Goodnight Morning di Ilaria Vinci all’Istituto Svizzero a Milano
27-09-2026 14:10 - Arte, cultura, turismo
GD - Milano, 27 set. 26 -
L'Istituto Svizzero di Milano presenta la prima mostra personale istituzionale in Italia di Ilaria Vinci (Brindisi, 1991). Il lavoro di Vinci, che comprende scultura, installazione e disegno, usa il repertorio fantastico come chiave di confronto con la realtà. Raccogliendo l'eredità della fiaba e della favola, ma anche del fantasy e della fantascienza contemporanee, la sua produzione attinge al potere affabulatorio che risiede nelle iconografie e nei motivi culturali che abitano l'immaginario collettivo.
A partire da questi elementi, Vinci articola universi fittizi che diventano strumenti speculativi per negoziare la costruzione del reale.
La mostra Goodnight Morning all'Istituto Svizzero a Milano presenta una serie di nuove sculture che evocano il momento liminare che accompagna dalla veglia al sonno, e dal sonno alla veglia. Le opere sembrano appropriarsi del processo onirico secondo cui le informazioni e gli eventi traumatici del giorno si trasformano in oggetti, luoghi e scenari familiari ma deformati da un linguaggio che trascende la razionalità. Un pozzo dei desideri, motivo popolare ideato per costruire, gestire e quantificare il desiderio, sorge nella cassa di un'opera appena scaricata. L'abbattimento degli alberi si scontra con il topos della foresta incantata, mentre i giornali trasfigurano le orribili notizie della giornata in entità ibride che vengono soffiate via. Accomunate dal legno come materiale organico e dispositivo simbolico, le opere si confrontano con archetipi culturali che attraversano i secoli come veicoli di significati e poteri diversi. Come negli stati alterati di coscienza ogni cosa, oggetto e luogo è fatto dello stesso materiale neurale della mente che li immagina, così nello spazio della mostra sembra che ogni elemento possa essersi originato dallo stesso tronco di noce.
Ambienti, oggetti e personaggi di statuto diverso coesistono come nella lucidità allucinata del momento in cui, appena sveglia, cerchiamo a tentoni di raggiungere il bagno. Unificati dal linguaggio scultoreo e poetico di Vinci, sembrano interrogare le potenzialità trasformative del subconscio come anticamera della realtà.
A cura di Lucrezia Calabrò Visconti (Head Curator Istituto Svizzero).
Ilaria Vinci (1991, Brindisi) vive e lavora a Zurigo. La sua pratica si sviluppa attraverso scultura, installazione, disegno e performance collaborativa, esplorando il modo in cui la fantasia plasma, rivela e distorce la realtà attraverso i linguaggi dell'intrattenimento visivo. Attingendo a immaginari ricorrenti come la fantascienza e le fiabe, indaga il modo in cui le narrazioni si trasformano nel tempo pur conservando le loro funzioni metaforiche fondamentali. Riducendo i temi visivi agli elementi essenziali del racconto, Vinci invita il pubblico a diventare coautore del processo di costruzione del significato, concependo la finzione come uno strumento critico per interpretare e trasformare la realtà contemporanea. Il suo lavoro è stato presentato in mostre personali e collettive presso Kunsthaus Zürich (2024), Kunsthalle Zürich (2023), Museion, Bolzano (2023), Cabaret Voltaire, Zurigo (2023), MACRO, Roma (2022), Fondazione Sandretto Re Rebaudengo, Torino (2021) e Kunst Halle Sankt Gallen (2021), tra gli altri.
Carlo Franza
Storico dell'Arte Moderna e Contemporanea
L'Istituto Svizzero di Milano presenta la prima mostra personale istituzionale in Italia di Ilaria Vinci (Brindisi, 1991). Il lavoro di Vinci, che comprende scultura, installazione e disegno, usa il repertorio fantastico come chiave di confronto con la realtà. Raccogliendo l'eredità della fiaba e della favola, ma anche del fantasy e della fantascienza contemporanee, la sua produzione attinge al potere affabulatorio che risiede nelle iconografie e nei motivi culturali che abitano l'immaginario collettivo.
A partire da questi elementi, Vinci articola universi fittizi che diventano strumenti speculativi per negoziare la costruzione del reale.
La mostra Goodnight Morning all'Istituto Svizzero a Milano presenta una serie di nuove sculture che evocano il momento liminare che accompagna dalla veglia al sonno, e dal sonno alla veglia. Le opere sembrano appropriarsi del processo onirico secondo cui le informazioni e gli eventi traumatici del giorno si trasformano in oggetti, luoghi e scenari familiari ma deformati da un linguaggio che trascende la razionalità. Un pozzo dei desideri, motivo popolare ideato per costruire, gestire e quantificare il desiderio, sorge nella cassa di un'opera appena scaricata. L'abbattimento degli alberi si scontra con il topos della foresta incantata, mentre i giornali trasfigurano le orribili notizie della giornata in entità ibride che vengono soffiate via. Accomunate dal legno come materiale organico e dispositivo simbolico, le opere si confrontano con archetipi culturali che attraversano i secoli come veicoli di significati e poteri diversi. Come negli stati alterati di coscienza ogni cosa, oggetto e luogo è fatto dello stesso materiale neurale della mente che li immagina, così nello spazio della mostra sembra che ogni elemento possa essersi originato dallo stesso tronco di noce.
Ambienti, oggetti e personaggi di statuto diverso coesistono come nella lucidità allucinata del momento in cui, appena sveglia, cerchiamo a tentoni di raggiungere il bagno. Unificati dal linguaggio scultoreo e poetico di Vinci, sembrano interrogare le potenzialità trasformative del subconscio come anticamera della realtà.
A cura di Lucrezia Calabrò Visconti (Head Curator Istituto Svizzero).
Ilaria Vinci (1991, Brindisi) vive e lavora a Zurigo. La sua pratica si sviluppa attraverso scultura, installazione, disegno e performance collaborativa, esplorando il modo in cui la fantasia plasma, rivela e distorce la realtà attraverso i linguaggi dell'intrattenimento visivo. Attingendo a immaginari ricorrenti come la fantascienza e le fiabe, indaga il modo in cui le narrazioni si trasformano nel tempo pur conservando le loro funzioni metaforiche fondamentali. Riducendo i temi visivi agli elementi essenziali del racconto, Vinci invita il pubblico a diventare coautore del processo di costruzione del significato, concependo la finzione come uno strumento critico per interpretare e trasformare la realtà contemporanea. Il suo lavoro è stato presentato in mostre personali e collettive presso Kunsthaus Zürich (2024), Kunsthalle Zürich (2023), Museion, Bolzano (2023), Cabaret Voltaire, Zurigo (2023), MACRO, Roma (2022), Fondazione Sandretto Re Rebaudengo, Torino (2021) e Kunst Halle Sankt Gallen (2021), tra gli altri.
Carlo Franza
Storico dell'Arte Moderna e Contemporanea
Fonte: Carlo Franza














