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Argentina: amb. Nicoletti con ricercatori italiani Osservatorio Pierre Auger di Malargüe

24-03-2026 11:55 - Ambasciate
GD - Buenos Aires, 24 mar. 26 - L'ambasciatore italiano in Argentina, Fabrizio Nicoletti, ha incontrato i ricercatori italiani impegnati questa settimana a Malargüe per il Collaboration Meeting dell’Osservatorio internazionale Pierre Auger.
La delegazione era guidata da Antonella Castellina, spokesperson del progetto, e da Valerio Verzi, responsabile per l’Italia in seno all’Istituto Nazionale di Fisica Nucleare INFN, accompagnati da Daniele Martello dell’Università del Salento, Giovanni Marsella dell’Università di Palermo, Gaetano Salina e Gabriella Cataldi dell’INFN.
Nell’occasione sono state illustrate le finalità scientifiche di quello che è il più grande esperimento mai costruito per rilevare i raggi cosmici di altissima energia, evidenziando il contributo fondamentale che l’Italia ha dato all’Osservatorio fin dalla sua costruzione nei primi anni 2000.
Infatti, citando le parole di Nando Ferroni, già presidente dell’INFN: “Mentre nel Nord del mondo la fisica studia, per mezzo di grandi acceleratori, il comportamento delle particelle elementari, il Sud – e l’Argentina in particolare – è il luogo privilegiato per la ricerca dei raggi cosmici, per lo studio del cielo e della cosmologia in generale”.
L’Osservatorio Pierre Auger, esteso su un’area di 3.000 km² (quasi tre volte la superficie di Roma), è gestito da una collaborazione internazionale tra 17 Paesi, con oltre 400 scienziati coinvolti e ben 14 istituzioni italiane interessate. Gli ultimi anni di acquisizione dati hanno rivoluzionato la comprensione dei fenomeni ad alta energia, aprendo a nuove prospettive. Questo ha richiesto un importante aggiornamento dei rilevatori dell’Osservatorio – un processo in cui l’Italia e l’INFN hanno mantenuto un ruolo scientifico e finanziario di primissimo piano – per una nuova fase di raccolta dati iniziata nel 2025 e prevista per ulteriori 10 anni.
Durante l’incontro si è discusso, infine, di iniziative per il secondo semestre che possano contribuire a ‘esportare’ un’immagine tecnologica del nostro Paese, a partire dal coinvolgimento delle nuove generazioni che frequentano le numerose scuole italiane in Argentina.

Fonte: Redazione