Columbus Day: lo celebra Trump, «Ho riportato in vita Cristoforo Colombo»
12-10-2026 15:41 - Persone
GD - Washington DC, 12 ott. 26 - Con un occhio anche al voto degli italiani alle prossime elezioni di medio termine, il presidente Donald Trump ha celebrato alla Casa Bianca il Columbus Day, ricevendo una delegazione della potente NIAF. “Ho riportato in vita il Columbus Day”, ha detto il presidente degli Stati Uniti tornando a rivendicare una delle prime battaglie culturali del suo secondo mandato presidenziale. Ed ha poi sottolineato Trump che "le celebrazione non è soltanto all’esploratore genovese, ma anche alle generazioni di italiani che, nel corso dei secoli, hanno contribuito alla crescita economica, sociale e culturale degli Stati Uniti". La cerimonia si è svolta in vista della festività federale di lunedì 12 ottobre, quando il Paese celebra ufficialmente il Columbus Day.
Trump aveva già annunciato il proprio impegno a rilanciare questa ricorrenza il 27 aprile 2025, a poco più di tre mesi dal suo ritorno alla presidenza degli Stati Uniti. Attraverso un messaggio pubblicato su Truth Social, aveva infatti accusato i democratici di aver tentato di cancellare la memoria dell’esploratore, promettendo di restituirgli il posto che, a suo giudizio, gli spettava nella storia americana.
Un impegno formalizzato successivamente, il 9 ottobre 2025, con un proclama presidenziale nel quale Colombo veniva celebrato per il coraggio, la determinazione e lo spirito d’avventura che lo portarono ad attraversare l’Atlantico nel 1492.
Il Columbus Day si celebra ogni anno il secondo lunedì del mese di ottobre, ma durante il governo Biden, diverse amministrazioni statali e locali avevano scelto di sostituirlo o affiancarlo con l’Indigenous Peoples’ Day, dedicato alla storia e alla cultura delle popolazioni native americane. Una decisione che seguiva di fatto le linee ideologiche del movimento Black Lives Matter che portò avanti una battaglia improntata sulla cancel culture.
Le manifestazioni, inizialmente concentrate sulle discriminazioni razziali e sulla violenza della polizia, finirono per coinvolgere anche i monumenti dedicati a Cristoforo Colombo. Il navigatore genovese, già da decenni veniva contestato dalle organizzazioni per i diritti delle popolazioni indigene, che ne considerano la figura un simbolo delle conseguenze della conquista delle Americhe. Da Baltimora a Richmond, fino a Chicago, numerose statue dell’esploratore furono abbattute, vandalizzate o rimosse dalle amministrazioni locali, suscitando la reazione delle associazioni italoamericane.
Proprio a quella stagione di proteste Trump ora ha fatto riferimento, individuando in quella che definisce la sinistra radicale, l’autore della cancellazione di Colombo dalla memoria nazionale. «I patrioti americani hanno sempre rispettato e onorato Cristoforo Colombo», ha affermato il presidente, assicurando che la sua amministrazione continuerà a difenderne l’eredità storica.
La cerimonia è stata anche l’occasione per annunciare che una statua dell’esploratore sarà di nuovo esposta nell’area della Casa Bianca. Si tratta di una riproduzione del monumento inaugurato a Baltimora nell’ottobre 1984, durante la presidenza di Ronald Reagan, e abbattuto il 4 luglio 2020, nel pieno delle manifestazioni antirazziste.
Nel corso della celebrazione, il presidente ha dedicato parte del suo intervento agli italiani e ai loro discendenti che si sono distinti nella società americana, ricordando alcune delle personalità più conosciute dello sport, dello spettacolo e delle istituzioni. Tra queste Joe Di Maggio, Sylvester Stallone e Frank Sinatra, protagonisti di una storia nella quale le origini italiane si sono intrecciate con la cultura degli Stati Uniti.
Un riferimento particolare è stato riservato a Luciano Pavarotti, che Trump ha definito «un talento straordinario, una vera star», ricordando così il prestigio internazionale del tenore modenese. Accanto agli artisti, il presidente ha richiamato anche il ruolo degli italoamericani nelle istituzioni federali, citando Antonin Scalia, giudice della Corte Suprema scomparso nel 2016, e Samuel Alito, tuttora componente della stessa Corte.
