06 Febbraio 2023
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APICES e Ambasciata Moldova: Geopolitica agricola e sovranità alimentari

05-12-2022 17:12 - Economia
Il ministro dell’Agricoltura e dell’Industria Alimentare della Moldova, on. Vladimir Bolea Il ministro dell’Agricoltura e dell’Industria Alimentare della Moldova, on. Vladimir Bolea
GD - Roma, 5 dic. 22 - Blocco delle produzioni e dell’export dall’Ucraina; aumento dei costi per fertilizzanti e trasporto; corsa agli accaparramenti da parte di colossi come la Cina; scarsità di risorse e rischio di carestie nei Paesi meno sviluppati; forti speculazioni dei mercati internazionali; la sempre più preoccupante “guerra del grano”: sono i temi al centro della conversazione a tema “Geopolitica agricola e sovranità alimentari”, promosso dall’APICES-Associazione Professionisti ed Imprese per la Cooperazione Economica e Sociale, presieduta dall’avv. Massimiliano Albanese, in collaborazione con l’ambasciatore della Repubblica di Moldova in Italia, Anatolie Urecheanu, e la Nobile Accademia Internazionale Mauriziana, retta dal dott. Fabrizio Mechi di Pontassieve, che è in programma domani, 6 dicembre, alle ore 19:00 nella cornice di Palazzo Ferrajoli, nel cuore di Roma. Chair speaker della serata sarà il ministro dell’Agricoltura e dell’Industria Alimentare della Moldova, on. Vladimir Bolea. Tra gli altri relatori, esperti del settore e parlamentari italiani ed europei.
Il politico moldavo, vicepresidente del Partito di Azione e Solidarietà (PAS), che esprime l’attuale Primo Ministro, Natalia Gavrilița, è in Italia per una serie d’incontri bilaterali, propedeutici alle negoziazioni per il futuro ingresso della Repubblica di Moldova nell’Unione Europea: in quest’ottica, la stessa APICES sta agevolando alcune relazioni con imprese del settore agrifood e non solo, contribuendo alla crescita della cooperazione economica italo-moldava.
L’incontro sarà quindi l’occasione per fare il punto sulla crisi alimentare e sulle sue cause. Prima fra tutte la scarsità di cereali, che sono alla base dell’alimentazione umana, sia per l’apporto diretto di carboidrati, attraverso le farine e gli altri prodotti derivati, sia per quello di proteine di origine animale, per mezzo dei mangimi usati negli allevamenti.
«La difficoltà a distribuire in modo adeguato un prodotto così vitale come il grano», ha detto l’avv. Massimiliano Albanese, presidente dell’APICES, «si ripercuote inevitabilmente sulla stabilità dei Paesi più a rischio di carestie, spingendo a migrazioni economiche di massa: d’altra parte, viviamo in un mondo nel quale oltre 828 milioni di persone soffrono cronicamente la fame», secondo i dati dell’ultimo rapporto ONU sullo Stato della Sicurezza Alimentare e della Nutrizione (SOFI).
«In uno scenario internazionale di questo tipo, il diffondersi del concetto di “sovranità alimentare” diviene un urgente tema di riflessione globale: tutte le nazioni hanno infatti il pieno diritto a garantire la propria adeguata nutrizione, sviluppando le proprie strategie di produzione, distribuzione e consumo del cibo, valorizzando le risorse interne, ma soprattutto accedendo senza troppe difficoltà a know-how, tecnologie e strumenti finanziari per il proprio sviluppo sostenibile».
Albanese, che oltre a presiedere APICES è da quest’anno anche il segretario federale dell’Unione Consumatori Italiani, ha sottolineato le ricadute negative della “guerra del grano” anche sui consumi delle famiglie: «sebbene con sensibili differenziazioni, a seconda degli Stati membri, soprattutto per i diversi indici d’inflazione, la maggior parte dei cittadini dell’UE negli ultimi tempi ha visto svuotarsi progressivamente il proprio carrello della spesa. Alcuni casi eclatanti, denunciati in Italia, hanno registrato prezzi al consumo assolutamente folli per i derivati delle farine. Ad esempio per il pane a marzo scorso è arrivato a costare fino a 9 euro per chilogrammo nella città di Ferrara: un sintomo dell’altra faccia della medaglia, vale a dire la forte speculazione, che si avvantaggia della diffusa paura, determinata dal rischio geopolitico, e determina una sempre maggiore perdita di reale potere d’acquisto per le famiglie».
Per affrontare la crisi alimentare, secondo l’esperto giurista commerciale internazionale e presidente dell’APICES, «servono nell’immediato nuovi partners strategici, capaci di colmare almeno transitoriamente il vuoto lasciato dagli esportatori storici, mentre su un più lungo orizzonte temporale sono indispensabili investimenti internazionali e grande capacità di visione prospettica, un’urgente transizione verso tecnologie a basso impatto ambientale ed una drastica lotta ai cambia-menti climatici, il ritorno alla valorizzazione dei territori e delle loro produzioni d’eccellenza, un consumo a chilometraggio ridotto ed una maggiore consapevolezza diffusa sulla reale portata di queste problematiche».
«A ben vedere», ha dichiarato Fabrizio Mechi di Pontassieve, rettore dell’Accademia Internazionale Mauriziana ed anche responsabile per la Cooperazione Sociale dell’APICES, «si tratta di un’irripetibile occasione per sviluppare posti di lavoro e benessere: senza dimenticare l’alto valore etico e sociale insito nel cooperare per la crescita del settore agrifood anche nei Paesi meno sviluppati».


Fonte: APICES
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