Bulgaria: amb. Apicella, Giornata dei Giusti inaugura targa Vito Positano
06-03-2026 14:56 - Ambasciate
GD - Sofia, 6 mar. 26 - Nel giardino della storica Residenza dell’Ambasciatore d’Italia a Sofia, si è svolta oggi la cerimonia d’inaugurazione della targa dedicata a Vito Positano (Noja, 1833 – Yokohama, 1886), viceconsole d’Italia a Sofia che, nel 1877, svolse un ruolo fondamentale nel salvare la futura capitale bulgara e la popolazione civile dall’incendio appiccato dalle truppe ottomane in ritirata a fronte dell’avanzata dell’esercito dell’Impero Russo, schieratosi a fianco dei patrioti bulgari sollevatisi nel 1876 dopo quasi cinque secoli di occupazione ottomana.
Vito Positano fu un diplomatico italiano, l’ultimo a ricoprire l’incarico di viceconsole d’Italia a Sofia prima della liberazione della Bulgaria e dell’avvio delle relazioni diplomatiche tra il Regno d’Italia e il Principato di Bulgaria nel 1879.
Nel dicembre 1877, nella fase finale della guerra russo-ottomana, Positano salvò Sofia dalla distruzione ad opera delle truppe ottomane del Comandante Osman Pascià, deciso a incendiare la città al momento della ritirata. Per facilitare tale proposito, questi intimò al corpo diplomatico presente a Sofia di abbandonare la città, circostanza che avrebbe privato la comunità internazionale di ogni strumento di monitoraggio del trattamento dei civili nel corso delle operazioni belliche.
Intendendo le reali intenzioni di Osman Pascià, Positano, all’epoca decano del Corpo diplomatico accreditato a Sofia, rifiutò di obbedire all’ordine d’evacuazione, minacciando Osman Pascià di gravi conseguenze diplomatiche qualora le truppe in ritirata avessero arrecato danno alla città. Assieme ai consoli di Francia e Austria–Ungheria, Positano restò in città con la propria famiglia, adoperandosi per difendere i civili da incendi e atti di sciacallaggio.
Memore della sua esperienza giovanile come Capitano del Corpo Genieri-Pompieri di Bari, Positano si adoperò per costituire una squadra di volontari, che riuscì a salvare la città spegnendo i focolai già appiccati dagli occupanti in ritirata.
Come segno di eterna gratitudine, nel maggio 1878 il Consiglio Comunale di Sofia conferì a Positano la cittadinanza onoraria, dedicandogli la via del centro ove all’epoca sorgeva il Consolato italiano.
Su indicazione dell’ambasciatore d’Italia a Sofia, Marcello Apicella, la cerimonia ha avuto luogo in occasione della Giornata europea dei Giusti, ricorrenza dall’elevato valore simbolico. Dal 2025, Vito Positano figura infatti nel novero dei “Giusti della Farnesina”, i diplomatici che con sacrificio e impegno civile hanno compiuto azioni straordinarie di carattere umanitario in momenti critici della nostra storia recente. In tempi critici, l’opera di Positano continua a essere fonte d’ispirazione e testimonianza dell’eterna amicizia e solidarietà che legano i popoli italiano e bulgaro.
Fonte: Ambasciata
Vito Positano fu un diplomatico italiano, l’ultimo a ricoprire l’incarico di viceconsole d’Italia a Sofia prima della liberazione della Bulgaria e dell’avvio delle relazioni diplomatiche tra il Regno d’Italia e il Principato di Bulgaria nel 1879.
Nel dicembre 1877, nella fase finale della guerra russo-ottomana, Positano salvò Sofia dalla distruzione ad opera delle truppe ottomane del Comandante Osman Pascià, deciso a incendiare la città al momento della ritirata. Per facilitare tale proposito, questi intimò al corpo diplomatico presente a Sofia di abbandonare la città, circostanza che avrebbe privato la comunità internazionale di ogni strumento di monitoraggio del trattamento dei civili nel corso delle operazioni belliche.
Intendendo le reali intenzioni di Osman Pascià, Positano, all’epoca decano del Corpo diplomatico accreditato a Sofia, rifiutò di obbedire all’ordine d’evacuazione, minacciando Osman Pascià di gravi conseguenze diplomatiche qualora le truppe in ritirata avessero arrecato danno alla città. Assieme ai consoli di Francia e Austria–Ungheria, Positano restò in città con la propria famiglia, adoperandosi per difendere i civili da incendi e atti di sciacallaggio.
Memore della sua esperienza giovanile come Capitano del Corpo Genieri-Pompieri di Bari, Positano si adoperò per costituire una squadra di volontari, che riuscì a salvare la città spegnendo i focolai già appiccati dagli occupanti in ritirata.
Come segno di eterna gratitudine, nel maggio 1878 il Consiglio Comunale di Sofia conferì a Positano la cittadinanza onoraria, dedicandogli la via del centro ove all’epoca sorgeva il Consolato italiano.
Su indicazione dell’ambasciatore d’Italia a Sofia, Marcello Apicella, la cerimonia ha avuto luogo in occasione della Giornata europea dei Giusti, ricorrenza dall’elevato valore simbolico. Dal 2025, Vito Positano figura infatti nel novero dei “Giusti della Farnesina”, i diplomatici che con sacrificio e impegno civile hanno compiuto azioni straordinarie di carattere umanitario in momenti critici della nostra storia recente. In tempi critici, l’opera di Positano continua a essere fonte d’ispirazione e testimonianza dell’eterna amicizia e solidarietà che legano i popoli italiano e bulgaro.
Fonte: Ambasciata














