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Giappone: Agenzia ICE insegna cucina italiana ai futuri chef

08-10-2026 09:40 - Made in Italy
GD - Tokyo, 8 ott. 26 - Dalle radici, cioè dalla formazione dei giovani cuochi. Con questa idea l'ufficio di Tokyo dell'Agenzia ICE, insieme all'ente di formazione Sanko Gakuen, porta la cucina italiana nelle aule di sei città giapponesi, nell'ambito dell'Undicesima Settimana della Cucina Italiana nel Mondo, la rassegna annuale promossa dal Ministero degli Affari Esteri per valorizzare l'eccellenza e l'internazionalizzazione della filiera enogastronomica italiana.
Il tour ha già toccato Yokohama, Nagoya, Sendai, Sapporo e Tokyo, con la tappa di Omiya prevista a fine novembre, coinvolgendo appassionati locali e studenti degli istituti professionali. Nelle sessioni pratiche, guidate da chef professionisti, i partecipanti imparano non solo a eseguire correttamente le ricette, ma anche a riconoscere il valore degli ingredienti certificati e dei prodotti autentici del Made in Italy.
"Quest'anno siamo voluti partire dalle radici", ha spiegato all'ANSA Gianpaolo Bruno, direttore dell'Agenzia ICE di Tokyo, sottolineando come "i centri di formazione selezionati sono quelli in cui si preparano le future classi dirigenti dei grandi ristoranti giapponesi. Agli studenti gli chef mostrano cosa c'è dietro il piatto italiano: cultura del territorio, attenzione agli ingredienti e alla stagionalità, cura dei dettagli".
"Il consumatore giapponese", ha osservato Bruno, "è profondo conoscitore della cucina italiana e questo apre ampi spazi alle imprese che puntano sui segmenti premium, con prodotti legati alla tradizione e ai territori".
A guidare le lezioni a Tokyo è stato lo chef Stefano Dal Moro, dell'Osteria Del Ponte, che ha proposto piatti della cucina regionale veneta, sua terra d'origine, per far scoprire novità ai ragazzi e richiamare valori comuni a Italia e Giappone come il convivio, la sostenibilità e la ricerca dei prodotti.
"Dai giovani giapponesi", ha affermato Dal Moro, "vorrei portare in Italia la loro meticolosità nel cercare la perfezione e nel riprodurre lo stesso gusto, pur senza avere la stessa cultura".
Alla relazione commerciale si affianca la diffusione capillare della ristorazione italiana: Tokyo conta oltre 5.000 ristoranti italiani, con una presenza ampiamente diffusa in tutto il Paese.
Per Anna Iele, attaché per le Politiche agroalimentari dell'Ambasciata d'Italia a Tokyo, l'iniziativa è uno strumento prezioso per "cementare le collaborazioni" tra i due Paesi, perché la cucina è "un importantissimo veicolo di diplomazia".
"Quest'anno ricorrono i 160 anni delle relazioni diplomatiche italo-giapponesi e celebrare questa ricorrenza a tavola è", ha aggiunto, "la scelta più efficace. Con uno sguardo già al 25 ottobre, giornata mondiale della pasta, simbolo di una cucina riconosciuta Patrimonio immateriale dell'Umanità dell'Unesco".


Fonte: Redazione