Cina 2026: presentata XVII edizione Rapporto ICCF 2026 1ª parte
20-05-2026 10:45 - Economia
GD - Milano, 20 mag. 26 – Cina 2026 Scenari economici e politici, le opportunità della transizione energetica sull’asse Italia-Cina, la prima parte della XVII edizione del Rapporto Cina della Italy China Council Foundation - ICCF, è stata presentata nella sede di Aice Associazione Italiana Commercio Estero a Milano.
All’evento ufficiale hanno partecipato David Doninotti, segretario generale di Aice; cav. lav. Mario Boselli, presidente della Italy China Council Foundation; Zhang Chenggang, nuovo console generale della Repubblica Popolare Cinese a Milano; on. Vinicio Peluffo, presidente della Associazione Parlamentare “Amici della Cina”, insieme a numerosi soci, imprenditori e professionisti italiani e cinesi in rappresentanza delle aziende che fanno parte del network di Italy China Council Foundation.
Il Rapporto Cina, arricchito dal contributo dei soci di ICCF e di autorevoli esponenti del mondo accademico e giornalistico dei due Paesi, rappresenta uno dei più completi outlook sulla Cina attualmente disponibili in Italia. Redatta in lingua italiana, ricca di dati e studi originali, la guida costituisce uno strumento utile per tutte quelle piccole, medie e grandi imprese che vogliono portare e far evolvere il proprio business in Cina.
“Siamo in un momento storico complesso: le nostre imprese continuano ad operare in uno scenario globale segnato da incertezza, tensioni geopolitiche e continui cambiamenti negli equilibri internazionali. In un contesto di questo tipo, disporre di strumenti di lettura affidabili diventa una vera e propria necessità”, ha detto Mario Boselli, presidente della Italy China Council Foundation, nel suo discorso introduttivo. “È con questo spirito che nasce il nostro Rapporto: offrire una bussola, un quadro chiaro delle trasformazioni in corso e delle loro implicazioni per il sistema economico e imprenditoriale italiano. Questo è parte integrante della missione della nostra Fondazione: fornire conoscenza, strumenti e occasioni di confronto che aiutino a interpretare il cambiamento e a trasformarlo in opportunità”.
RAPPORTO CINA 2026 – 1° PARTE | IN SINTESI
Il Rapporto, articolato in tre capitoli, offre una lettura aggiornata delle dinamiche interne e internazionali che hanno caratterizzato la Cina nel primo trimestre del 2026, con un focus specifico sulla transizione energetica e sulle opportunità di collaborazione tra Italia e Cina.
QUADRO ECONOMICO DOMESTICO: PIL AL 5%, CRESCITA STABILE MA CONSUMI ANCORA CAUTI
● La crescita del PIL si attesta al 5% nel primo trimestre 2026, confermando un ritmo di espansione compreso tra il 4,5% e il 5%, in linea con gli obiettivi governativi e indicativo di una traiettoria di crescita di medio periodo più stabile.
● Il settore terziario si conferma tra i principali motori dello sviluppo nazionale, sostenendo la struttura economica del Paese.
● Si registrano segnali di riduzione del divario di reddito tra aree urbane e rurali, un processo di riequilibrio territoriale già avviato nel 2025, seppur ancora lento e graduale.
● I consumi interni mostrano timidi segnali di ripresa, sebbene l’elevata propensione al risparmio continui a limitare una piena ripartenza della domanda domestica.
● Da un approfondimento sui dati economici delle province cinesi a fine 2025, emerge che, seppur Guangdong, Jiangsu, Shandong e Zhejiang continuano a produrre oltre il 45% del PIL nazionale, alcune province occidentali e centrali come lo Xizang, il Gangsu e l’Henan hanno registrato i tassi di crescita più elevati (tra il 5,6 e il 7% a/a).
QUADRO POLITICO DOMESTICO: LE DUE SESSIONI E IL XV PIANO QUINQUENNALE
● Le Due Sessioni di marzo 2026, il più importante appuntamento politico annuale cinese, hanno definito le priorità strategiche del Paese per i prossimi anni.
● Dal XV Piano Quinquennale (2026–2030) emerge con chiarezza la traiettoria perseguita da Pechino: sviluppo di qualità, rafforzamento dell'economia domestica, miglioramento del benessere della popolazione e consolidamento del binomio tra sviluppo e sicurezza nazionale.
● Il Rapporto sul Lavoro del Governo conferma per il 2026 un obiettivo di crescita tra il 4,5% e il 5% e ribadisce l'impegno verso la transizione energetica.
COMMERCIO INTERNAZIONALE: +15% NEL PRIMO TRIMESTRE, UNIONE EUROPEA AL SECONDO POSTO
● Nel primo trimestre 2026, il commercio estero cinese ha raggiunto RMB 11,8 mila miliardi, registrando una crescita del +15% rispetto allo stesso periodo del 2025.
