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FAO: produzione record pesca e acquacoltura dà sicurezza alimentare

29-06-2022 11:30 - Economia
GD - Roma, 29 giu. 22 – La notevole crescita dell'acquacoltura ha portato la produzione mondiale da pesca e acquacoltura a un livello record. Gli alimenti di origine acquatica forniscono un contributo sempre più importante alla sicurezza alimentare e alla nutrizione del XXI secolo, secondo un rapporto della FAO Organizzazione delle Nazioni Unite per l'alimentazione e l'agricoltura, pubblicato oggi.
L'edizione 2022 de "Lo Stato Mondiale della Pesca e dell’Acquacoltura (SOFIA)" indica come la crescita dell'acquacoltura, in particolare in Asia, abbia spinto la produzione totale di pesca e acquacoltura a un massimo storico di 214 milioni di tonnellate nel 2020, comprendente 178 milioni di tonnellate di animali acquatici e 36 milioni di tonnellate di alghe.
La produzione di animali acquatici nel 2020 è stata superiore del 30% rispetto alla media del primo decennio del 2000 e di oltre il 60% rispetto alla media degli anni ‘90. Tali risultati sono stati conseguiti essenzialmente grazie al record di 87,5 milioni di animali acquatici prodotti dall’acquacoltura.
Mentre il settore continua ad espandersi, la FAO afferma che sono necessarie trasformazioni più mirate per rendere la pesca e l'acquacoltura più sostenibili, inclusive ed eque. È fondamentale una "trasformazione blu" del modo in cui produciamo, gestiamo, commercializziamo e consumiamo gli alimenti acquatici, nell’intento di conseguire gli obiettivi di sviluppo sostenibile delle Nazioni Unite.
"La crescita della pesca e dell'acquacoltura è fondamentale nel nostro impegno per debellare fame e malnutrizione nel mondo. Tuttavia, è necessaria un'ulteriore trasformazione del settore per affrontare le sfide", ha dichiarato il Direttore Generale della FAO, QU Dongyu. "Dobbiamo trasformare i sistemi agroalimentari, al fine di raccogliere o catturare gli alimenti acquatici in modo sostenibile, salvaguardare i mezzi di sussistenza e proteggere gli habitat acquatici e la biodiversità".
Gli alimenti acquatici stanno contribuendo più che mai alla sicurezza alimentare e alla nutrizione. Il consumo mondiale di alimenti acquatici (escluse le alghe) è aumentato ad un tasso medio annuo del 3,0% dal 1961, quasi il doppio rispetto alla crescita annuale della popolazione mondiale, e ha raggiunto i 20,2 kg pro capite, più del doppio del consumo degli anni ‘60.
Nel 2020, per il consumo umano diretto sono stati usati 157 milioni di tonnellate di animali acquatici, pari all'89% della produzione; un volume leggermente superiore a quello del 2018, nonostante gli effetti della pandemia da Covid-19. Gli alimenti acquatici hanno contribuito per circa il 17% delle proteine animali consumate nel 2019, raggiungendo il 23% nei paesi a reddito medio-basso e oltre il 50% in alcune parti dell'Asia e dell'Africa.
Nel 2020, i paesi asiatici hanno prodotto il 70% mondiale della pesca e degli animali da acquacoltura, seguiti dalle Americhe, Europa, Africa e Oceania. La Cina è rimasta il primo produttore ittico, seguita da Indonesia, Perù, Federazione Russa, Stati Uniti, India e Vietnam.
L'acquacoltura modella il futuro degli alimenti acquatici - Si prevede che l'acquacoltura, cresciuta più velocemente della pesca di cattura negli ultimi due anni, si espanderà ulteriormente nel prossimo decennio. Nel 2020, la produzione di animali da acquacoltura ha raggiunto gli 87,5 milioni di tonnellate, il 6% in più rispetto al 2018. D'altra parte, la produzione di pesca di cattura è scesa a 90,3 milioni di tonnellate, il 4,0% in meno rispetto alla media dei tre anni precedenti.
La riduzione della produzione della pesca di cattura è essenzialmente riconducibile alla pandemia da Covid-19, che ha gravemente interferito con le attività di pesca, l'accesso al mercato e le vendite, nonché al calo del pescato cinese e delle catture di acciughe, naturalmente fluttuanti.
