Basi USA in Italia: per contribuenti italiani costo tra 150 e 200 mln € anno
21-06-2026 13:59 - Economia
GD - Roma, 21 giu. 26 - "Per il contribuente italiano il costo delle basi Usa in Italia si stima in circa 150-200 milioni di euro anno. Costi che comprendono manutenzione, servizi e altre spese legate alla presenza delle forze americane in Italia”. Lo afferma Marco Paccagnella, presidente di Federcontribuenti, intervenendo su quanto ha affermato dal presidente USA, Donald Trump, nell'ultimo intervento contro la premier Giorgia Meloni in cui il tycon parla di miliardi di costi a carico delle casse statunitensi.
Come ha precisato Paccagnella, "‘le basi Usa in Italia sono regolate da accordi bilaterali tra i due Paesi, che risalgono principalmente agli anni successivi alla seconda guerra mondiale. Gli Stati Uniti sono responsabili principalmente della gestione e del mantenimento delle basi, ma l’Italia contribuisce a una parte considerevole dei costi. E l’Italia può contribuire alla manutenzione delle infrastrutture e alla gestione dei servizi comuni, come energia, acqua e sistemi di trasporto, che servono sia le forze italiane che quelle americane. Questi costi”, ha sottolineato il presidente di Federcontribuenti, “sono in parte assorbiti dallo stato Italiano e ciò incide sul bilancio pubblico”. Inoltre, basandosi su documenti storici del Dipartimento della Difesa USA, sostengono che l'Italia abbia coperto in passato circa il 37-41% dei costi di supporto alle installazioni e alle forze statunitensi presenti sul territorio, con contributi che nei primi anni 2000 venivano quantificati in alcune centinaia di milioni di dollari annui.
Il tema delle basi USA in Italia, ha fatto presente l’esponente dell’Associazione dei contribuenti italiani, ”è oggetto di discussioni politiche, in particolare per quanto riguarda il costo che il contribuente italiano sostiene e il carico finanziario potrebbe considerarsi elevato, soprattutto in contesti di austerità o difficoltà economiche, come accaduto in anni precedenti. Ad ogni modo, qualsiasi tentativo mendace da oltreoceano di denunciare costi privi di fondamento è inaccettabile".
Come ha precisato Paccagnella, "‘le basi Usa in Italia sono regolate da accordi bilaterali tra i due Paesi, che risalgono principalmente agli anni successivi alla seconda guerra mondiale. Gli Stati Uniti sono responsabili principalmente della gestione e del mantenimento delle basi, ma l’Italia contribuisce a una parte considerevole dei costi. E l’Italia può contribuire alla manutenzione delle infrastrutture e alla gestione dei servizi comuni, come energia, acqua e sistemi di trasporto, che servono sia le forze italiane che quelle americane. Questi costi”, ha sottolineato il presidente di Federcontribuenti, “sono in parte assorbiti dallo stato Italiano e ciò incide sul bilancio pubblico”. Inoltre, basandosi su documenti storici del Dipartimento della Difesa USA, sostengono che l'Italia abbia coperto in passato circa il 37-41% dei costi di supporto alle installazioni e alle forze statunitensi presenti sul territorio, con contributi che nei primi anni 2000 venivano quantificati in alcune centinaia di milioni di dollari annui.
Il tema delle basi USA in Italia, ha fatto presente l’esponente dell’Associazione dei contribuenti italiani, ”è oggetto di discussioni politiche, in particolare per quanto riguarda il costo che il contribuente italiano sostiene e il carico finanziario potrebbe considerarsi elevato, soprattutto in contesti di austerità o difficoltà economiche, come accaduto in anni precedenti. Ad ogni modo, qualsiasi tentativo mendace da oltreoceano di denunciare costi privi di fondamento è inaccettabile".














