Elezioni Serbia: Fassino, governo e opposizione evitino ogni esasperazione
15-10-2026 20:23 - Parlamento
GD - Belgrado, 15 ott. 26 - «La campagna elettorale in Serbia si svolge in un contesto fortemente polarizzato, che potrebbe compromettere la parità di condizioni tra i concorrenti. La demonizzazione delle voci critiche e le campagne diffamatorie non devono avere posto in una società democratica e non possono rappresentare una risposta alle richieste espresse da una società civile dinamica». Lo ha dichiarato la Delegazione inviata a Belgrado il 12 e 13 ottobre in Missione preelettorale dall'Assemblea parlamentare del Consiglio d'Europa (APCE), guidata da Piero Fassino (Italia, SOC).
La delegazione preelettorale era composta da Piero Fassino (Italia, SOC, capo della delegazione), Dominik Oberhofer (Austria, ALDE, vicecapo della delegazione), Albana Vokshi (Albania, PPE/CD), Bernardo Pessanha (Portogallo, ECPA), Victoria Tiblom (Svezia, ECPA).
«Con le modifiche alle leggi elettorali introdotte nel 2026», dichiara la Delegazione, «sono stati approvati cambiamenti positivi che tuttavia, non hanno affrontato in misura sufficiente le raccomandazioni dell'ODIHR e della Commissione di Venezia, relative all'uso improprio delle risorse amministrative, alle pressioni sugli elettori e all'abuso delle disposizioni previste per le liste delle minoranze nazionali»
«Diversi interlocutori», sottolinea la Delegazione, «hanno espresso preoccupazione per l'inerzia delle istituzioni indipendenti nell'indagare sulle presunte violazioni delle libertà di informazione e diffuse preoccupazioni riguardo alla disparità di condizioni in cui si svolge la campagna elettorale e della copertura mediatica sproporzionatamente favorevole al partito al governo».
«È stata inoltre segnalata l'assenza di indipendenza delle istituzioni statali e la loro incapacità di affrontare adeguatamente gravi questioni relative all'accuratezza delle liste elettorali e al di voto per i cittadini residenti all'estero predisposte con seggi insufficienti e con orari di voto che obbligheranno elettori residenti in altri continenti a votare durante la notte».
La delegazione ha rilevato «il ricorso a una retorica ostile e aggressiva nei confronti degli attivisti dell'opposizione, dei rappresentanti della società civile e dei giornalisti, nonché il persistere di credibili denunce di sorveglianza e le preoccupazioni per la sicurezza degli elettori e degli osservatori».
Per questo la Delegazione «invita tutti gli attori politici, comprese le forze di governo, i movimenti di opposizione e i rappresentanti della società civile, ad astenersi da una retorica incendiaria e da ogni forma di intimidazione, evitando qualsiasi comportamento che possa compromettere lo svolgimento pacifico e democratico del processo elettorale, nel rispetto degli obblighi assunti dal Paese in quanto Stato membro del Consiglio d'Europa».
«La delegazione», prosegue il suo appello, «si aspetta che le autorità competenti assicurino un clima pacifico durante la restante parte della campagna elettorale, astenendosi dall'uso della forza e dall'imposizione di restrizioni indebite al diritto di riunione pacifica, garantito dalla Convenzione europea dei diritti dell'uomo, di cui la Serbia è firmataria».
Nel corso della visita a Belgrado, la delegazione ha incontrato il presidente dell'Assemblea nazionale e attualmente Presidente ad interim della Repubblica, nonché i membri della delegazione serba presso l'APCE, i rappresentanti del movimento degli studenti, dei gruppi parlamentari e dei partiti extraparlamentari, delle minoranze nazionali sia della maggioranza sia dell'opposizione.
Ha inoltre incontrato rappresentanti del Ministero dell'Interno, della Commissione elettorale centrale e della Commissione per la revisione del registro elettorale.
La delegazione ha avuto incontri anche con esponenti del corpo diplomatico, con i rappresentanti dell'UE e della Missione OSCE/ODIHR, della società civile e dei mezzi di informazione.
La delegazione preelettorale era composta da Piero Fassino (Italia, SOC, capo della delegazione), Dominik Oberhofer (Austria, ALDE, vicecapo della delegazione), Albana Vokshi (Albania, PPE/CD), Bernardo Pessanha (Portogallo, ECPA), Victoria Tiblom (Svezia, ECPA).
«Con le modifiche alle leggi elettorali introdotte nel 2026», dichiara la Delegazione, «sono stati approvati cambiamenti positivi che tuttavia, non hanno affrontato in misura sufficiente le raccomandazioni dell'ODIHR e della Commissione di Venezia, relative all'uso improprio delle risorse amministrative, alle pressioni sugli elettori e all'abuso delle disposizioni previste per le liste delle minoranze nazionali»
«Diversi interlocutori», sottolinea la Delegazione, «hanno espresso preoccupazione per l'inerzia delle istituzioni indipendenti nell'indagare sulle presunte violazioni delle libertà di informazione e diffuse preoccupazioni riguardo alla disparità di condizioni in cui si svolge la campagna elettorale e della copertura mediatica sproporzionatamente favorevole al partito al governo».
«È stata inoltre segnalata l'assenza di indipendenza delle istituzioni statali e la loro incapacità di affrontare adeguatamente gravi questioni relative all'accuratezza delle liste elettorali e al di voto per i cittadini residenti all'estero predisposte con seggi insufficienti e con orari di voto che obbligheranno elettori residenti in altri continenti a votare durante la notte».
La delegazione ha rilevato «il ricorso a una retorica ostile e aggressiva nei confronti degli attivisti dell'opposizione, dei rappresentanti della società civile e dei giornalisti, nonché il persistere di credibili denunce di sorveglianza e le preoccupazioni per la sicurezza degli elettori e degli osservatori».
Per questo la Delegazione «invita tutti gli attori politici, comprese le forze di governo, i movimenti di opposizione e i rappresentanti della società civile, ad astenersi da una retorica incendiaria e da ogni forma di intimidazione, evitando qualsiasi comportamento che possa compromettere lo svolgimento pacifico e democratico del processo elettorale, nel rispetto degli obblighi assunti dal Paese in quanto Stato membro del Consiglio d'Europa».
«La delegazione», prosegue il suo appello, «si aspetta che le autorità competenti assicurino un clima pacifico durante la restante parte della campagna elettorale, astenendosi dall'uso della forza e dall'imposizione di restrizioni indebite al diritto di riunione pacifica, garantito dalla Convenzione europea dei diritti dell'uomo, di cui la Serbia è firmataria».
Nel corso della visita a Belgrado, la delegazione ha incontrato il presidente dell'Assemblea nazionale e attualmente Presidente ad interim della Repubblica, nonché i membri della delegazione serba presso l'APCE, i rappresentanti del movimento degli studenti, dei gruppi parlamentari e dei partiti extraparlamentari, delle minoranze nazionali sia della maggioranza sia dell'opposizione.
Ha inoltre incontrato rappresentanti del Ministero dell'Interno, della Commissione elettorale centrale e della Commissione per la revisione del registro elettorale.
La delegazione ha avuto incontri anche con esponenti del corpo diplomatico, con i rappresentanti dell'UE e della Missione OSCE/ODIHR, della società civile e dei mezzi di informazione.
Fonte: Redazione