Alla cerimonia hanno partecipato anche l’Ambasciatore d’Italia negli Stati Uniti, Marco Peronaci, e Robert Allegrini, presidente della NIAF National Italian American Foundation; ad essi Trump ha rivolto un ringraziamento pubblico. L’organizzazione, da decenni impegnata nella promozione della cultura italiana, rappresenta uno dei principali punti di riferimento per una comunità che ha mantenuto un legame profondo con le proprie origini pur diventando parte integrante della società americana.
Nel suo discorso il presidente Trump ha affrontato anche la recente controversia su Little Italy, lo storico quartiere di Manhattan nato con le grandi ondate migratorie italiane. Il presidente ha criticato l’assenza del quartiere da una mappa dedicata alle comunità di immigrati diffusa dalle autorità cittadine, definendo l’omissione “una vergogna” e prospettando possibili conseguenze sui finanziamenti federali destinati a New York.
La vicenda aveva già suscitato le proteste di diverse organizzazioni italoamericane, mentre il sindaco Zohran Mamdani aveva successivamente annunciato l’inserimento di Little Italy nella cartina, precisando che il documento originario non aveva la pretesa di rappresentare tutte le comunità presenti nella metropoli.
L’episodio ha riportato l’attenzione su un quartiere che, sebbene profondamente cambiato rispetto ai primi decenni del Novecento, continua a conservare un posto nella memoria dell’immigrazione italiana. Un passato fatto di sacrifici e di integrazione, attraverso il quale intere famiglie hanno costruito il proprio futuro senza rinunciare alle tradizioni e alla cultura del Paese d’origine.
La celebrazione del Columbus Day 2026 ha segnato anche il cambio di tono di Trump nei confronti di Giorgia Meloni, presidente del Consiglio italiano. Dopo le tensioni dei mesi precedenti, legate soprattutto alle divergenze sulla politica internazionale e alle operazioni americane contro l’Iran, il 2 ottobre il presidente americano, interpellato dai giornalisti sul rapporto con la premier italiana, aveva già cambiato toni e contenuti, rispondendo che le relazioni sono «molto buone» e aggiungendo: “Mi piace, mi è sempre piaciuta”.
Una marcia indietro rispetto ai toni polemici precedenti, alla quale si aggiunge oggi il riconoscimento pubblico degli italiani e del ruolo che hanno avuto nella storia degli Stati Uniti. Due episodi distinti, sul piano diplomatico e culturale, che richiamano tuttavia un legame molto più profondo delle posizioni assunte dai singoli governi.
Trump aveva già annunciato il proprio impegno a rilanciare questa ricorrenza il 27 aprile 2025, a poco più di tre mesi dal suo ritorno alla presidenza degli Stati Uniti. Attraverso un messaggio pubblicato su Truth Social, aveva infatti accusato i democratici di aver tentato di cancellare la memoria dell’esploratore, promettendo di restituirgli il posto che, a suo giudizio, gli spettava nella storia americana.
Un impegno formalizzato successivamente, il 9 ottobre 2025, con un proclama presidenziale nel quale Colombo veniva celebrato per il coraggio, la determinazione e lo spirito d’avventura che lo portarono ad attraversare l’Atlantico nel 1492.
Il Columbus Day si celebra ogni anno il secondo lunedì del mese di ottobre, ma durante il governo Biden, diverse amministrazioni statali e locali avevano scelto di sostituirlo o affiancarlo con l’Indigenous Peoples’ Day, dedicato alla storia e alla cultura delle popolazioni native americane. Una decisione che seguiva di fatto le linee ideologiche del movimento Black Lives Matter che portò avanti una battaglia improntata sulla cancel culture.
Le manifestazioni, inizialmente concentrate sulle discriminazioni razziali e sulla violenza della polizia, finirono per coinvolgere anche i monumenti dedicati a Cristoforo Colombo. Il navigatore genovese, già da decenni veniva contestato dalle organizzazioni per i diritti delle popolazioni indigene, che ne considerano la figura un simbolo delle conseguenze della conquista delle Americhe. Da Baltimora a Richmond, fino a Chicago, numerose statue dell’esploratore furono abbattute, vandalizzate o rimosse dalle amministrazioni locali, suscitando la reazione delle associazioni italoamericane.
