16 Gennaio 2021
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Brexit: amb. Morris alla Camera, «abbiamo lasciato UE non l'Europa»

13-01-2021 16:12 - Ambasciate
GD - Roma, 13 gen. 21 - L'ambasciatore inglese in Italia, Jiil Morris, parlando alla Camera dei Deputati sulla Brexit e in particolare le relazioni con l'Italia è stata categorica: «l'Inghilterra ha lasciato l'UE, non l'Europa». Nel corso dell'audizione odierna in videoconferenza dinnanzi alle Commissioni riunite Esteri e Politiche UE di Montecitorio il diplomatico di Londra, nel testo diffuso dalla sede diplomatica, ha detto che i negoziati fra Regno Unito e UE si sono conclusi positivamente con il raggiungimento di un accordo, «un'ottima notizia che porta certezza nelle nostre relazioni», ha detto Morris.
«Il Regno Unito sarà un amico e un alleato per l'Unione Europea, per ragioni anche strategiche», ha continuato l'ambasciatore, citando i quattro milioni di cittadini europei che continuano a lavorare nel Paese britannico, «dando un contributo prezioso».
Poi ha ricordato che l'intesa raggiunta il 24 dicembre consente l'avvio di una nuova relazione grazie a un accordo di libero scambio e cooperazione che tutela l'interesse delle aziende e dei cittadini. «È stato raggiunto un accordo giusto e bilanciato, che rispetta l'indipendenza economica di Regno Unito e dell'UE, garantendo la pacifica convivenza delle comunità dell'Irlanda del Nord e la Repubblica d'Irlanda. L'accordo fornisce la base per la rimodulazione delle relazioni fra UE e Regno Unito alla luce degli inevitabili cambiamenti dovuti all'uscita di Londra da mercato unico e dall'Unione doganale», ha sottolineato Morris, mettendo in evidenza anche la totale assenza di dazi.
«Il mio Paese non ha mai avuto alcuna intenzione di chiudersi a scambi di ogni tipo con l'Europa e l'intenso sforzo negoziale che ha portato all'accordo lo dimostra», ha ribadito il rappresentante diplomatico di Londra. Insomma, «il Regno Unito ha lasciato l'Unione Europea, ma non l'Europa. Inizia una nuova fase, in cui c'è ambizione per il ruolo futuro di Londra a livello globale. Sebbene il Paese non proseguirà la partecipazione al prossimo programma Erasmus, siamo convinti del valore aggiunto che scambi e modalità apportano a studenti e ricercatori».
Il Regno Unito «vuole essere una forza positiva nel mondo per tutelare i diritti umani, la democrazia e l'ambiente. La fine della libera circolazione cittadini è uno degli aspetti immediatamente visibili del termine del periodo di transizione. Nel contesto dei negoziati era già garantita la tutela dei cittadini europei già presenti nel territorio britannico e viceversa, ma nuove regole verranno applicate alla futura mobilità, in particolare per coloro che vorranno cercare lavoro, che dovranno ottenere un visto».
In questo contesto, ha aggiunto l'amb. Morris, «agevolazioni saranno previste per ricercatori, detentori di dottorati di ricerca e per gli studenti, che avranno visti speciali».
Per quanto riguarda le relazioni con l'Italia, il diplomatico ha ricordato ai parlamentari che «esistono scambi proficui e prolifici, e nel 2020 il nostro Paese è stato il decimo maggiore partner commerciale del Regno Unito. I flussi commerciali bilaterali hanno visto una crescita continua, laddove sono stati superati i 40 miliardi di sterline di interscambio prima del calo fisiologico "dovuto alle conseguenze economiche della pandemia».
Per Morris è necessario che «la relazione economica non soffra nuove battute d'arresto, in vista dell'auspicata ripresa a livello europeo e globale. Nell'ultimo anno l'ambasciata britannica a Roma e l'ufficio commerciale di Milano hanno lavorato a stretto contatto con le aziende, per aiutare le imprese italiane a prepararsi alla fine del periodo di transizione», ha aggiunto l'ambasciatore.
Morris ha infine menzionato la lotta al cambiamento climatico, ricordando come nell'accordo fra UE e Regno Unito le parti si impegnino per promuovere gli standard ambientali. «Tale impegno congiunto prova la determinazione Regno Unito nello stabilire una proficua collaborazione sul tema del clima con altri Paesi, divenendo alfiere degli standard ambientali», ha concluso l'amb. Morris.


Fonte: Redazione
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