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Cina: Gianni Di Giovanni alla guida della Camera di Commercio Italiana

02-05-2026 17:18 - Economia
GD - Pechino, 2 mag. 26 - Il manager dell'ENI e giornalista Gianni Di Giovanni è il nuovo presidente della Camera di Commercio Italiana in Cina CCIC. Executive vice president dell'ufficio di rappresentanza di ENI a Pechino (ma prima ancora lo è stato negli USA, a Washington DC), De Giovanni era già National Vice President della European Union Chamber of Commerce in China ed è stato eletto per guidare la più antica e numerosa associazione camerale italiana all’estero per il biennio 2026-2028. L’elezione giunge in una fase di profonda trasformazione del mercato locale, segnata da una crescente complessità operativa per gli operatori stranieri.
Il programma della nuova presidenza si articola su tre direttrici fondamentali. In primo luogo, il rafforzamento dell’allineamento europeo, necessario per garantire un’attività di advocacy più incisiva nei confronti delle autorità cinesi. Parallelamente, Di Giovanni punta a intensificare il supporto alle piccole e medie imprese direttamente sui territori, facilitando l’operatività di chi non dispone di strutture strutturate nel Paese.
Un punto centrale riguarda inoltre la comunicazione verso l’Italia: l’obiettivo è promuovere una lettura più equilibrata e pragmatica del mercato cinese, fornendo analisi concrete a imprese e headquarter per superare visioni spesso distorte del contesto geopolitico ed economico locale.
Di Giovanni, già vicepresidente della Camera di Commercio dell’Unione Europea in Cina, guiderà l’associazione in una fase di profondo cambiamento per il commercio globale. Il contesto è segnato da un progressivo riassetto dei flussi commerciali globali.
Nel 2025 le esportazioni cinesi verso gli Stati Uniti sono scese del 20%, a circa 420 miliardi di dollari, con un peso sull’export totale ridotto al 10% (dal 15%), minimo dagli anni ’90. Nei primi mesi del 2026 il calo prosegue (-11% su base annua), segnalando un disaccoppiamento ormai strutturale. Allo stesso tempo, il commercio complessivo cinese continua a crescere: +5,5% nel 2025, con un surplus record di 1.200 miliardi di dollari (+20%). La riallocazione dei flussi premia soprattutto i mercati emergenti: Africa (+25,7%), ASEAN (+13,4%), India (+12,7%) e Hong Kong (+15%), sempre più hub di intermediazione.
In Europa la dinamica è più stabile: le esportazioni cinesi verso l’UE sono cresciute dell’8,5% nel 2025, a 560 miliardi di dollari, con una quota sostanzialmente invariata intorno al 15%. L’Italia segue questo trend: export cinese oltre i 60 miliardi di dollari, in crescita a doppia cifra, ma con un peso stabile (2-2,5%).
Più che i volumi, cambia la composizione degli scambi, con un aumento dei prodotti a maggiore contenuto tecnologico e legati alla transizione energetica.
«In un contesto in evoluzione, la Camera deve essere più utile, concreta e influente per i propri associati», ha dichiarato il neo-presidente subito dopo la nomina. Il rinnovo del board per il prossimo biennio pone dunque la CCIC al centro della mediazione tra il Sistema Italia e la seconda economia mondiale, in un momento in cui la capacità di fare rete e la spinta istituzionale risultano determinanti per la tenuta dell’export e degli investimenti diretti.

Fonte: Redazione