Armenia: amb. Ferranti inaugura IX Giornata Ricerca Italiana nel Mondo
17-06-2026 20:11 - Ambasciate
GD - Jerevan,17 giu. 26 - Si è svolta a Jerevan la Conferenza Internazionale High Energy Astrophysics and Cosmology in the Era of All-Sky Surveys (HEACOSS 2026), appuntamento scientifico dedicato ai più recenti progressi nel campo dell’astrofisica, della cosmologia e dell’astronomia.
La conferenza, in programma fino al 19 giugno nella Nairi Conference Hall dell’Ani Hotel di Jerevan, è organizzata congiuntamente dall’ICRANet (International Center for Relativistic Astrophysics Network) Armenia e dall’Ambasciata d’Italia, con il sostegno del Comitato per l’Istruzione Superiore e la Scienza della Repubblica d’Armenia. L’iniziativa si inserisce nel quadro della IX Giornata della Ricerca Italiana nel Mondo e conferma il comune impegno di Italia e Armenia nella promozione della cooperazione scientifica internazionale e della ricerca d’eccellenza.
HEACOSS 2026 riunisce oltre 100 ricercatori provenienti da Università, Osservatori astronomici e Istituti di ricerca di 20 Paesi dell’Europa, dell’Asia, del Medio Oriente e delle Americhe. Obiettivo del simposio è favorire il confronto scientifico e approfondire le opportunità e le sfide derivanti dalla crescente disponibilità di dati provenienti dall’intero spettro elettromagnetico e da nuove finestre osservative dell’Universo.
La Conferenza intende dunque offrire una piattaforma privilegiata per la presentazione di risultati scientifici recenti, la discussione dei futuri sviluppi teorici e il rafforzamento della cooperazione internazionale, favorendo nuove collaborazioni e contribuendo ad ampliare la comprensione dei fenomeni cosmici.
L’amb. Alessandro Ferranti ha aperto i lavori rivolgendo un caloroso benvenuto ai ricercatori e agli scienziati presenti ed esprimendo il proprio apprezzamento al Comitato Organizzatore e, in particolare, al Direttore di ICRANet Armenia, Dottor Narek Sahakyan.
Nel suo intervento, l’ambasciatore ha sottolineato il ruolo centrale svolto da ICRANet nella promozione della ricerca nel campo dell’astrofisica relativistica e nel rafforzamento del dialogo tra comunità scientifiche di tutto il mondo. Fin dalla sua fondazione, l’Organizzazione ha infatti contribuito in maniera significativa allo sviluppo della collaborazione scientifica tra Italia e Armenia, Paesi fondatori, creando preziose opportunità di cooperazione, formazione e scambio per ricercatori e Istituzioni.
L’amb. Ferranti ha inoltre evidenziato come la ricerca scientifica e l’innovazione tecnologica costituiscano un linguaggio universale capace di unire popoli e nazioni nella comune aspirazione alla conoscenza e al progresso. In questa prospettiva, la diplomazia scientifica rappresenta uno strumento essenziale per consolidare i rapporti bilaterali e promuovere una crescita condivisa fondata sullo scambio di competenze e sull’eccellenza accademica.
Richiamando la lunga tradizione scientifica italiana nei campi dell’astronomia e della fisica, l’ambasciatore italiano ha inoltre ricordato il contributo dell’Italia alle più avanzate infrastrutture di ricerca europee, tra cui l’Einstein Telescope (ET), il futuro osservatorio sotterraneo di terza generazione dedicato allo studio delle onde gravitazionali, destinato ad aprire nuove prospettive nella comprensione dell’Universo e nella verifica delle previsioni della teoria della relatività generale di Albert Einstein. L’Italia punta a poter ospitare la costruzione di questo avanzato interferometro in Sardegna, nel sito di Sos Enattos a Lula (Nuoro).
Nel corso della settimana, i partecipanti affronteranno alcuni dei temi più avanzati dell’astrofisica contemporanea, tra cui la fisica degli oggetti compatti, la formazione e l’evoluzione dei buchi neri super-massicci, l’astronomia dei neutrini e delle onde gravitazionali, i raggi cosmici di energia ultra elevata, nonché le applicazioni del machine learning e dei metodi data-intensive alla ricerca dell’astronomia multi-messaggera.
Numerosa la partecipazione di relatori provenienti da Istituzioni italiane, tra cui il prof. Remo Ruffini (ICRANet Italia), il prof. Massimo Della Valle (INAF Osservatorio Astronomico di Padova), il prof. Michele Doro (Università di Padova), il dott. Luca Izzo (INAF), il prof. Demetrio Magrin (INAF Osservatorio Astronomico di Padova) e il prof. Giorgio Matt (Università Roma Tre).
La Conferenza rappresenta un’importante occasione di confronto tra studiosi provenienti da discipline e Paesi diversi e testimonia il valore della cooperazione internazionale nell’affrontare le grandi sfide scientifiche del nostro tempo. Attraverso iniziative come HEACOSS 2026, valorizzando le prospettive di collaborazione in seno all’ICRANet, Italia e Armenia continuano a rafforzare il proprio partenariato anche grazie alla diplomazia scientifica, contribuendo allo sviluppo della conoscenza e alla formazione delle future generazioni di ricercatori.
