Festival Diplomazia: AICS incontra giovani: da ateneo a professioni cooperazione
27-10-2026 17:38 - Ambasciate
GD - Roma, 27 ott. 25 - AICS ha aperto la propria sede di Roma a studenti, laureandi e giovani ricercatori per l'evento “Dall’università al campo: percorsi e professioni nella cooperazione internazionale”, una giornata della XVII edizione del Festival della Diplomazia. L’iniziativa nasce per avvicinare le nuove generazioni al lavoro nella cooperazione attraverso le esperienze di chi ha già intrapreso questo percorso, mettendo a fuoco competenze richieste, possibilità di ingresso nel settore e prospettive professionali.
A raccontarlo sono le esperienze diverse, maturate tra università, organizzazioni della società civile, istituzioni europee e progetti internazionali. I profili coinvolti spaziano dall’ingegneria ambientale ed energetica all’antropologia, dall’agricoltura alla salute pubblica, fino alla progettazione europea e alla gestione dei programmi. Dalla formazione accademica ai progetti sul campo, la giornata mostrerà come competenze maturate in ambiti differenti possano trovare applicazione nella cooperazione allo sviluppo.
“Per chi si affaccia oggi alla cooperazione, il punto non è trovare un percorso già scritto, ma capire come mettere competenze diverse al servizio di obiettivi comuni. La preparazione tecnica resta essenziale, ma sul campo contano anche capacità di ascolto, adattamento e lavoro con partner e comunità. È su questo intreccio tra competenze e responsabilità che vogliamo confrontarci con gli studenti”, ha sottolineato il direttore AICS Marco, Riccardo Rusconi.
Si è seguito soprattutto il filo delle esperienze: dagli studi al primo ingresso nel settore, dalla ricerca alla progettazione, fino al lavoro sul campo. Il confronto ha toccato anche le competenze più richieste e le sfide quotidiane del lavoro nella cooperazione: dalla gestione degli interventi al dialogo con i partner locali, dalla capacità di leggere i contesti al lavoro in gruppi interdisciplinari e alla gestione degli imprevisti.
Una parte dell’incontro è stata inoltre dedicata alle professioni del futuro e alle trasformazioni che stanno ridefinendo il settore: il maggiore coinvolgimento del settore privato e degli strumenti finanziari per lo sviluppo e la crescente domanda di professionalità legate alle sfide ambientali e climatiche. Due ambiti che ampliano le competenze richieste e aprono nuove opportunità per le giovani generazioni.
La giornata si inserisce nel percorso di dialogo con le nuove generazioni che AICS porta avanti nell’ambito del Festival. Nel 2025, con “Professione Cooperante”, l’attenzione era stata rivolta a una panoramica ampia delle possibili strade professionali in ambito internazionale. Quest’anno l’appuntamento ha posto al centro le esperienze dirette, per mostrare come la cooperazione internazionale sia un settore aperto a competenze, discipline e percorsi formativi differenti.
A raccontarlo sono le esperienze diverse, maturate tra università, organizzazioni della società civile, istituzioni europee e progetti internazionali. I profili coinvolti spaziano dall’ingegneria ambientale ed energetica all’antropologia, dall’agricoltura alla salute pubblica, fino alla progettazione europea e alla gestione dei programmi. Dalla formazione accademica ai progetti sul campo, la giornata mostrerà come competenze maturate in ambiti differenti possano trovare applicazione nella cooperazione allo sviluppo.
“Per chi si affaccia oggi alla cooperazione, il punto non è trovare un percorso già scritto, ma capire come mettere competenze diverse al servizio di obiettivi comuni. La preparazione tecnica resta essenziale, ma sul campo contano anche capacità di ascolto, adattamento e lavoro con partner e comunità. È su questo intreccio tra competenze e responsabilità che vogliamo confrontarci con gli studenti”, ha sottolineato il direttore AICS Marco, Riccardo Rusconi.
Si è seguito soprattutto il filo delle esperienze: dagli studi al primo ingresso nel settore, dalla ricerca alla progettazione, fino al lavoro sul campo. Il confronto ha toccato anche le competenze più richieste e le sfide quotidiane del lavoro nella cooperazione: dalla gestione degli interventi al dialogo con i partner locali, dalla capacità di leggere i contesti al lavoro in gruppi interdisciplinari e alla gestione degli imprevisti.
Una parte dell’incontro è stata inoltre dedicata alle professioni del futuro e alle trasformazioni che stanno ridefinendo il settore: il maggiore coinvolgimento del settore privato e degli strumenti finanziari per lo sviluppo e la crescente domanda di professionalità legate alle sfide ambientali e climatiche. Due ambiti che ampliano le competenze richieste e aprono nuove opportunità per le giovani generazioni.
La giornata si inserisce nel percorso di dialogo con le nuove generazioni che AICS porta avanti nell’ambito del Festival. Nel 2025, con “Professione Cooperante”, l’attenzione era stata rivolta a una panoramica ampia delle possibili strade professionali in ambito internazionale. Quest’anno l’appuntamento ha posto al centro le esperienze dirette, per mostrare come la cooperazione internazionale sia un settore aperto a competenze, discipline e percorsi formativi differenti.
Fonte: AICS














