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Artico e Antartide: "Sistema Paese nello scenario internazionale e nuove sfide competizione globale”

02-11-2026 08:42 - Opinioni
GD - Roma, 2 nov. 26 - Si è svolta nella sede del Centro Alti Studi per la Difesa CASD, a Palazzo Salviati a Roma, la Seconda Conferenza Nazionale della Difesa intitolata "Artico Antartide: Il Sistema Paese nello scenario internazionale e le nuove sfide della competizione globale". Promossa dal Sottosegretario alla Difesa, sen. Isabella Rauti, titolare della delega all'Ambiente specialistico "Artico, Subartico e Antartide", l'assise ha riunito i vertici delle istituzioni, delle Forze Armate, della diplomazia, della comunità scientifica e dell'industria per tracciare la postura strategica e capacitiva dell'Italia ad alte latitudini.
Dopo i saluti introduttivi del presidente del CASD, Gen. C.A. Stefano Mannino, e la conduzione di Flavia Giacobbe, i lavori si sono aperti con gli indirizzi del ministro della Difesa Guido Crosetto, del ministro degli Affari Esteri Antonio Tajani e del ministro dell'Università e della Ricerca Anna Maria Bernini.
Presentando la conferenza, il sottosegretario Isabella Rauti ha rivendicato il cambio di passo dell'Italia nelle regioni polari, evidenziando come il ruolo della Difesa "da funzionale sia diventato organico". La senatrice ha ribadito che: «Da questione geografica, l'Artico è diventato una questione strategica».
In linea con questa visione, il ministro Anna Maria Bernini ha richiamato l'importanza della contaminazione multidisciplinare tra il mondo accademico e le forze armate, sottolineando che: «L'essenza dell'innovazione è la permeabilità». Bernini ha inoltre ribadito la stretta interconnessione tra conoscenza e stabilità, ricordando che "Ricerca e Difesa devono procedere insieme".
Il primo panel, presieduto dal direttore di Osservatorio Artico Leonardo Parigi, si è focalizzato sulla protezione degli interessi nazionali e della sicurezza collettiva NATO nel Grande Nord. Nel suo keynote speech, il Capo di Stato Maggiore della Difesa, Generale Luciano Portolano, ha delineato la necessità di potenziare la sorveglianza multi-dominio e la tutela delle infrastrutture sottomarine e digitali: «Il Mediterraneo è l'area di gravitazione del nostro strumento militare, ma non possiamo trascurare ciò che si sta materializzando a Nord, incluse le regioni polari».
Il dibattito politico e industriale ha visto i contributi del sottosegretario agli Esteri norvegese Eivind Vad Petersson, del sottosegretario alla Difesa Matteo Perego di Cremnago, di Luca Sisto (Confitarma), Mads Qvist Frederiksen (ArcticEconomic Council) e Biagio Mazzotta (presidente di Fincantieri).
La sessione dedicata alla science diplomacy e all'impiego delle tecnologie ad uso comune (common use) ha visto il confronto tra l'Inviato speciale per l'Artico Agostino Pinna, l'Inviata speciale UE Claude Véron-Réville, Ezio Bussoletti (E-Geox), il Contrammiraglio Fabrizio Orengo (Istituto Idrografico della Marina Militare) e la direttrice dell'Istituto di Scienze Polari del CNR, Giuliana Panieri.
La prof. Giuliana Panieri ha rimarcato l'importanza cruciale della cooperazione scientifica come strumento negoziale e pacifico: «La scienza non è solo sapere: è anche diplomazia, costruzione di fiducia e cooperazione. La science diplomacy oggi è essenziale per mantenere aperto il dialogo internazionale». Nel corso delle sue riflessioni sulle dinamiche ambientali, Panieri ha aggiunto: «I processi naturali non si fermano ai confini. La ricerca polare ci consente di osservare molti dei cambiamenti che determineranno il nostro futuro, trasformando segnali provenienti da regioni remote in conoscenze essenziali per il clima, gli oceani, gli ecosistemi, la sicurezza e le decisioni delle nostre società».
In mattinata si è tenuta anche una sessione applicativa di Wargaming strategico ("Fronte Artico"), coordinata dal prof. Andrea Bernardi con la partecipazione dei frequentatori del corso ISSMI, per simulare i processi decisionali e le risposte a crisi complesse in scenari polari. Il terzo panel si è concentrato sull'Antartide e sul supporto logistico fornito dalle Forze Armate italiane alle missioni del Programma Nazionale di Ricerche in Antartide (PNRA), con gli interventi dei vertici di ENEA (Francesca Mariotti), OGS (Nicola Casagli), CSNA (Silvano Onofri), CNR (Francesco Petracchini) e del Gen. B. Carlo Di Somma.
Le conclusioni della giornata, moderate da Francesco Giorgino, hanno ospitato l'intervento speciale dell'on. Ólafur Ragnar Grímsson, presidente di Arctic Circle, seguito dagli indirizzi finali del sottosegretario agli Esteri Massimo Dell'Utri, del presidente del CNR Andrea Lenzi e del sottosegretario Isabella Rauti.
L'evento ha ribadito l'obiettivo di definire un'architettura nazionale polare coordinata in una logica di Sistema Paese. In parallelo alle iniziative promosse dall'ambito istituzionale e della Difesa, la comunità scientifica italiana si ritrova periodicamente anche nell'alveo della Conferenza Nazionale Polare (CNP). Promossa da enti di ricerca nazionali quali CNR, ENEA, INGV e OGS, la CNP lavora alla redazione del White Paper (Libro Bianco) della ricerca polare in vista del 5° Anno Polare Internazionale (2032-2033). Sebbene non sussista un legame formale od organizzativo diretto tra la Conferenza Nazionale della Difesa e la Conferenza Nazionale Polare, entrambe le piattaforme testimoniano il crescente impegno integrato dell'Italia nei contesti polari e nell'analisi delle trasformazioni globali.

Alessandro Frandi


Fonte: Alessandro Frandi