La conferenza, in programma fino al 19 giugno nella Nairi Conference Hall dell’Ani Hotel di Jerevan, è organizzata congiuntamente dall’ICRANet (International Center for Relativistic Astrophysics Network) Armenia e dall’Ambasciata d’Italia, con il sostegno del Comitato per l’Istruzione Superiore e la Scienza della Repubblica d’Armenia. L’iniziativa si inserisce nel quadro della IX Giornata della Ricerca Italiana nel Mondo e conferma il comune impegno di Italia e Armenia nella promozione della cooperazione scientifica internazionale e della ricerca d’eccellenza.
HEACOSS 2026 riunisce oltre 100 ricercatori provenienti da Università, Osservatori astronomici e Istituti di ricerca di 20 Paesi dell’Europa, dell’Asia, del Medio Oriente e delle Americhe. Obiettivo del simposio è favorire il confronto scientifico e approfondire le opportunità e le sfide derivanti dalla crescente disponibilità di dati provenienti dall’intero spettro elettromagnetico e da nuove finestre osservative dell’Universo.
La Conferenza intende dunque offrire una piattaforma privilegiata per la presentazione di risultati scientifici recenti, la discussione dei futuri sviluppi teorici e il rafforzamento della cooperazione internazionale, favorendo nuove collaborazioni e contribuendo ad ampliare la comprensione dei fenomeni cosmici.
L’amb. Alessandro Ferranti ha aperto i lavori rivolgendo un caloroso benvenuto ai ricercatori e agli scienziati presenti ed esprimendo il proprio apprezzamento al Comitato Organizzatore e, in particolare, al Direttore di ICRANet Armenia, Dottor Narek Sahakyan.
Nel suo intervento, l’ambasciatore ha sottolineato il ruolo centrale svolto da ICRANet nella promozione della ricerca nel campo dell’astrofisica relativistica e nel rafforzamento del dialogo tra comunità scientifiche di tutto il mondo. Fin dalla sua fondazione, l’Organizzazione ha infatti contribuito in maniera significativa allo sviluppo della collaborazione scientifica tra Italia e Armenia, Paesi fondatori, creando preziose opportunità di cooperazione, formazione e scambio per ricercatori e Istituzioni.
L’amb. Ferranti ha inoltre evidenziato come la ricerca scientifica e l’innovazione tecnologica costituiscano un linguaggio universale capace di unire popoli e nazioni nella comune aspirazione alla conoscenza e al progresso. In questa prospettiva, la diplomazia scientifica rappresenta uno strumento essenziale per consolidare i rapporti bilaterali e promuovere una crescita condivisa fondata sullo scambio di competenze e sull’eccellenza accademica.
Richiamando la lunga tradizione scientifica italiana nei campi dell’astronomia e della fisica, l’ambasciatore italiano ha inoltre ricordato il contributo dell’Italia alle più avanzate infrastrutture di ricerca europee, tra cui l’Einstein Telescope (ET), il futuro osservatorio sotterraneo di terza generazione dedicato allo studio delle onde gravitazionali, destinato ad aprire nuove prospettive nella comprensione dell’Universo e nella verifica delle previsioni della teoria della relatività generale di Albert Einstein. L’Italia punta a poter ospitare la costruzione di questo avanzato interferometro in Sardegna, nel sito di Sos Enattos a Lula (Nuoro).
Nel corso della settimana, i partecipanti affronteranno alcuni dei temi più avanzati dell’astrofisica contemporanea, tra cui la fisica degli oggetti compatti, la formazione e l’evoluzione dei buchi neri super-massicci, l’astronomia dei neutrini e delle onde gravitazionali, i raggi cosmici di energia ultra elevata, nonché le applicazioni del machine learning e dei metodi data-intensive alla ricerca dell’astronomia multi-messaggera.
Numerosa la partecipazione di relatori provenienti da Istituzioni italiane, tra cui il prof. Remo Ruffini (ICRANet Italia), il prof. Massimo Della Valle (INAF Osservatorio Astronomico di Padova), il prof. Michele Doro (Università di Padova), il dott. Luca Izzo (INAF), il prof. Demetrio Magrin (INAF Osservatorio Astronomico di Padova) e il prof. Giorgio Matt (Università Roma Tre).
La Conferenza rappresenta un’importante occasione di confronto tra studiosi provenienti da discipline e Paesi diversi e testimonia il valore della cooperazione internazionale nell’affrontare le grandi sfide scientifiche del nostro tempo. Attraverso iniziative come HEACOSS 2026, valorizzando le prospettive di collaborazione in seno all’ICRANet, Italia e Armenia continuano a rafforzare il proprio partenariato anche grazie alla diplomazia scientifica, contribuendo allo sviluppo della conoscenza e alla formazione delle future generazioni di ricercatori.
Fonte: Redazione