L’aumento della domanda di pesce e di altri alimenti acquatici sta rapidamente cambiando il settore della pesca e dell'acquacoltura. Si prevede che il consumo aumenterà del 15% per arrivare in media a 21,4 kg pro capite nel 2030, guidato principalmente dall'aumento dei redditi e dall'urbanizzazione, dai cambiamenti nelle pratiche di post-cattura e distribuzione, e dalle tendenze alimentari per una salute e una nutrizione migliori.
La produzione totale di animali acquatici dovrebbe raggiungere i 202 milioni di tonnellate nel 2030, grazie principalmente alla crescita continua dell'acquacoltura, prevista in 100 milioni di tonnellate, per la prima volta, nel 2027 e in 106 milioni di tonnellate, nel 2030.
La necessità di una trasformazione blu - Secondo la FAO, occorre fare di più per nutrire la popolazione mondiale in crescita, migliorando, al contempo, la sostenibilità di stock ittici ed ecosistemi fragili e proteggendo vite e mezzi di sussistenza a lungo termine. Secondo il rapporto SOFIA 2022, la sostenibilità delle risorse ittiche marine desta ancora grandi preoccupazioni, con la percentuale di stock pescati in modo sostenibile scesa al 64,6% nel 2019, in calo dell'1,2% rispetto al 2017.
Tuttavia, ci sono segnali incoraggianti, in quanto gli stock pescati in modo sostenibile hanno rappresentato l’82,5% del volume totale degli sbarchi del 2019, in aumento del 3,8% dal 2017. Ciò sembra indicare una gestione più efficace degli stock più grandi.
La FAO promuove la trasformazione blu, una strategia lungimirante per affrontare la doppia sfida della sicurezza alimentare e della sostenibilità ambientale, garantendo, al tempo stesso, risultati equi e uguaglianza di genere.
Anche le politiche e le pratiche rispettose del clima e dell'ambiente sono fondamentali per il cambiamento, al pari dell’innovazione tecnologica.
"La trasformazione blu è un processo incentrato sugli obiettivi, attraverso il quale i membri e i partner della FAO possono massimizzare il contributo dei sistemi alimentari acquatici per migliorare la sicurezza alimentare, la nutrizione e le diete sane a prezzi accessibili, pur rimanendo all’interno di confini ecologici", ha affermato Manuel Barange, direttore della Divisione Pesca e Acquacoltura della FAO.
La pesca e l'acquacoltura contribuiscono all'occupazione, al commercio e allo sviluppo economico. Nel 2020, il valore totale della prima vendita della produzione di animali acquatici nel settore della pesca e dell'acquacoltura è stato stimato a 406 miliardi di USD, di cui 265 provenienti dall’acquacoltura.
Stando ai dati più recenti, sono circa 58,5 milioni le persone che operano nel settore, di cui circa il 21% donne. Sempre secondo le stime, 600 milioni di persone dipendono in qualche misura dalla pesca e dall'acquacoltura per la loro vita e la loro sussistenza. Costruire la resilienza è fondamentale per uno sviluppo equo e sostenibile.
Numeri chiave da Lo stato mondiale della pesca e dell’acquacoltura 2022:
- Produzione mondiale totale di animali acquatici e alghe: 214 milioni di tonnellate.
- Valore di prima vendita della produzione di animali acquatici: 406 miliardi USD.
- Pesca di cattura in mare: 78,8 milioni di tonnellate.
- Pesca di cattura in acqua dolce: 11,5 milioni di tonnellate.
- Produzione di animali da acquacoltura: 87,5 milioni di tonnellate, nuovo record.
Consumo e commercio:
- Quantità totale per il consumo umano (escluse le alghe): 157 milioni di tonnellate.
- Valore del commercio internazionale di prodotti della pesca e dell'acquacoltura: 151 miliardi USD.
Occupazione e flotte:
- Occupati totali nel settore primario della pesca e dell'acquacoltura: 58,5 milioni, di cui il 21% donne.
- Area geografica con il maggior numero di pescatori e acquacoltori: Asia (84%).
- Numero di pescherecci al mondo: 4,1 milioni.
- Flotta più grande per area geografica: Asia (2,68 milioni di imbarcazioni, circa due terzi della flotta mondiale).
Stock ittici:
- Stock pescati in modo sostenibile: 64,6% (2019), meno 1,2% rispetto al 2017.
- Stock pescati in modo sostenibile dal totale degli sbarchi: 82,5% (2019), più 3,8% dal 2017.


Fonte: FAO
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