05 Ottobre 2022
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Fine dell’epoca di Elisabetta II, Carlo III sarà all’altezza?

20-09-2022 19:43 - Opinioni
GD - Roma, 20 set. 22 – Con la cerimonia funebre della Regina Elisabetta II d'Inghilterra si è concluso il secondo regno più longevo della storia, durato ben 70 anni e secondo solo a quello del Re Sole, nel lontano 1715. Durante questo lungo regno, la Regina Elisabetta II ha saputo essere uno dei monarchi più influenti degli ultimi anni, se non della storia e, sebbene non abbia potuto scegliere il suo destino, è stata sicuramente all'altezza del suo compito, come dimostrato dal clamore che la sua morte ha provocato in tutto il mondo, tale da far passare guerre e crisi internazionali in secondo piano.
Nonostante il fatto che molti ritengano le monarchie come un fenomeno ormai superato, il regno di Elisabetta II ha saputo dare stabilità non solo all'Inghilterra, ma anche all'Europa stessa e un grande contributo alla Comunità Internazionale.
Certo, Elisabetta II ha dovuto affrontare periodi difficili, come la decadenza dell'impero britannico, la decolonizzazione, i difficili rapporti con l'Irlanda, il Canada o la Scozia, i vari scandali familiari. E poi vanno considerati gli errori commessi nella politica estera inglese, come nella crisi di Suez del 1956 o a quella seguita dall'invasione dell'Iraq nel 2003.
Tutte situazioni complesse in cui, però, la monarchia Inglese - e qui sta la grandezza di Elisabetta II - ha sempre mantenuto un rigido distacco, intrecciando inoltre solide relazioni con i vari capi di Stato e mantenendo sempre pacifici e cordiali i rapporti con essi.
Per gli inglesi, dunque, il motto “God Save the Queen” non è solo una tradizione: è anche simbolo di attaccamento verso quella regina che per 70 lunghi anni, dal 1952 al 2022, ha guidato le sorti del Regno Unito. Tanto che oggi risulta difficile distinguere tra il rispetto per la monarchia della popolazione britannica e l'ammirazione e l'affetto per la regina.
La grandezza di Elisabetta II che, può piacere o meno, può essere percepita anche dal fatto che negli ultimi dieci giorni il Regno Unito è stato il centro del mondo, come lo era stato per secoli.
La morte della regina ha infatti messo in secondo piano crisi internazionali, summit diplomatici e perfino la guerra in Ucraina, portando tutti i leader del mondo e oltre a quelli del Commonwealth, tranne determinati esclusi come ad esempio Putin, a Londra per porgerle un ultimo saluto, cosa che non difficilmente potrebbe avvenire con una simile portata per un altro monarca.
La disposizione stessa delle varie delegazioni, ovviamente differenziata, all'interno di Westminster fa chiaramente capire come le posizioni più avanzate fossero occupate dalla Royal Family, dalle autorità britanniche e dai vari dignitari di corte, mentre solo in posizioni più defilate si sono trovate le delegazioni e i capi di Stato, quasi a ribadire, tramite il cerimoniale, la centralità del ruolo della monarchia nell'ordinamento Britannico.
Ora è legittimo chiedersi quale sarà il futuro della monarchia inglese e come cambieranno i rapporti internazionali con l'ascesa al trono del nuovo, Re Carlo III.
Il passato sicuramente non promette bene: da Principe di Galles, Carlo ha infatti utilizzato diverse volte la sua posizione e le sue passioni per tentare di imporre al Governo le sue preferenze su diversi temi, come l'ambiente, la gestione delle scuole statali, l'equipaggiamento dell'esercito, vari finanziamenti pubblici e persino la protezione di edifici storici, di cui spesso era lui stesso il proprietario.
Va anche ricordato che sul nuovo regnante continua ad aleggiare lo spettro di Lady Diana Spencer, morta nel 1997 a Parigi, da molti sudditi preferita a Camilla, l'attuale consorte, ed è stata una figura di cui difficilmente ci si potrà liberare.
Inoltre Carlo è stato spesso accusato di tenere atteggiamenti estremamente altezzosi e talvolta schizzinosi, cosa che non lo ha mai reso il favorito dai sudditi. Anzi essi speravano in una abdicazione in favore del figlio William, molto amato assieme alla consorte Kate Middleton. Anche se va rilevato che in occasione delle varie fasi dei funerali della madre è stato al centro di molte testimonianze di apprezzamento, simpatia se non affetto da parte di molti cittadini.
È dunque sicuro il futuro della monarchia inglese nelle mani di Carlo III, o la credibilità della famiglia reale rischierà di scivolare in qualche nuovo scandalo, come quello che ha coinvolto il Principe Andrea?
È difficile dirlo adesso, dato che il regno di Carlo è solo all'inizio. Ma sicuramente il nuovo monarca dovrà dimostrare ai suoi sudditi, al Commonwealth ma anche alla Comunità Internazionale di essere il degno erede della regina Elisabetta II e di saper mantenere la credibilità che la regina aveva pazientemente e solidamento costruito in questi 70 lunghi anni di regno.

Eugenio Cazzarolli
Analista Geopolitico


Fonte: Eugenio Cazzarolli
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