Banca del Fucino: amb. Vento inaugura serie appuntamenti "Fucino Libri"
20-03-2026 10:57 - Arte, cultura, turismo
GD - Roma, 20 mar. 26 – La Banca del Fucino, il più antico istituto di credito privato di Roma, ha lanciato il progetto "Fucino Libri", una serie di appuntamenti periodici di approfondimento con autori e scrittori su temi di attualità, geopolitica e macroeconomia. Protagonista del primo incontro è stato il libro “Il XX secolo non è finito. Transizioni e Ambiguità”, scritto dal diplomatico ambasciatore Sergio Vento ed edito da Rubbettino. L'evento è stato introdotto da Mauro Masi, presidente dell'istituto di credito, che ha ricostruito i più recenti interventi della Banca del Fucino in campo culturale, dall'ingresso con un importante finanziamento nell'Opera di Roma durante il Covid, poi nel Bio-Parco e nell'Auditorium Parco della Musica.
Nel libro dell'amb. Vento, uno dei protagonisti della diplomazia del secolo scorso fino a quello corrente (già consigliere diplomatico dei presidenti del Consiglio Giuliano Amato, Carlo Azeglio Ciampi, Silvio Berlusconi e Lamberto Dini; sherpa ai G7 di Halifax e Lione; ambasciatore d'Italia a Belgrado, Parigi e Washington; rappresentante permanente italiano alle Nazioni Unite; docente di Relazioni Internazionali e Geopolitica alla LUISS e oggi è presidente della V&A Vento & Associati), sono analizzate tutte le crisi del Ventesimo Secolo, evidenziando come queste si siano puntualmente riproposte, dal Baltico al mar Nero, dal Vicino Oriente al Golfo, dai vari scacchieri africani all'Indo-Pacifico. Si tratta di una raccolta di esperienze e testimonianze che esaminano l'erosione della governance, indispensabile ad un sistema multipolare di relazioni internazionali. L'incontro ha inoltre rappresentato l'occasione per approfondire alcune delle principali crisi geopolitiche contemporanee e le loro implicazioni per l'Europa e per il sistema internazionale.
“È un manuale contro l'amnesia", ha commentato l'amb. Sergio Vento. "Quell'amnesia, purtroppo, che continua a imperversare quando si cerca di interpretare in maniera frettolosa degli eventi del paranormale internazionale. Nel libro mi concentro su quelle che sono state le evoluzioni dal 1990-91 ad oggi, dalla fine della Guerra Fredda, dove sono stati adottati degli indirizzi basati su falsi convincimenti. Il convincimento che la fine della guerra fredda sarebbe bastata a seppellire per sempre tutti i confronti, gli antagonismi di quell'arco di crisi europeo, che va dal Baltico al Mar Nero al Mediterraneo orientale; il convincimento è che la rinnovazione della Germania avrebbe portato ad una forte integrazione anche politica, oltre che finanziaria e monetaria dell'Europa; infine, il convincimento che saremmo andati verso un mondo unipolare dominato dalla potenza finanziaria e tecnologica degli Stati Uniti e credendo che la Cina potesse essere facilmente integrata attraverso la partecipazione all'Organizzazione Mondiale del Commercio come fabbrica del mondo di prodotti a basso costo”.
Da parte sua Mauro Masi, presidente di Banca del Fucino, ha spiegato che “quella a cui diamo il via con questo incontro è un'iniziativa importante, a cui la nostra banca attribuisce un rilievo strategico, perchè si inserisce nella nostra politica di sostegno alle attività culturali, che rappresentano una ricchezza del nostro territorio e della nostra attività professionale. Noi crediamo che investire in cultura abbia anche un valore di rilievo economico per la nostra azienda, quindi continueremo a farlo con grande convinzione e con risultati molto importanti".
Gli ha fatto eco Vladimiro Giacchè, responsabile Direzione Comunicazione, Studi e Innovazione Digitale di Banca del Fucino: “Siamo molto felici di poter inaugurare una serie di appuntamenti che speriamo possano avere luogo con regolarità e attirare lo stesso interesse di questo primo incontro. Inauguriamo questo tipo di appuntamenti con un testo veramente molto importante dell'ambasciatore Sergio Vento, che è un libro straordinario, un libro di storia, di memorie personali e soprattutto ci insegna che quello che succede oggi, in realtà ha delle radici molto profonde”.
"Il XX secolo non è mai finito. Transizioni e ambiguità" di Sergio Vento e la prefazione di Mario Caligiuri, apre un ampio spaccato storico. Il superamento della Guerra Fredda, definizione mediatica di indubbio successo che aveva mascherato per 45 anni le spartizioni dell'Europa a Yalta e della Germania a Potsdam fra i due Imperi vincitori della Seconda Guerra Mondiale, ha riaperto il vaso di Pandora delle identità e delle sovranità che avrebbero dovuto diluirsi nella ambigua e concomitante globalizzazione finanziaria e tecnologica. Tutte le crisi di un Ventesimo Secolo, di cui si era frettolosamente decretata la fine (o la “brevità” secondo Eric Hobsbawm), si sono puntualmente riproposte, dal Baltico al mar Nero, dal Vicino Oriente al Golfo, dai vari scacchieri africani all'Indopacifico. Tale dinamica è stata accompagnata da una duplice sfida: il risveglio degli Imperi dell'Eurasia (ottomano, russo, cinese, persiano, indiano); la simmetrica crisi della democrazia rappresentativa, con le sfide del crescente astensionismo e dell'indebolimento della classica forma-partito, sostituita da movimenti populisti. La cosiddetta policrisi geopolitica si manifesta sullo sfondo della competizione economica e tecnologica fra Stati Uniti e Cina ed è accompagnata da fenomeni quali le incognite climatiche, le minacce pandemiche e i flussi migratori incontrollati. Il XX Secolo non è finito è una raccolta di esperienze e testimonianze attraverso le dinamiche sfociate nell'attuale, evidente erosione della governance, viceversa indispensabile ad un sistema multipolare di relazioni internazionali.