Proprio a quella stagione di proteste Trump ora ha fatto riferimento, individuando in quella che definisce la sinistra radicale, l’autore della cancellazione di Colombo dalla memoria nazionale. «I patrioti americani hanno sempre rispettato e onorato Cristoforo Colombo», ha affermato il presidente, assicurando che la sua amministrazione continuerà a difenderne l’eredità storica.
La cerimonia è stata anche l’occasione per annunciare che una statua dell’esploratore sarà di nuovo esposta nell’area della Casa Bianca. Si tratta di una riproduzione del monumento inaugurato a Baltimora nell’ottobre 1984, durante la presidenza di Ronald Reagan, e abbattuto il 4 luglio 2020, nel pieno delle manifestazioni antirazziste.
Nel corso della celebrazione, il presidente ha dedicato parte del suo intervento agli italiani e ai loro discendenti che si sono distinti nella società americana, ricordando alcune delle personalità più conosciute dello sport, dello spettacolo e delle istituzioni. Tra queste Joe Di Maggio, Sylvester Stallone e Frank Sinatra, protagonisti di una storia nella quale le origini italiane si sono intrecciate con la cultura degli Stati Uniti.
Un riferimento particolare è stato riservato a Luciano Pavarotti, che Trump ha definito «un talento straordinario, una vera star», ricordando così il prestigio internazionale del tenore modenese. Accanto agli artisti, il presidente ha richiamato anche il ruolo degli italoamericani nelle istituzioni federali, citando Antonin Scalia, giudice della Corte Suprema scomparso nel 2016, e Samuel Alito, tuttora componente della stessa Corte.
Alla cerimonia hanno partecipato anche l’Ambasciatore d’Italia negli Stati Uniti, Marco Peronaci, e Robert Allegrini, presidente della NIAF National Italian American Foundation; ad essi Trump ha rivolto un ringraziamento pubblico. L’organizzazione, da decenni impegnata nella promozione della cultura italiana, rappresenta uno dei principali punti di riferimento per una comunità che ha mantenuto un legame profondo con le proprie origini pur diventando parte integrante della società americana.
Nel suo discorso il presidente Trump ha affrontato anche la recente controversia su Little Italy, lo storico quartiere di Manhattan nato con le grandi ondate migratorie italiane. Il presidente ha criticato l’assenza del quartiere da una mappa dedicata alle comunità di immigrati diffusa dalle autorità cittadine, definendo l’omissione “una vergogna” e prospettando possibili conseguenze sui finanziamenti federali destinati a New York.
La vicenda aveva già suscitato le proteste di diverse organizzazioni italoamericane, mentre il sindaco Zohran Mamdani aveva successivamente annunciato l’inserimento di Little Italy nella cartina, precisando che il documento originario non aveva la pretesa di rappresentare tutte le comunità presenti nella metropoli.
L’episodio ha riportato l’attenzione su un quartiere che, sebbene profondamente cambiato rispetto ai primi decenni del Novecento, continua a conservare un posto nella memoria dell’immigrazione italiana. Un passato fatto di sacrifici e di integrazione, attraverso il quale intere famiglie hanno costruito il proprio futuro senza rinunciare alle tradizioni e alla cultura del Paese d’origine.
La celebrazione del Columbus Day 2026 ha segnato anche il cambio di tono di Trump nei confronti di Giorgia Meloni, presidente del Consiglio italiano. Dopo le tensioni dei mesi precedenti, legate soprattutto alle divergenze sulla politica internazionale e alle operazioni americane contro l’Iran, il 2 ottobre il presidente americano, interpellato dai giornalisti sul rapporto con la premier italiana, aveva già cambiato toni e contenuti, rispondendo che le relazioni sono «molto buone» e aggiungendo: “Mi piace, mi è sempre piaciuta”.
Una marcia indietro rispetto ai toni polemici precedenti, alla quale si aggiunge oggi il riconoscimento pubblico degli italiani e del ruolo che hanno avuto nella storia degli Stati Uniti. Due episodi distinti, sul piano diplomatico e culturale, che richiamano tuttavia un legame molto più profondo delle posizioni assunte dai singoli governi.