● L'ASEAN si conferma il principale partner commerciale della Cina, seguita dall'Unione Europea e dall'America Latina.
● L'UE mantiene il secondo posto con un interscambio complessivo di RMB 1,5 mila miliardi, in crescita del +14,6% su base annua, in un quadro che continua ad evidenziare un significativo surplus commerciale a favore di Pechino.
● Sul fronte Italia-Cina, le esportazioni cinesi verso l’Italia si mantengono su livelli strutturalmente elevati, mentre quelle italiane verso la Cina registrano una crescita più contenuta. Nel 2025, Lombardia, Toscana e Campania hanno registrato il livello di interscambio più alto (rispettivamente pari a 24 miliardi, 11 miliardi e oltre 8 miliardi di euro).
● Anche a livello politico, la Cina si propone come interlocutore stabile per l’Unione Europea e per l’Italia, come testimoniano le recenti visite dei principali leader europei a Pechino e la Commissione Economica Mista Italia-Cina del 16 aprile 2026, segnale della continuità dell’impegno bilaterale.
TRANSIZIONE ENERGETICA: LE OPPORTUNITÀ DI COLLABORAZIONE TRA ITALIA E CINA
● La crisi in Medio Oriente e i rischi connessi allo Stretto di Hormuz rendono la sicurezza energetica globale una priorità sempre più urgente, amplificando il rilievo strategico delle politiche di decarbonizzazione.
● Nonostante la Cina abbia fissato per il prossimo quinquennio un obiettivo meno ambizioso di riduzione di intensità carbonica rispetto al passato (e pari al -17%), Pechino continua a investire con decisione nei settori della clean tech, dei veicoli elettrici e delle nuove energie.
● Seppur la Cina oggi produce il 70% dei pannelli fotovoltaici presenti sul mercato italiano e fornisce tra il 25% e il 28% del valore dei componenti per pompe di calore, gli investimenti diretti esteri cinesi nel clean tech italiano continuano a rimanere modesti.
● Oltre ai numeri, l’analisi mette a confronto il Green Deal europeo e la Dual Carbon Strategy cinese e approfondisce il settore dei nuovi veicoli elettrici e l’applicazione delle nuove tecnologie all’agricoltura, evidenziando anche le opportunità di collaborazione tra Italia e Cina nei settori del fotovoltaico, delle pompe di calore e delle batterie.
Fonte: Italy China Council Foundation – ICCF
All’evento ufficiale hanno partecipato David Doninotti, segretario generale di Aice; cav. lav. Mario Boselli, presidente della Italy China Council Foundation; Zhang Chenggang, nuovo console generale della Repubblica Popolare Cinese a Milano; on. Vinicio Peluffo, presidente della Associazione Parlamentare “Amici della Cina”, insieme a numerosi soci, imprenditori e professionisti italiani e cinesi in rappresentanza delle aziende che fanno parte del network di Italy China Council Foundation.
Il Rapporto Cina, arricchito dal contributo dei soci di ICCF e di autorevoli esponenti del mondo accademico e giornalistico dei due Paesi, rappresenta uno dei più completi outlook sulla Cina attualmente disponibili in Italia. Redatta in lingua italiana, ricca di dati e studi originali, la guida costituisce uno strumento utile per tutte quelle piccole, medie e grandi imprese che vogliono portare e far evolvere il proprio business in Cina.
“Siamo in un momento storico complesso: le nostre imprese continuano ad operare in uno scenario globale segnato da incertezza, tensioni geopolitiche e continui cambiamenti negli equilibri internazionali. In un contesto di questo tipo, disporre di strumenti di lettura affidabili diventa una vera e propria necessità”, ha detto Mario Boselli, presidente della Italy China Council Foundation, nel suo discorso introduttivo. “È con questo spirito che nasce il nostro Rapporto: offrire una bussola, un quadro chiaro delle trasformazioni in corso e delle loro implicazioni per il sistema economico e imprenditoriale italiano. Questo è parte integrante della missione della nostra Fondazione: fornire conoscenza, strumenti e occasioni di confronto che aiutino a interpretare il cambiamento e a trasformarlo in opportunità”.
RAPPORTO CINA 2026 – 1° PARTE | IN SINTESI
Il Rapporto, articolato in tre capitoli, offre una lettura aggiornata delle dinamiche interne e internazionali che hanno caratterizzato la Cina nel primo trimestre del 2026, con un focus specifico sulla transizione energetica e sulle opportunità di collaborazione tra Italia e Cina.
