07 Dicembre 2022
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Come possiamo davvero aiutare i migranti contro trafficanti?

08-11-2022 17:11 - Opinioni
GD - Roma, 8 nov. 22 - È ben evidente che non esistono soluzioni semplici per contenere le masse di persone disperate che tentano in tutti i modi di raggiungere l’Eldorado europeo. Tantissimi giovani, illusi dalla propaganda mendace dei trafficanti di essere umani, si affidano a individui senza scrupoli che li depredano di tutti i loro risparmi e che li costringono a contrarre debiti, che sarà molto difficile ripagare anche se dovessero riuscire ad arrivare in Europa.
Molti di questi giovani cadono nella trappola dei trafficanti di uomini, diventando “merce per il business” di chi li trasporta, di chi li accoglie e di chi li sfrutta per lavori disumani nei campi. O peggio ancora, come manovalanza per la criminalità organizzata. Alle giovani donne, purtroppo, può andare ancora peggio, come documentato magistralmente dal film austriaco “Joy”.
La verità, che purtroppo solo alcuni dicono, è che in Europa non ci sono molte opportunità di lavoro per quei giovani che non hanno né qualifiche professionali, né scolarizzazione adeguata a soddisfare le esigenze di manodopera dei vari datori di lavoro.
Una soluzione efficace a contrastare il business del traffico di esseri umani e per scoraggiare questi giovani dall'intraprendere la strada dell’immigrazione clandestina sono i rimpatri immediati di tutti coloro che non hanno titolo a stare nell'area Schengen.
Questa azione forte può essere realizzata solo se sarà decisa e sostenuta da tutti i Paesi che aderiscono allo Spazio Schengen, concordando di operare e di agire in tal senso, con una strategia comune e contribuendo in quote proporzionali ai costi che tale iniziativa verrà a generare.
Infatti, i rimpatri devono essere a loro volta affiancati da politiche di sostegno ai Paesi da cui originano i flussi migratori, in grado di agevolare la gestione della migrazione legale, con iniziative per il sostegno ai richiedenti asilo sia nei Paesi d’origine sia in quelli limitrofi dove possono essere accolti coloro che, per qualsiasi ragione, sono costretti a fuggire dal proprio Paese, come sta avvenendo, ad esempio, in questi ultimi mesi in Polonia con i profughi ucraini.
L’Unione Europea, inoltre, deve investire su una articolata campagna di comunicazione chiara per insegnare ai giovani e alle loro famiglie di non ascoltare le “sirene” dei trafficanti di esseri umani che promettono ricchezza solo per derubarli dei pochi soldi che hanno.
Bisogna coinvolgere le associazioni di volontariato e tutte le ONG che operano in Africa, in Pakistan, in Bangladesh e nei vari Paesi asiatici da cui originano i flussi migratori affinché pongano in essere azioni che tutelino i migranti dai trafficanti di esseri umani.
Oggi con le modalità operative adottate da molte ONG, soprattutto in Africa e nel Mediterraneo, le stesse finiscono invece per aiutare (involontariamente) i trafficanti di esseri umani.
I loro nobili intenti di salvare vite umane non sono in discussione. Purtroppo le azioni di soccorso in mare delle ONG, finiscono per fare il gioco dei trafficanti di esseri umani che non si pongono alcuno scrupolo a porre la vita dei migranti a rischio, perché sanno bene per esperienza che alcune delle tragedie da loro provocate abbandonando in mare su natanti improvvisati questi poveri sventurati, sono state funzionali al loro business del traffico illegale di esseri umani. Come peraltro è stato riportato in un documento riservato dell’Agenzia Europea FRONTEX. La presenza delle navi di soccorso in mare delle ONG ha svolto il ruolo di “attrazione” per i barconi dei migranti e a ogni tragedia consumata nel Mediterraneo è seguito un incremento delle operazioni di salvataggio dei naufraghi in mare.
Unica cosa che può veramente aiutare i migranti economici è il loro rimpatrio, con sostegno economico, verso i Paesi da cui provengono.
Molti Stati europei spendono molto di più all’interno del proprio Paese per mantenere i migranti arrivati, rispetto a quanto investono annualmente per le politiche di sostegno e sviluppo in Africa, dove c’è oltre un miliardo di persone, mentre i migranti sono poche centinaia di migliaia. Se vogliamo veramente aiutare l’Africa dobbiamo pertanto pensare al miliardo di persone, bambini, donne e anziani che restano in quel continente.
I giovani che fuggono dall'Africa in cerca di un futuro migliore devono essere educati e coinvolti per creare quel futuro proprio in Africa, nel loro Paese d’origine, dove sono i loro affetti e le persone che loro sperano di poter aiutare venendo a cercare fortuna in Europa.
L’Africa ha risorse naturali e potenzialità di sviluppo infinite, a cominciare dalla forestazione e dall’agricoltura w da molte risorse naturali.
Noi possiamo esportare il know-how e le tecnologie per trasformare l’Africa in un vero continente verde tutelando le foreste esistenti e impiantandone di nuove ovunque è possibile. Questo aiuterà anche lo sviluppo del turismo e dei viaggi nella natura. Ed anche l’ecosistema continentale.
Possiamo incrementare la produzione agricola africana che servirà innanzitutto a nutrire le popolazioni locali e potrà anche rifornire i mercati europei con quei prodotti che non possono essere coltivati nel Vecchio Continente.
Allora, diciamo a questi giovani che il loro futuro è in Africa se loro vorranno impegnarsi seriamente a costruirlo, anche con l’aiuto dell’Europa; sperando di riuscire a convincere l’Unione Europea che se solo saremo tutti uniti e concordi e agiremo insieme potremo gestire questo problema.
Finora, però, abbiamo assistito alle critiche da parte di alcuni Paesi europei riceventi verso altri Stati europei che si sono dichiarati indisponibili a ricevere migranti economici.
Ma abbiamo visto anche in questi giorni l’assurdo che proprio quei Paesi che criticano gli altri Stati europei contrari ad accogliere migranti economici che proprio le loro ONG, invece, scaricano nei porti italiani tutti i giorni.
Se le premesse sono queste, abbiamo veramente pochissime speranze di risolvere il problema con l’aiuto dell’Europa.

Ciro Maddaloni
Esperto di eGovernment internazionale

Fonte: Ciro Maddaloni
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