05 Luglio 2022
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Desenzano del Garda e non solo: quello che non si vuole vedere non esiste

06-06-2022 21:43 - Opinioni
GD - Roma, 6 giu. 22 - Ha suscitato grande clamore sulla stampa quanto è successo domenica scorsa a Desenzano del Garda nei giorni scorsi, dove un folto gruppo di giovani africani in stazione e in treno ha molestato pesantemente alcune giovanissime ragazze, colpevoli solo di essere "donne bianche". Un episodio simile era già successo a Milano per i festeggiamenti di fine anno. In quel caso le vittime di tale vergognoso atto di bullismo erano state alcune turiste tedesche. Fatti simili sono successi pure due anni fa per i festeggiamenti di fine anno anche a Colonia, in Germania.
Di questi episodi incresciosi si è parlato marginalmente subito dopo l'accadimento dei fatti e poi le notizie di questi eventi sono passate nel dimenticatoio senza alcun seguito concreto. E senza neppure una dovuta reazione umana.
Coloro che hanno avuto modo di abitare all'estero per un periodo di tempo e quanti seguono la stampa internazionale, sanno bene che eventi di questo tipo purtroppo non sono “casi isolati”, tutt'altro.
Ad esempio, in Francia a Marsiglia, a Nizza, e in molti quartieri periferici (banlieue) di Parigi questi episodi succedono sporadicamente, non perché il problema sia meno grave, ma perché le giovani donne francesi, per esperienza vissuta, si guardano bene dal mettersi in condizioni di rischiare per la loro incolumità; evitando accuratamente le situazioni di pericolo; tenendosi ben alla larga da certi luoghi della città; sottraendosi preventivamente a situazioni e fatti rischiosi o sgradevoli come, ad esempio, usare alcuni mezzi pubblici sia di giorno e assolutamente vietati di notte.
Quello che non si dice è che per alcune persone ignoranti, che credono di appartenere alla religione Islamica, una donna che si veste come vestono le nostre donne è una prostituta e non merita alcun rispetto. Anzi, deve essere redarguita per il suo modo di fare.
A riprova di ciò si riporta un evento successo a Strasburgo, sede del Parlamento Europeo, dove una giovane ragazza è stata massacrata di botte perché indossava pantaloncini “troppo corti”. In questo caso la giovane ragazza non era stata vittima di “maschietti allupati”, ma era stata prima offesa e poi mandata all'ospedale da alcune donne musulmane che ritenevano il suo abbigliamento non consono per la vista dei loro figli.
In tutti questi episodi quello che fa veramente rumore è però il silenzio assordante delle varie organizzazioni che difendono i diritti delle donne; le varie ramificazioni del movimento “Me Too”. Da queste organizzazioni che difendono i diritti delle donne ci saremmo già aspettati le denunce per i fatti di Milano di Capodanno e adesso per i fatti di Desenzano del Garda, così come sono arrivate puntuali le denunce e le azioni legali per le presunte molestie sessuali da parte degli Alpini, che durante il loro raduno a Rimini, avevano fatto degli apprezzamenti pesanti verso alcune giovani donne.
Questi comportamenti incivili vanno immediatamente sanzionati per chiunque li dovesse perpetrare. Non possiamo pretendere di usare valutazioni diverse, quasi giustificando questi fatti incresciosi se a compierli sono giovani africani immigrati, inneggianti al predominio del loro Paese in Italia, mentre vanno sanzionati pesantemente se vengono compiuti da alcuni alpini che hanno alzato un po troppo il gomito.
Se decidiamo che queste sono azioni inaccettabili, esse vanno sanzionate sempre e per chiunque le abbia compiute. Non si può avere un atteggiamento diverso, quasi buonista, giustificando tali azioni come “diversità culturali” perché se ci mettiamo su questa china, abbiamo già visto dove ciò ha portato la Francia, il Belgio ed anche la Svezia. Quelle realtà ci possono già anticipare dove andremo a finire a breve noi in Italia.
Per queste ragioni, quindi, ci aspettiamo immediate reazioni nel nostro Paese dall'associazione Non Una Di Meno. E ci aspettiamo anche una presa di posizione forte da parte dalla politica, capace a pronunciarsi e dividersi su tutto, soprattutto se sono inezie e particolari.
Se i giovani immigrati ritengono per loro offensivo che una giovane ragazza (bianca) d'estate possa vestire in modo più leggero, se questo offende la loro sensibilità e la loro religione, allora bisogna seriamente verificare se queste essi hanno veramente interesse di vivere nel nostro Paese e intenzione ad accettare la nostra cultura, le nostre abitudini ed i nostri stili di vita.
Altrimenti la politica deve seriamente considerare la possibilità di poterli rimandare dove le loro tradizioni e la loro cultura sono pienamente rispettate e consone con la loro mentalità.
In Francia nel 2015 si era avviato un discorso politico per revocare la cittadinanza francese e rimandare in Marocco alcuni giovani radicalizzati musulmani. Solo che questo non si è potuto fare perché quei giovani erano francesi da ben tre generazioni. Molti di loro, si scoprì presto, non erano mai stati in Marocco.
Forse chi parla di «ius soli»farebbe bene anche a studiare le esperienze maturate in quei Paesi che, ben prima di noi, hanno percorso la strada dell'immigrazione di massa di persone provenienti da culture diverse; per capire cosa fare e cosa non fare, e per prevenire gravi problemi sociali futuri che già adesso, ancorché sporadicamente, cominciano ad affiorare anche nel nostro Paese. Insomma, la stalla va chiusa prima che scappino i buoi.

Ciro Maddaloni
Esperto di eGovernment internazionale


Fonte: Ciro Maddaloni
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