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Da Mattarella vincitori concorso Segretari di Legazione Corso "Boris Biancheri Chiappori"

22-01-2026 17:44 - Farnesina
GD - Roma, 22 gen. 26 - Il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, ha incontrato nel pomeriggio al Quirinale i vincitori del concorso per Segretari di Legazione - Corso "Boris Biancheri Chiappori".
Dopo l'intervento del vicepresidente del Consiglio dei Ministri e ministro degli Affari Esteri, Antonio Tajani, il presidente Mattarella ha rivolto un indirizzo di saluto ai presenti.
«Nel rivolgere un saluto cordiale al Vice Presidente del Consiglio, Ministro degli Esteri, al Segretario Generale, al Capo di Gabinetto, agli altri dirigenti del Ministero degli Esteri presenti, a voi rivolgo un benvenute e benvenuti al Quirinale.
È davvero una bella occasione per me potervi fare gli auguri in questo inizio di carriera prestigiosa che avviate. Naturalmente, complimenti per il successo del concorso; concorso - come il Ministro ha appena detto - impegnativo, fortemente selettivo. Complimenti anche per il lavoro che lo ha preceduto: un intenso periodo di studi e di approfondimenti.
Avete scelto un compito esigente, e anche di grande responsabilità, perché essere in diplomazia significa essere al servizio della Costituzione.
Come ha detto il Ministro, al servizio ai nostri concittadini e della comunità nazionale; della nostra Costituzione, dei suoi valori: la pace, la cooperazione fra i popoli, il rispetto della dignità umana, la tutela dei diritti fondamentali di ciascuno. Sono criteri non astratti ma - come ben sapete – concreti, da sviluppare e tutelare e continuamente assumere come orientamento per le vostre azioni, per le vostre parole da diplomatici, per le vostre scelte professionali, per le vostre scelte della vostra opera.
Iniziate in un contesto internazionale particolarmente difficile. Fino a pochi anni fa imprevedibile, in realtà.
Il Ministro poc’anzi ne ha tracciato un quadro in maniera esaustiva, chiara, anche con gli obiettivi che la nostra Repubblica persegue nella vita internazionale.
Io reprimo l’impulso ad approfondire queste considerazioni, mi limito soltanto a dire che si avverte il dovere di fare in modo che si eviti che il percorso compiuto dalla comunità internazionale, nei decenni che hanno fatto seguito alla Seconda Guerra Mondiale, venga dissolto, venga cancellato. Un percorso che è stato - con tante contraddizioni, con molte lacune, con tanti difetti - un percorso che però ha fatto avanzare la comunità internazionale sul piano della civiltà e sul piano positivo di regole condivise. È un patrimonio da tutelare, quindi; è un percorso da difendere, anche perché - in definitiva, mi fermo qui - si tratta di evitare che questo percorso subisca una repentina drammatica inversione verso la barbarie nella vita internazionale.
La diplomazia è un esercizio di straordinaria maestria e di straordinario valore. Non è mera rappresentanza: è interpretazione della Repubblica italiana nei rapporti con gli altri Paesi. E quindi è uno strumento indispensabile il dialogo con gli altri Paesi nella vita internazionale, per rendervi protagonista la nostra Repubblica.
È un’attività di paziente costruzione della fiducia tra gli Stati e della fiducia tra i popoli, che è ben più consistente, stabile e permanente, robusta di quella semplicemente tra le istituzioni. L’Italia ha una tradizione diplomatica prestigiosa, riconosciuta ovunque, apprezzata, davvero di livello particolarmente elevato. E questo apprezzamento, questa considerazione ovunque nel mondo, si fonda sulla credibilità, sull’equilibrio, sulla di capacità di ascolto, sulla costante - vorrei dire anche ostinata - ricerca di soluzioni condivise.
Vorrei aggiungere, facendo eco a quanto ha detto il Ministro, che questa tradizione è arricchita, in questo concorso, dall’alta presenza femminile, che arricchisce la qualità della diplomazia del nostro Paese. Il vostro servizio vi condurrà in luoghi ben distanti, ben diversi dal nostro, con abitudini, costumi, convenzioni, in contesti anche culturali, politici, sociali molto differenti da quello nostro e da quello degli altri Paesi.
Ecco, vi sarà richiesto di comprendere queste realtà così diverse, senza deflettere mai dai principi che caratterizzano la nostra Repubblica, ma di comprendere per tutelare la possibilità di dialogare efficacemente in queste realtà.
In questo ambito, come ben sapete - e come poc’anzi ha anche accennato il Ministro Tajani - l’Unione Europea riveste un ruolo centrale per quanto riguarda la nostra vita internazionale e la nostra attività diplomatica.
L’azione del nostro Paese, l’azione dell’Italia, è inscindibile da quella dell’Unione e tutelarne coesione, prestigio, forza, efficacia di posizioni è, in realtà, un’altra forma di tutela del nostro protagonismo, del nostro interesse nazionale, della nostra capacità di essere ascoltati nella vita internazionale.
Vi è una interessante sollecitazione che avete ricevuto in questo corso intitolato all’Ambasciatore Boris Biancheri Chiappori, una figura straordinaria di diplomatico. Io sono sufficientemente anziano per ricordarne l’azione, mentre era in diplomazia. Come il suo esempio ha ricordato, occorre avere nella diplomazia anche coraggio; il coraggio di difendere posizioni di civiltà che il nostro Paese interpreta e manifesta, anche contro ostinazione e posizioni totalmente difformi. Di difenderlo quindi il dialogo, anche in epoca di contrapposizioni e in stagione di contrapposizioni, di affermare i principi del diritto internazionale quando vengono disattesi o violati.
E in tutto questo, accompagnandolo da un investimento costante nella vostra attività personale: quello dell’approfondimento continuo della conoscenza, della riflessione costante sulla qualità e la condizione del vostro lavoro, del vostro impegno, sull’aggiornamento con uno spirito aperto - e consentitemi - di costante curiosità.
Questo è quello che fa comprendere il mondo, lo fa interpretare e consente di fare bene, di svolgere bene l’attività diplomatica. E in questo Boris Biancheri era davvero esemplare.
Io ne approfitto, non vi rubo altro tempo, per ribadire il mio apprezzamento, il mio ringraziamento nei confronti della nostra diplomazia. Per quel che fa. Per il modo in cui esterna le nostre posizioni, per il modo in cui interpreta i valori della nostra Repubblica, ringraziandola ed esprimendo ancora molto apprezzamento per la professionalità che manifesta costantemente la nostra diplomazia.
A voi vorrei rivolgere un ringraziamento per l’impegno manifestato fin qui, per giungere a questo avvio felice di carriera e all’impegno che porrete in campo, d’ora in avanti, nella concreta attività di diplomatici. E l’augurio perché la vostra attività sia sempre coronata da grande successo. Complimenti e auguri!»

Fonte: Quirinale