19 Settembre 2021
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Finlandia: AL Festival documentaristico "DocPoint" presente cinema italiano

31-01-2021 19:52 - Arte, cultura, turismo
GD – Helsinki, 30 gen 21 - È in corso ad Helsinki, Finlandia, fino al 7 febbraio l'edizione 2021 del festival “DocPoint”, uno dei maggiori appuntamenti di documentari nei Paesi nordici. Il programma offre un'ampia selezione di documentari, sia finlandesi che stranieri. Sono in calendario molte prime mondiali, documentari premiati a festival internazionali e altre novità.
Una edizione del 20° anniversario, tutta online, per i consueti motivi legati alla pandemia che riserva uno spazio a film italiani. La programmazione - con la collaborazione dell'Istituto Italiano di Cultura di Helsinki – contiene una mini retrospettiva dedicata al regista Gianfranco Rosi (“Below Sea Level”; “El Sicario, Room 164”, “Notturno”) e la visione del film “Il mio corpo” di Michele Pennetta.
Il film “Notturno” (2020) di Gianfranco Rosi (in arabo e curdo, sottotitoli in inglese, vietato ai minori di 12 anni; produzione italiana, francese e tedesca) è stato girato nel corso degli "ultimi tre anni lungo i confini di Iraq, Kurdistan, Siria e Libano. Una regione - precisa la produzione - in cui tirannia, invasioni e terrorismo si sono nutriti a vicenda in un circolo vizioso, a danno delle popolazioni civili. Tutt'intorno segni di violenza e distruzione: ma in primo piano c'è l'umanità che si risveglia ogni giorno da un notturno che sembra infinito".
“El Sicaro, Room 164” (2010) del regista italiano è un film in lingua spagnola, sottotitoli in inglese (produzione francese e statunitense,) e racconta la storia di un uomo - El Sicaro, appunto - che sta seduto in una stanza buia di un motel per circa un'ora, chiacchiera e disegna sul suo taccuino. L'uomo si copre il viso con una sciarpa scura e racconta la sua vita, dagli inizi, fino a spiegare come un vero sicario uccide in modo professionale. "Vedere il film è come guardare un macellaio che taglia meticolosamente una carcassa”, commenta Jaana Semeri su docpoint.fi.
In “Below Sea Level” (2008) Rosi fa calare lo spettatore in una comunità di senza dimora che vive in una base militare dismessa a 250 km da Los Angeles e 40 metri sotto il livello del mare. Produzione italiana e statunitense, in lingua e sottotitoli inglese, il documentario presenta la vita di sette emarginati che rifiutano le convenzioni e vivono in condizioni di estrema povertà e in drammi umani.
Nel lavoro di Michele Pennetta “Il mio corpo” (2020), una coproduzione italo-svizzera, si incontrano due vite in Sicilia: quella di Oscar, un adolescente povero del luogo, e quella di Stanley, un immigrato dalla Nigeria. Il primo passa le sue giornate alla ricerca di ferraglia tra i cumuli di immondizia con il padre, per venderla e guadagnare qualcosa per la famiglia; il secondo, pulisce i pavimenti della chiesa e fa altri lavori che un prete amico gli offre. Oscar non va d'accordo con suo padre, mentre Stanley aspetta i risultati della domanda di visto dell'amico con cui abita. Sia Oscar che Stanley sembrano bloccati nella loro condizione e legati a filo doppio alle persone che li circondano. "Il fascino del film deriva dal suo approccio riservato e dalla sorpresa di semplici momenti di bellezza. Una statua della Vergine Maria trovata in un mucchio di immondizia, un tuffo rinfrescante nel mare, la velocità di Oscar sulla bici. E quando il film offre ai suoi personaggi principali la possibilità di trovarsi per un momento, l'immagine rimane nella mente molto tempo dopo la fine", ha commentato Inari Ylinen. Il film è in dialetto siciliano e in pidgin (sottotitoli in inglese). Michele Pennetta è nato a Varese nel 1984, ha una laurea triennale in comunicazione visiva presso la Supsi (Scuola universitaria professionale della Svizzera italiana) a Lugano, e altre specializzazioni. I suoi cortometraggi documentari “The Bet” (2013) e “The Dogs Bark” (2010) sono stati selezionati in vari festival e il suo primo di lungometraggio documentario “Fishing Bodies” (2016) ha avuto la sua prima al Locarno Film Festival, sezione Cineasti del presente. La prima de “Il mio corpo” ha avuto luogo al Festival di Cannes 2020.

Gianfranco Nitti


Fonte: Gianfranco Nitti
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