QUADRO ECONOMICO DOMESTICO: PIL AL 5%, CRESCITA STABILE MA CONSUMI ANCORA CAUTI
● La crescita del PIL si attesta al 5% nel primo trimestre 2026, confermando un ritmo di espansione compreso tra il 4,5% e il 5%, in linea con gli obiettivi governativi e indicativo di una traiettoria di crescita di medio periodo più stabile.
● Il settore terziario si conferma tra i principali motori dello sviluppo nazionale, sostenendo la struttura economica del Paese.
● Si registrano segnali di riduzione del divario di reddito tra aree urbane e rurali, un processo di riequilibrio territoriale già avviato nel 2025, seppur ancora lento e graduale.
● I consumi interni mostrano timidi segnali di ripresa, sebbene l’elevata propensione al risparmio continui a limitare una piena ripartenza della domanda domestica.
● Da un approfondimento sui dati economici delle province cinesi a fine 2025, emerge che, seppur Guangdong, Jiangsu, Shandong e Zhejiang continuano a produrre oltre il 45% del PIL nazionale, alcune province occidentali e centrali come lo Xizang, il Gangsu e l’Henan hanno registrato i tassi di crescita più elevati (tra il 5,6 e il 7% a/a).
QUADRO POLITICO DOMESTICO: LE DUE SESSIONI E IL XV PIANO QUINQUENNALE
● Le Due Sessioni di marzo 2026, il più importante appuntamento politico annuale cinese, hanno definito le priorità strategiche del Paese per i prossimi anni.
● Dal XV Piano Quinquennale (2026–2030) emerge con chiarezza la traiettoria perseguita da Pechino: sviluppo di qualità, rafforzamento dell'economia domestica, miglioramento del benessere della popolazione e consolidamento del binomio tra sviluppo e sicurezza nazionale.
● Il Rapporto sul Lavoro del Governo conferma per il 2026 un obiettivo di crescita tra il 4,5% e il 5% e ribadisce l'impegno verso la transizione energetica.
COMMERCIO INTERNAZIONALE: +15% NEL PRIMO TRIMESTRE, UNIONE EUROPEA AL SECONDO POSTO
● Nel primo trimestre 2026, il commercio estero cinese ha raggiunto RMB 11,8 mila miliardi, registrando una crescita del +15% rispetto allo stesso periodo del 2025.
● L'ASEAN si conferma il principale partner commerciale della Cina, seguita dall'Unione Europea e dall'America Latina.
● L'UE mantiene il secondo posto con un interscambio complessivo di RMB 1,5 mila miliardi, in crescita del +14,6% su base annua, in un quadro che continua ad evidenziare un significativo surplus commerciale a favore di Pechino.
● Sul fronte Italia-Cina, le esportazioni cinesi verso l’Italia si mantengono su livelli strutturalmente elevati, mentre quelle italiane verso la Cina registrano una crescita più contenuta. Nel 2025, Lombardia, Toscana e Campania hanno registrato il livello di interscambio più alto (rispettivamente pari a 24 miliardi, 11 miliardi e oltre 8 miliardi di euro).
● Anche a livello politico, la Cina si propone come interlocutore stabile per l’Unione Europea e per l’Italia, come testimoniano le recenti visite dei principali leader europei a Pechino e la Commissione Economica Mista Italia-Cina del 16 aprile 2026, segnale della continuità dell’impegno bilaterale.
TRANSIZIONE ENERGETICA: LE OPPORTUNITÀ DI COLLABORAZIONE TRA ITALIA E CINA
● La crisi in Medio Oriente e i rischi connessi allo Stretto di Hormuz rendono la sicurezza energetica globale una priorità sempre più urgente, amplificando il rilievo strategico delle politiche di decarbonizzazione.
● Nonostante la Cina abbia fissato per il prossimo quinquennio un obiettivo meno ambizioso di riduzione di intensità carbonica rispetto al passato (e pari al -17%), Pechino continua a investire con decisione nei settori della clean tech, dei veicoli elettrici e delle nuove energie.
● Seppur la Cina oggi produce il 70% dei pannelli fotovoltaici presenti sul mercato italiano e fornisce tra il 25% e il 28% del valore dei componenti per pompe di calore, gli investimenti diretti esteri cinesi nel clean tech italiano continuano a rimanere modesti.
● Oltre ai numeri, l’analisi mette a confronto il Green Deal europeo e la Dual Carbon Strategy cinese e approfondisce il settore dei nuovi veicoli elettrici e l’applicazione delle nuove tecnologie all’agricoltura, evidenziando anche le opportunità di collaborazione tra Italia e Cina nei settori del fotovoltaico, delle pompe di calore e delle batterie.
Fonte: Italy China Council Foundation – ICCF














