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Cina sì, Cina no, Cina forse… la politica di un opportunismo spudorato

02-02-2026 15:48 - Opinioni
GD – Roma, 2 feb. 26 - Nel conflitto in Ucraina la Cina si presenta pubblicamente come “neutrale”. Ma tutti i commentatori politici affermano invece che la Cina sta sostenendo, seppur non militarmente e non ufficialmente, la Russia nel suo tentativo di annessione dell'Ucraina. Qual è allora la vera posizione della Cina riguardo la guerra in Ucraina? La Cina ha interessi molto importanti in merito all'esito del conflitto in Ucraina. Proprio per questo i dirigenti cinesi continuano a consultarsi con i dirigenti russi quotidianamente.
È evidente che la Cina ha sostenuto la Russia con le forniture di materiali “dual use” e questo ha consentito alla Russia di poter continuare la sua azione militare in Ucraina. Senza le forniture della Cina l'aggressione russa all'Ucraina finirebbe in poche settimane. È anche evidente però che la Cina non sta cercando una vittoria decisiva per la Russia, ma nemmeno per l'Ucraina! Un distacco sospetto e non disinteressato.
La strategia cinese, sia dal punto di vista diplomatico e commerciale, che dal punto di vista della cooperazione militare e delle posizioni assunte a livello internazionale, mira a massimizzare l'influenza globale della Cina sulla Russia e sullo scenario internazionale, evitando al contempo esiti che possano indebolire il Paese stesso sul lungo termine. Perché la Russia vittoriosa potrebbe diventare una minaccia anche per il grande Stato dell'Asia Orientale. Allo stesso tempo, la Russia sconfitta rischia l'instabilità interna e questo creerebbe problemi anche alla Cina.
La Cina vuole preservare una “Russia indipendente”, ma allo stesso tempo “totalmente dipendente” dalla Cina dal punto di vista economico, tecnologico e diplomatico. Una realtà ormai consolidata da oltre 3 anni e che gli analisti ritengono sia ormai irreversibile.
L'esito preferito dalla Cina è una “pace ibrida” in cui la Russia mantiene alcuni territori, ma non è né la vincitrice, né la perdente assoluta del conflitto con l'Ucraina.
La Cina vede la guerra in Ucraina come un'opportunità per mantenere un regime amichevole e anti-occidentale al Cremlino, ma senza lasciare allo stesso tempo che la Russia possa acquisire “autonomia” dalla Cina.
È evidente che la Cina sta utilizzando la guerra in Ucraina per mettere a dura prova le risorse degli Stati Uniti e dell'Europa. Gli analisti suggeriscono che Pechino vede il conflitto come un modo per vincolare le risorse statunitensi ed europee, l'attenzione militare e politica occidentale sull'Ucraina. Un modo per distrarre l'attenzione dei Paesi occidentali dalla Cina stessa, utilizzando Mosca come punto di riferimento anti-occidentale.
Una frattura nell'alleanza tra gli Stati Uniti e la NATO e un accordo favorevole alla Russia rappresenterebbero una grande vittoria strategica per Pechino, perché ridurrebbero il dominio globale americano, e porrebbero le basi per l'ascesa di un ordine mondiale dove la Cina potrà assumere un ruolo sempre più rilevante, rimodellando l'ordine globale verso la “multipolarità”.
Questo emerge dalle dichiarazioni di Xi Jinping al primo ministro finlandese: “la Cina sostiene un sistema internazionale incentrato sulle Nazioni Unite”; un sistema in cui l'influenza degli Stati Uniti è sensibilmente attenuata. Più a lungo l'Occidente rimane impantanato in Ucraina, più spazio avrà la Cina per espandere la propria influenza nell'Indo-Pacifico e nel Sud del mondo.
Promuovere il cessate il fuoco e piani di pace in Ucraina rafforza l'immagine di Pechino come mediatore globale, soprattutto nel Sud del mondo, anche se molte delle sue proposte sono (al momento) più in linea con gli interessi russi. In questo contesto, la strategia economica è fondamentale per il gioco finale di Pechino, per mantenere ed espandere la leva economica su Russia, Europa e Ucraina.
Il commercio tra Cina e Russia si attesta su 230-235 miliardi di dollari l'anno. Un terzo del commercio estero russo viene regolato in yuan, con la valuta di Pechino utilizzata come strumento per eludere le sanzioni internazionali. Allo stesso tempo la Cina è molto cauta nel non alienare i rapporti commerciali con l'Unione Europea, mercato di sbocco fondamentale per i prodotti cinesi.
Per questo la Cina non si sbilancia troppo a sostenere la Russia, perché sempre più i leader europei considerano la Cina come colei che sta bloccando la strategia europea nel sostegno all'Ucraina, per giungere alla fine del conflitto.
Pechino, in parte, può ignorare le rimostranze europee perché è in grado di infliggere alla UE “danni economici molto gravi”, e questo le consente di resistere alle pressioni europee.
Infine, la Cina si sta preparando per entrare economicamente in Ucraina dopo il cessate il fuoco, candidandosi per la realizzazione di progetti di ricostruzione nella fase postbellica. La sua strategia prevede un “conflitto congelato” in cui l'Ucraina rimane sovrana, ma il territorio rimane conteso.
Il presidente Donald Trump dovrebbe finalmente accettare che per giungere ad una soluzione della guerra russa in Ucraina, non si può escludere la Cina dai negoziati. Con il suo atteggiamento “dialogante” nei confronti di Putin, Trump ha ottenuto, finora, solo l'opposto di quello che desiderava ottenere: non solo non è riuscito ad allontanare la Cina dalla Russia, ma ha finito per avvicinare la Cina al Canada e ai Paesi europei.

Ciro Maddaloni
Esperto di eGovernment internazionale

Fonte: Ciro Maddaloni