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Festival Geopolitica Europea: Schwetz (CE) traccia rotta per nuove generazioni

11-04-2026 14:30 - Opinioni
GD - Venezia Mestre, 11 apr. 26 - Il Festival Internazionale della Geopolitica Europea, nella cornice del Museo del ‘900 (M9) di Venezia Mestre, ha vissuto un momento di profonda riflessione intellettuale grazie al dialogo tra la giornalista Eleonora Lorusso e Mario Schwetz, direttore dell’Ufficio Italiano del Consiglio d’Europa, intervenuto dopo il contributo di Isabella Rauti per approfondire le dinamiche di un’Unione oggi chiamata a un necessario quanto urgente riassestamento strutturale.
In un’epoca segnata da una crisi di sistema che mette in discussione le fondamenta stesse del pensiero occidentale, Schwetz ha offerto una bussola interpretativa rivolta in particolare ai giovani, evidenziando come la deriva bellica innescata dal conflitto tra Russia e Ucraina stia pericolosamente spingendo anche le democrazie liberali a riconsiderare la forza militare come strumento di perseguimento dei propri obiettivi, a scapito di quel diritto internazionale che deve invece restare un pilastro imprescindibile per la pace.
Per ritrovare una stabilità perduta, il direttore ha evocato l’eredità storica della Serenissima Repubblica, citandola come esempio avanguardistico di un sistema che già secoli fa aveva compreso come il rispetto delle diversità culturali e il primato della diplomazia potessero tradursi in un formidabile vantaggio non solo politico, ma anche economico.
Il cuore dell’intervento si è però focalizzato sulla partecipazione civile, con un appello accorato affinché le nuove generazioni smettano di occupare il ruolo di spettatori passivi per diventare attori consapevoli dei processi decisionali: secondo Schwetz, infatti, l’ingresso attivo nella società è l’unico modo per dare forma al futuro e impedire che il dialogo venga definitivamente accantonato in favore dello scontro frontale. Anche l’analisi dell’ecosistema digitale è stata centrale, con un richiamo a un uso più maturo della tecnologia che, da mero contenitore di sfoghi emotivi e polarizzazioni, deve tornare a essere un mezzo per connettere le intelligenze e alimentare un confronto costruttivo in un mondo globalizzato.
Questo incontro, caratterizzato da una prospettiva di ampio respiro, ha trasformato la complessità della geopolitica in un’occasione di crescita collettiva, fornendo risposte concrete a una platea di giovani desiderosi di comprendere come navigare le incertezze del presente per costruire un’Europa più solida e consapevole delle proprie radici diplomatiche.

Fonte: Festival Geopolitica Europea