CNA Federmoda: “roadmap per salvaguardare filiera, competenze e Made in Italy”
22-09-2026 15:13 - Made in Italy
GD - Roma, 22 set. 26 - “La moda italiana è un patrimonio unico, ma fragile. Senza un riequilibrio economico e contrattuale rischiamo di perdere imprese, competenze e capacità produttiva in modo irreversibile. Occorre partire da chi produce ogni giorno nei territori”. È quanto ha sottolineato CNA Federmoda nel corso dell’audizione alla Commissione Attività della Camera sul settore tessile.
CNA Federmoda mette a disposizione delle istituzioni e della politica il proprio piano strategico per rafforzare competitività, sostenibilità e coesione della filiera italiana. Il settore conta oltre 83mila imprese, 456mila addetti, 27,6 miliardi di euro di valore aggiunto e 60,8 miliardi di esportazioni. Il 96% delle aziende è costituito da micro e piccole imprese. Tra il 2009 e il 2025, tuttavia, il comparto ha perso oltre 30mila imprese, con una riduzione del 26,5%.
Il Piano si fonda su tre pilastri: valore economico, attraverso il riconoscimento del giusto prezzo delle lavorazioni e rapporti contrattuali più equilibrati; valore sociale, per tutelare l’occupazione e rendere nuovamente attrattivi i mestieri della moda; valore ambientale, trasformando la sostenibilità delle imprese in un fattore di competitività.
Tra gli strumenti proposti figurano comitati distrettuali di filiera, una certificazione unica della moda, una Carta della filiera equa, l’Academy CNA Federmoda e un Osservatorio sul costo delle commesse. Centrale è il principio della responsabilità condivisa, affinché costi, rischi e benefici siano distribuiti equamente tra tutti gli attori della filiera.
CNA Federmoda sostiene gli obiettivi europei in materia di ecodesign, circolarità e Digital Product Passport, ma chiede regole proporzionate alla dimensione delle imprese. Servono inoltre controlli efficaci sui prodotti extra-UE per garantire parità competitiva e impedire che i nuovi obblighi penalizzino proprio le aziende che già rispettano le norme.
È necessario rendere accessibili alle micro e piccole imprese i fondi europei e nazionali per la transizione, attraverso sportelli unici, assistenza tecnica e incentivi fiscali. Le associazioni di rappresentanza devono essere coinvolte fin dalla fase di elaborazione delle nuove regole. “Le filiere sono il vero valore aggiunto del Made in Italy. Difenderle significa salvaguardare imprese, occupazione, competenze e una parte essenziale dell’identità produttiva del Paese”.
CNA Federmoda mette a disposizione delle istituzioni e della politica il proprio piano strategico per rafforzare competitività, sostenibilità e coesione della filiera italiana. Il settore conta oltre 83mila imprese, 456mila addetti, 27,6 miliardi di euro di valore aggiunto e 60,8 miliardi di esportazioni. Il 96% delle aziende è costituito da micro e piccole imprese. Tra il 2009 e il 2025, tuttavia, il comparto ha perso oltre 30mila imprese, con una riduzione del 26,5%.
Il Piano si fonda su tre pilastri: valore economico, attraverso il riconoscimento del giusto prezzo delle lavorazioni e rapporti contrattuali più equilibrati; valore sociale, per tutelare l’occupazione e rendere nuovamente attrattivi i mestieri della moda; valore ambientale, trasformando la sostenibilità delle imprese in un fattore di competitività.
Tra gli strumenti proposti figurano comitati distrettuali di filiera, una certificazione unica della moda, una Carta della filiera equa, l’Academy CNA Federmoda e un Osservatorio sul costo delle commesse. Centrale è il principio della responsabilità condivisa, affinché costi, rischi e benefici siano distribuiti equamente tra tutti gli attori della filiera.
CNA Federmoda sostiene gli obiettivi europei in materia di ecodesign, circolarità e Digital Product Passport, ma chiede regole proporzionate alla dimensione delle imprese. Servono inoltre controlli efficaci sui prodotti extra-UE per garantire parità competitiva e impedire che i nuovi obblighi penalizzino proprio le aziende che già rispettano le norme.
È necessario rendere accessibili alle micro e piccole imprese i fondi europei e nazionali per la transizione, attraverso sportelli unici, assistenza tecnica e incentivi fiscali. Le associazioni di rappresentanza devono essere coinvolte fin dalla fase di elaborazione delle nuove regole. “Le filiere sono il vero valore aggiunto del Made in Italy. Difenderle significa salvaguardare imprese, occupazione, competenze e una parte essenziale dell’identità produttiva del Paese”.
Fonte: CNA Federmoda














