IIC Conferenza Direttori: ML Pappalardo, "Istituti sono porta d'accesso a Italia"
23-07-2026 16:59 - Arte, cultura, turismo
GD - Verona, 23 lug. 26 – "L'Istituto Italiano di Cultura di Praga ha un'eredità storica importantissima, che io ho sempre visto con una grande responsabilità, ma allo stesso tempo come una straordinaria opportunità. Due parole: l'istituto fu fondato nel 1922 per un'iniziativa spontanea di intellettuali, a testimonianza delle relazioni storiche che vedevano nella cultura il ponte tra l'Italia e l'allora Cecoslovacchia. Poi fu trasferito nel '42 nell'attuale sede, che è stata per quattrocento anni la sede della Congregazione degli Italiani: quindi l'Italia è sempre stata presente in quel luogo, tant'è vero che la strada si chiama Vlašská, che nel ceco antico vuol dire italiana". A parlare è Maria Luisa Pappalardo, direttore dell'Istituto Italiano di Cultura a Praga, in occasione della sessione istituzionale della Conferenza delle Direttrici e dei Direttori degli Istituti Italiani di Cultura, svoltasi al Teatro Filarmonico di Verona.
"Questo vuol dire partire da un patrimonio storico che ho sempre sentito non come un limite, ma al contrario come un patrimonio da valorizzare, da aprire al dialogo con gli operatori culturali e i cittadini di Praga e non solo: italiani ma anche boemi. Quindi, essere all'altezza di questo nome, per dire che l'istituto è la porta di accesso, il luogo in cui si trova l'Italia, la cultura italiana presentata a 360 gradi. Questo vuol dire valorizzare il luogo, ma allo stesso tempo aprirlo, trasformarlo in un centro culturale di riferimento, e qui la mia ambizione è essere non solo il centro culturale italiano, ma un centro culturale per l'eccellenza della nostra offerta artistica in un paese, in una città dove c'è grandissima competitività. Quindi, abbiamo fatto proprio un lavoro anche manuale di apertura di nuovi accessi, di estensione degli orari di apertura. Abbiamo mostre che riguardano tutti i settori, rassegne di musica, rassegne di incontri letterari, una biblioteca, corsi di lingua italiana e, come sottolineava il ministro, sono fondamentali perché sono un punto essenziale di collegamento", ha aggiunto Pappalardo.
Il direttore dell'IIC di Praga si è soffermata su un altro aspetto rilevante: la lingua italiana. "L'italiano si studia, lo confermo, perché è la lingua della cultura, non si studia per utilità: si studia perché si vuole studiare la storia dell'arte, si vuole capire di più la musica, l'opera, ma anche per la musicalità, e questo per noi è un asset fondamentale. Pensiamo che a Praga abbiamo oltre quattrocento iscritti, e parliamo di una città che comunque non è grandissima: sono sicuramente un dato molto significativo".
Infine, si è chiesta: "il mio lavoro qual è? È partire da un patrimonio storico, una reputazione molto forte, un brand culturale italiano fortissimo, ma traghettarlo, condurlo, grazie al nostro lavoro, verso un presente e un futuro sempre più brillante, sempre più da protagonisti nella scena culturale della città e del paese", ha sottolineato Maria Luisa Pappalardo.
"Questo vuol dire partire da un patrimonio storico che ho sempre sentito non come un limite, ma al contrario come un patrimonio da valorizzare, da aprire al dialogo con gli operatori culturali e i cittadini di Praga e non solo: italiani ma anche boemi. Quindi, essere all'altezza di questo nome, per dire che l'istituto è la porta di accesso, il luogo in cui si trova l'Italia, la cultura italiana presentata a 360 gradi. Questo vuol dire valorizzare il luogo, ma allo stesso tempo aprirlo, trasformarlo in un centro culturale di riferimento, e qui la mia ambizione è essere non solo il centro culturale italiano, ma un centro culturale per l'eccellenza della nostra offerta artistica in un paese, in una città dove c'è grandissima competitività. Quindi, abbiamo fatto proprio un lavoro anche manuale di apertura di nuovi accessi, di estensione degli orari di apertura. Abbiamo mostre che riguardano tutti i settori, rassegne di musica, rassegne di incontri letterari, una biblioteca, corsi di lingua italiana e, come sottolineava il ministro, sono fondamentali perché sono un punto essenziale di collegamento", ha aggiunto Pappalardo.
Il direttore dell'IIC di Praga si è soffermata su un altro aspetto rilevante: la lingua italiana. "L'italiano si studia, lo confermo, perché è la lingua della cultura, non si studia per utilità: si studia perché si vuole studiare la storia dell'arte, si vuole capire di più la musica, l'opera, ma anche per la musicalità, e questo per noi è un asset fondamentale. Pensiamo che a Praga abbiamo oltre quattrocento iscritti, e parliamo di una città che comunque non è grandissima: sono sicuramente un dato molto significativo".
Infine, si è chiesta: "il mio lavoro qual è? È partire da un patrimonio storico, una reputazione molto forte, un brand culturale italiano fortissimo, ma traghettarlo, condurlo, grazie al nostro lavoro, verso un presente e un futuro sempre più brillante, sempre più da protagonisti nella scena culturale della città e del paese", ha sottolineato Maria Luisa Pappalardo.
Fonte: Redazione














