News
percorso: Home > News > Opinioni

Festival Geopolitica Europea entra nel vivo a Mestre

09-04-2026 18:23 - Opinioni
IGD - Venezia Mestre, 9 apr. 26 – Sono entrati nel vivo i lavori del Festival Internazionale della Geopolitica Europea nel Museo del ’900 (M9), di Venezia Mestre con una serie di incontri dedicati al posizionamento strategico dell’Italia e dell’Europa. L’iniziativa, curata dalla rivista di affari internazionali "Atlantis" (Mazzanti Editori) e promossa dagli organizzatori Carlo e Andrea Mazzanti, nasce da una stretta collaborazione con il Comune di Venezia, la Città Metropolitana di Venezia,
Europe Direct Venezia, il Consiglio d’Europa e il Circolo di Studi Diplomatici di Roma.
La giornata si è aperta con l’analista prof. Arduino Paniccia, il quale ha tracciato un quadro rigoroso delle strategie militari nello scenario geopolitico attuale, analizzando le sfide che attendono i governi nel governo del mondo. “Stiamo vivendo un periodo di riassestamento delle potenze globali che ha reso la guerra la normalità e il conflitto una soluzione ordinaria, dove a contare sono solo armamenti, espansione territoriale, demografia e nucleare; di fatto, non si esiste come potenza senza l’atomica. La resa dei conti finale tra le principali potenze globali si può dunque concludere in due modi: tramite un accordo o mediante uno scontro. In questo contesto, l’Europa non è ancora consapevole della situazione che sta attraversando e resta una potenza di secondo livello: abbiamo un futuro solo come Europa unita, ma per sopravvivere il sistema dei veti deve essere eliminato. Uno degli obiettivi, in tal senso, deve dunque essere quello di ricoprire un ruolo di maggior rilevanza all’interno della NATO: meglio armati che sottomessi. In particolare, Germania e Italia rappresentano la prima frontiera orientale europea, ragion per cui sono proprio queste le due nazioni che devono guidare il riarmo”, ha dichiarato Paniccia.
Il secondo intervento della mattinata ha visto come protagonista Roberto Papetti, direttore del quotidiano "Il Gazzettino", che ha proseguito la panoramica offerta da Paniccia concentrandosi in particolar modo sul conflitto che coinvolge Stati Uniti, Israele e Iran. Papetti, nel suo intervento, ha affermato che “per quanto riguarda il fronte iraniano, come detto da Paniccia, Trump si è fatto convincere ad intervenire da Israele. Inoltre, gli Stati Uniti hanno sottovalutato la capacità di risposta del regime iraniano, a partire da Hormuz. Questo stretto, prima dello scoppio della guerra, era conosciuto da pochissimi ma in beve tempo è diventato di fondamentale importanza. E l’Iran non lo aveva mai usato come arma bellica - mentre in futuro potrà essere usata come arma economica - e gli USA non avevano preso in considerazione questo scenario. Trump si trova in un tunnel dal quale non sa come uscire: pensava di vincere in un certo modo, e ora è costretto a cambiare strategia”.
Allargando lo sguardo, Papetti ha analizzato anche argomenti paralleli alla guerra iraniana, dichiarando che “in alcuni Paesi l’opinione pubblica non è un problema e non esiste. Negli Stati Uniti, tuttavia, è un fattore determinante politicamente parlando, e Trump deve capire come gestirla in vista delle elezioni. Agli inizi del suo secondo mandato aveva fatto alcune promesse, escludendo, ad esempio, possibili rialzi del prezzo del carburante. Le cose non sono andate così e il problema relativo al consenso non è da sottovalutare”.
Nel pomeriggio, il focus dell’evento si è spostato sul tema della diffusione della cultura politica tra le nuove generazioni con l’incontro intitolato “Geopolitica sui banchi di scuola”.

Fonte: Festival Geopolitica Europea