Georgia: amb. D’Antuono visita sito archeologico di Dmanisi
09-09-2026 14:13 - Ambasciate
GD - Tbilisi, 9 set. 26 - L'Ambasciatore d'Italia in Georgia, Massimiliano D'Antuono, ha visitato Dmanisi, museo a cielo aperto e uno dei siti archeologici più importanti al mondo, con testimonianze di insediamenti umani risalenti a 1,8 milioni di anni fa. Le ricerche nell'area del sito preistorico di Dmanisi sono condotte da un gruppo internazionale e multidisciplinare coordinato dal Museo Nazionale della Georgia con la partecipazione pluriennale del Dipartimento di Scienze della Terra dell'Università di Firenze.
L'amb. D'Antuono è stato ospitato dal Direttore del Museo Nazionale della Georgia, David Lordkipanidze, e dal prof. Lorenzo Rookm, dell'Università degli Studi di Firenze, dirigente della missione finanziata dal MAECI e operante ormai da anni sul sito paleontologico di Dmanisi.
Il sito di Dmanisi, una delle pietre miliari della paleoantropologia moderna, ci ha restituito le evidenze di un momento cruciale della evoluzione umana: l'uscita dall'Africa. Negli anni '90 dello scorso secolo, nella campagna intorno a questo villaggio, a circa 80 chilometri dalla capitale georgiano, ove sono stati scoperti resti umani e animali risalenti a 1,8 milioni di anni fa, e i reperti di ominidi sono considerati i più antichi mai rinvenuti fuori dal continente africano.
Il gruppo di ricerca italiano è impegnato a studiare a fondo la ricca fauna fossile associata ai resti umani, al fine di ottenere informazioni genetiche di straordinario interesse e di ricostruire, con il maggior dettaglio possibile, l'ambiente e l'ecosistema di cui facevano parte i nostri antichi antenati.
L'amb. D'Antuono è stato ospitato dal Direttore del Museo Nazionale della Georgia, David Lordkipanidze, e dal prof. Lorenzo Rookm, dell'Università degli Studi di Firenze, dirigente della missione finanziata dal MAECI e operante ormai da anni sul sito paleontologico di Dmanisi.
Il sito di Dmanisi, una delle pietre miliari della paleoantropologia moderna, ci ha restituito le evidenze di un momento cruciale della evoluzione umana: l'uscita dall'Africa. Negli anni '90 dello scorso secolo, nella campagna intorno a questo villaggio, a circa 80 chilometri dalla capitale georgiano, ove sono stati scoperti resti umani e animali risalenti a 1,8 milioni di anni fa, e i reperti di ominidi sono considerati i più antichi mai rinvenuti fuori dal continente africano.
Il gruppo di ricerca italiano è impegnato a studiare a fondo la ricca fauna fossile associata ai resti umani, al fine di ottenere informazioni genetiche di straordinario interesse e di ricostruire, con il maggior dettaglio possibile, l'ambiente e l'ecosistema di cui facevano parte i nostri antichi antenati.
Fonte: Ambasciata














