Brasile: ambasciata, sostenibilità spaziale, visione italiana nel dibattito internazionale
06-11-2026 17:01 - Ambasciate
GD - Brasilia, 6 nov. 26 - In occasione dell’8° Summit sulla Sostenibilità Spaziale, l’ambasciata italiana in Brasile ha ospitato “Safe Orbits, Sustainable Futures: Italy’s Vision”, con Agência Espacial Brasileira e Secure World Foundation. Un’orbita terrestre sempre più affollata di satelliti commerciali e detriti, e la necessità di preservarla per le generazioni future: sono stati questi i temi al centro di “Safe Orbits, Sustainable Futures: Italy’s Vision”, l’evento che l’Ambasciata d’Italia a Brasilia ha ospitato nella propria sede, nel quadro dell’8° Summit sulla Sostenibilità Spaziale e della presidenza italiana del COPUOS, il Comitato delle Nazioni Unite sull’uso pacifico dello spazio extra-atmosferico.
Il ruolo dell’ambasciata - L’iniziativa è stata promossa e ospitata dall’Ambasciata d’Italia, che l’ha organizzata in collaborazione con l’Agência Espacial Brasileira (AEB) e la Secure World Foundation (SWF), organizzatrici del Summit. L’ambasciata ha così offerto una piattaforma di dialogo qualificata per presentare le tecnologie italiane nella gestione di oggetti e detriti spaziali e per rafforzare l’impegno del nostro Paese alle Nazioni Unite a favore di un uso pacifico, sicuro e sostenibile dello spazio. L’incontro ha inoltre celebrato a Brasilia la Giornata Nazionale dello Spazio 2026.
All’apertura dei lavori sono intervenuti Alberto Petrangeli, vicecapo missione dell’ambasciata d’Italia a Brasilia; Marco Florissi, Space & Aerospace Policy della Presidenza del Consiglio dei Ministri in collegamento da remoto; Marco Antonio Chamon, presidente dell’Agência Espacial Brasileira; Peter Martinez, direttore esecutivo della Secure World Foundation.
Dal silenzio orbitale degli anni Novanta al rischio di collisione di oggi - La tavola rotonda, moderata da Krystal Azelton, senior director della Secure World Foundation, ha riunito rappresentanti del mondo industriale italiano e brasiliano: Marzio Laurenti, CEO di Telespazio Brasil/LATAM; Francesco Sgarbossa, Sales Director – Launch Services di AVIO; Luis Fellipe Alves de Oliveira, CEO di Safe on Orbit; Beatrice Ribis, Business Development Manager di Involve Space.
Il confronto ha ripercorso l’evoluzione dello scenario orbitale, dal “silenzio” degli anni Novanta all’attuale rischio costante di collisione, ed è entrato nel vivo di questioni operative: come gestire il traffico orbitale, quale contributo offre l’esperienza italiana nelle tecnologie di space domain awareness e nella rimozione attiva dei detriti, quali nuovi approcci all’accesso allo spazio siano possibili, e come le tecnologie spaziali possano promuovere la sostenibilità anche sulla Terra.
Una sinergia italo-brasiliana per l’ambiente e le future generazioni - L’evento, strutturato come tavola rotonda interattiva con sessione di domande e risposte, ha coinvolto circa 200 invitati del Summit, oltre a stakeholder brasiliani del settore pubblico e privato. Ne è emersa una riflessione condivisa sulle possibili sinergie tra Italia e Brasile per promuovere politiche di sostenibilità in orbita e a terra, a tutela dell’ambiente e delle generazioni future. Al centro, un’etica di responsabilità ambientale che unisce la Terra allo spazio profondo: la sostenibilità, è stato sottolineato, non è più soltanto una sfida ecologica terrestre, ma una necessità operativa per il futuro dell’esplorazione.
La serata si è conclusa con un cocktail di networking, occasione ulteriore di scambio tra operatori, istituzioni ed esperti.
Il ruolo dell’ambasciata - L’iniziativa è stata promossa e ospitata dall’Ambasciata d’Italia, che l’ha organizzata in collaborazione con l’Agência Espacial Brasileira (AEB) e la Secure World Foundation (SWF), organizzatrici del Summit. L’ambasciata ha così offerto una piattaforma di dialogo qualificata per presentare le tecnologie italiane nella gestione di oggetti e detriti spaziali e per rafforzare l’impegno del nostro Paese alle Nazioni Unite a favore di un uso pacifico, sicuro e sostenibile dello spazio. L’incontro ha inoltre celebrato a Brasilia la Giornata Nazionale dello Spazio 2026.
All’apertura dei lavori sono intervenuti Alberto Petrangeli, vicecapo missione dell’ambasciata d’Italia a Brasilia; Marco Florissi, Space & Aerospace Policy della Presidenza del Consiglio dei Ministri in collegamento da remoto; Marco Antonio Chamon, presidente dell’Agência Espacial Brasileira; Peter Martinez, direttore esecutivo della Secure World Foundation.
Dal silenzio orbitale degli anni Novanta al rischio di collisione di oggi - La tavola rotonda, moderata da Krystal Azelton, senior director della Secure World Foundation, ha riunito rappresentanti del mondo industriale italiano e brasiliano: Marzio Laurenti, CEO di Telespazio Brasil/LATAM; Francesco Sgarbossa, Sales Director – Launch Services di AVIO; Luis Fellipe Alves de Oliveira, CEO di Safe on Orbit; Beatrice Ribis, Business Development Manager di Involve Space.
Il confronto ha ripercorso l’evoluzione dello scenario orbitale, dal “silenzio” degli anni Novanta all’attuale rischio costante di collisione, ed è entrato nel vivo di questioni operative: come gestire il traffico orbitale, quale contributo offre l’esperienza italiana nelle tecnologie di space domain awareness e nella rimozione attiva dei detriti, quali nuovi approcci all’accesso allo spazio siano possibili, e come le tecnologie spaziali possano promuovere la sostenibilità anche sulla Terra.
Una sinergia italo-brasiliana per l’ambiente e le future generazioni - L’evento, strutturato come tavola rotonda interattiva con sessione di domande e risposte, ha coinvolto circa 200 invitati del Summit, oltre a stakeholder brasiliani del settore pubblico e privato. Ne è emersa una riflessione condivisa sulle possibili sinergie tra Italia e Brasile per promuovere politiche di sostenibilità in orbita e a terra, a tutela dell’ambiente e delle generazioni future. Al centro, un’etica di responsabilità ambientale che unisce la Terra allo spazio profondo: la sostenibilità, è stato sottolineato, non è più soltanto una sfida ecologica terrestre, ma una necessità operativa per il futuro dell’esplorazione.
La serata si è conclusa con un cocktail di networking, occasione ulteriore di scambio tra operatori, istituzioni ed esperti.
Fonte: Ambasciata
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