Fonte: Redazione
Nel libro dell'amb. Vento, uno dei protagonisti della diplomazia del secolo scorso fino a quello corrente (già consigliere diplomatico dei presidenti del Consiglio Giuliano Amato, Carlo Azeglio Ciampi, Silvio Berlusconi e Lamberto Dini; sherpa ai G7 di Halifax e Lione; ambasciatore d'Italia a Belgrado, Parigi e Washington; rappresentante permanente italiano alle Nazioni Unite; docente di Relazioni Internazionali e Geopolitica alla LUISS e oggi è presidente della V&A Vento & Associati), sono analizzate tutte le crisi del Ventesimo Secolo, evidenziando come queste si siano puntualmente riproposte, dal Baltico al mar Nero, dal Vicino Oriente al Golfo, dai vari scacchieri africani all'Indo-Pacifico. Si tratta di una raccolta di esperienze e testimonianze che esaminano l'erosione della governance, indispensabile ad un sistema multipolare di relazioni internazionali. L'incontro ha inoltre rappresentato l'occasione per approfondire alcune delle principali crisi geopolitiche contemporanee e le loro implicazioni per l'Europa e per il sistema internazionale.
“È un manuale contro l'amnesia", ha commentato l'amb. Sergio Vento. "Quell'amnesia, purtroppo, che continua a imperversare quando si cerca di interpretare in maniera frettolosa degli eventi del paranormale internazionale. Nel libro mi concentro su quelle che sono state le evoluzioni dal 1990-91 ad oggi, dalla fine della Guerra Fredda, dove sono stati adottati degli indirizzi basati su falsi convincimenti. Il convincimento che la fine della guerra fredda sarebbe bastata a seppellire per sempre tutti i confronti, gli antagonismi di quell'arco di crisi europeo, che va dal Baltico al Mar Nero al Mediterraneo orientale; il convincimento è che la rinnovazione della Germania avrebbe portato ad una forte integrazione anche politica, oltre che finanziaria e monetaria dell'Europa; infine, il convincimento che saremmo andati verso un mondo unipolare dominato dalla potenza finanziaria e tecnologica degli Stati Uniti e credendo che la Cina potesse essere facilmente integrata attraverso la partecipazione all'Organizzazione Mondiale del Commercio come fabbrica del mondo di prodotti a basso costo”.
Da parte sua Mauro Masi, presidente di Banca del Fucino, ha spiegato che “quella a cui diamo il via con questo incontro è un'iniziativa importante, a cui la nostra banca attribuisce un rilievo strategico, perchè si inserisce nella nostra politica di sostegno alle attività culturali, che rappresentano una ricchezza del nostro territorio e della nostra attività professionale. Noi crediamo che investire in cultura abbia anche un valore di rilievo economico per la nostra azienda, quindi continueremo a farlo con grande convinzione e con risultati molto importanti".
Gli ha fatto eco Vladimiro Giacchè, responsabile Direzione Comunicazione, Studi e Innovazione Digitale di Banca del Fucino: “Siamo molto felici di poter inaugurare una serie di appuntamenti che speriamo possano avere luogo con regolarità e attirare lo stesso interesse di questo primo incontro. Inauguriamo questo tipo di appuntamenti con un testo veramente molto importante dell'ambasciatore Sergio Vento, che è un libro straordinario, un libro di storia, di memorie personali e soprattutto ci insegna che quello che succede oggi, in realtà ha delle radici molto profonde”.
"Il XX secolo non è mai finito. Transizioni e ambiguità" di Sergio Vento e la prefazione di Mario Caligiuri, apre un ampio spaccato storico. Il superamento della Guerra Fredda, definizione mediatica di indubbio successo che aveva mascherato per 45 anni le spartizioni dell'Europa a Yalta e della Germania a Potsdam fra i due Imperi vincitori della Seconda Guerra Mondiale, ha riaperto il vaso di Pandora delle identità e delle sovranità che avrebbero dovuto diluirsi nella ambigua e concomitante globalizzazione finanziaria e tecnologica. Tutte le crisi di un Ventesimo Secolo, di cui si era frettolosamente decretata la fine (o la “brevità” secondo Eric Hobsbawm), si sono puntualmente riproposte, dal Baltico al mar Nero, dal Vicino Oriente al Golfo, dai vari scacchieri africani all'Indopacifico. Tale dinamica è stata accompagnata da una duplice sfida: il risveglio degli Imperi dell'Eurasia (ottomano, russo, cinese, persiano, indiano); la simmetrica crisi della democrazia rappresentativa, con le sfide del crescente astensionismo e dell'indebolimento della classica forma-partito, sostituita da movimenti populisti. La cosiddetta policrisi geopolitica si manifesta sullo sfondo della competizione economica e tecnologica fra Stati Uniti e Cina ed è accompagnata da fenomeni quali le incognite climatiche, le minacce pandemiche e i flussi migratori incontrollati. Il XX Secolo non è finito è una raccolta di esperienze e testimonianze attraverso le dinamiche sfociate nell'attuale, evidente erosione della governance, viceversa indispensabile ad un sistema multipolare di relazioni internazionali.
Fonte: Redazione














