26 ott. 26 - Inaugurata nelle sale dell’Istituto Italiano di Cultura di Miami l’esposizione “L’Officina dell’Immaginario. Dentro il Laboratorio del Teatro dell’Opera di Roma”. Il progetto, visitabile sino al 27 novembre, è dedicato al Laboratorio del Teatro dell’Opera di Roma e al patrimonio di creatività, competenze e saperi artigianali che prende forma dietro le quinte della rappresentazione di un’opera lirica.
La mostra propone un percorso che invita il pubblico a guardare oltre il sipario e a scoprire come un’intuizione artistica possa trasformarsi in spazio scenico, costume e scenografia. Al centro non troviamo soltanto le opere finite, ma soprattutto il processo creativo che le rende possibili: un lavoro collettivo che coinvolge artisti, scenografi, costumisti, pittori, artigiani e tecnici specializzati. È proprio questa dimensione collettiva a rappresentare uno degli aspetti più significativi dell’iniziativa. L’Officina dell’Immaginario porta infatti al pubblico internazionale una componente fondamentale, e spesso meno conosciuta, della tradizione teatrale italiana: la capacità di far dialogare pittura, scultura, architettura, scenografia, sartoria teatrale, musica e artigianato all’interno di un’unica esperienza artistica.
Nel corso del Novecento, il Teatro dell’Opera di Roma è stato un importante luogo di incontro tra arti visive e arti performative, accogliendo il contributo di celebri artisti tra cui Giorgio de Chirico, Renato Guttuso, Pablo Picasso, Arnaldo Pomodoro e molti altri, insieme a registi come Luchino Visconti e Franco Zeffirelli. Le loro collaborazioni hanno contribuito ad ampliare il linguaggio della scena, mostrando come il teatro possa diventare uno spazio nel quale le diverse forme d’arte, pur mantenendo la propria identità, acquistano nuove possibilità espressive attraverso il dialogo reciproco.
Il percorso espositivo riunisce a Miami: 10 costumi di scena disegnati da Pablo Picasso, Renato Guttuso, Arnaldo Pomodoro, Danilo Donati, Mariano Fortuny e Caramba (Luigi Sapelli); due modellini scenici originali per regie di Luchino Visconti e David Walker; circa 40 fotografie storiche, oltre a un’intera sezione dedicata alla prima rappresentazione della Tosca di Giacomo Puccini, con materiali provenienti dall’Archivio Storico Ricordi. Un nucleo speciale è inoltre dedicato a Giorgio de Chirico, con il costume da lui realizzato per l’Otello di Giuseppe Verdi, oltre al costume del Duca di Mantova per il Rigoletto verdiano, disegnato da Caramba e utilizzato da de Chirico nel 1948 per dipingere il proprio autoritratto in costume nero.
Particolarmente suggestiva è la sala immersiva dedicata alla Sagra della Primavera interpretata da Renato Guttuso: una riproduzione scenografica realizzata dai pittori del Laboratorio permette ai visitatori di entrare fisicamente nell’universo visivo dell’artista e di sperimentare ladimensione monumentale della pittura teatrale.
L’esperienza è arricchita da un percorso olfattivo realizzato in collaborazione con Profumum Roma, concepito per evocare atmosfere, materiali e suggestioni legate al mondo del teatro: un ulteriore elemento sensoriale che amplia il racconto della mostra e invita il pubblico a vivere lo spazio scenico attraverso una pluralità di percezioni.
L’Officina dell’Immaginario, curata da Marzia Rubcich e prodotta da Echos Events Communication Strategy in partenariato con la Fondazione Teatro dell’Opera di Roma e l’Archivio Ricordi, mette in luce una realtà profondamente rappresentativa della cultura italiana: quella di un teatro in cui tradizione, creatività e sapere artigianale si incontrano e in cui l’immaginazione diventa materia, spazio ed esperienza.
Carlo Franza
Storico dell’Arte Moderna e Contemporanea
La mostra propone un percorso che invita il pubblico a guardare oltre il sipario e a scoprire come un’intuizione artistica possa trasformarsi in spazio scenico, costume e scenografia. Al centro non troviamo soltanto le opere finite, ma soprattutto il processo creativo che le rende possibili: un lavoro collettivo che coinvolge artisti, scenografi, costumisti, pittori, artigiani e tecnici specializzati. È proprio questa dimensione collettiva a rappresentare uno degli aspetti più significativi dell’iniziativa. L’Officina dell’Immaginario porta infatti al pubblico internazionale una componente fondamentale, e spesso meno conosciuta, della tradizione teatrale italiana: la capacità di far dialogare pittura, scultura, architettura, scenografia, sartoria teatrale, musica e artigianato all’interno di un’unica esperienza artistica.
Nel corso del Novecento, il Teatro dell’Opera di Roma è stato un importante luogo di incontro tra arti visive e arti performative, accogliendo il contributo di celebri artisti tra cui Giorgio de Chirico, Renato Guttuso, Pablo Picasso, Arnaldo Pomodoro e molti altri, insieme a registi come Luchino Visconti e Franco Zeffirelli. Le loro collaborazioni hanno contribuito ad ampliare il linguaggio della scena, mostrando come il teatro possa diventare uno spazio nel quale le diverse forme d’arte, pur mantenendo la propria identità, acquistano nuove possibilità espressive attraverso il dialogo reciproco.
Il percorso espositivo riunisce a Miami: 10 costumi di scena disegnati da Pablo Picasso, Renato Guttuso, Arnaldo Pomodoro, Danilo Donati, Mariano Fortuny e Caramba (Luigi Sapelli); due modellini scenici originali per regie di Luchino Visconti e David Walker; circa 40 fotografie storiche, oltre a un’intera sezione dedicata alla prima rappresentazione della Tosca di Giacomo Puccini, con materiali provenienti dall’Archivio Storico Ricordi. Un nucleo speciale è inoltre dedicato a Giorgio de Chirico, con il costume da lui realizzato per l’Otello di Giuseppe Verdi, oltre al costume del Duca di Mantova per il Rigoletto verdiano, disegnato da Caramba e utilizzato da de Chirico nel 1948 per dipingere il proprio autoritratto in costume nero.
Particolarmente suggestiva è la sala immersiva dedicata alla Sagra della Primavera interpretata da Renato Guttuso: una riproduzione scenografica realizzata dai pittori del Laboratorio permette ai visitatori di entrare fisicamente nell’universo visivo dell’artista e di sperimentare ladimensione monumentale della pittura teatrale.
L’esperienza è arricchita da un percorso olfattivo realizzato in collaborazione con Profumum Roma, concepito per evocare atmosfere, materiali e suggestioni legate al mondo del teatro: un ulteriore elemento sensoriale che amplia il racconto della mostra e invita il pubblico a vivere lo spazio scenico attraverso una pluralità di percezioni.
L’Officina dell’Immaginario, curata da Marzia Rubcich e prodotta da Echos Events Communication Strategy in partenariato con la Fondazione Teatro dell’Opera di Roma e l’Archivio Ricordi, mette in luce una realtà profondamente rappresentativa della cultura italiana: quella di un teatro in cui tradizione, creatività e sapere artigianale si incontrano e in cui l’immaginazione diventa materia, spazio ed esperienza.
Carlo Franza
Storico dell’Arte Moderna e Contemporanea
Fonte: Carlo Franza














