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Antisemitismo: amb. Maccotta (IHRA), «Al Senato spero nell’unanimità»

27-02-2026 18:30 - Parlamento
GD Roma, 27 feb. 26 - «È giusto che il Parlamento lanci un segnale politico forte. Certo, se la legge contro l'antisemitismo fosse approvata all’unanimità, quella forza sarebbe maggiore». A parlare è l'amb. Luigi Maccotta che dal 2019 è il capo della delegazione italiana all’International Holocaust Remembrance Alliance (IHRA), l’organismo la cui definizione di antisemitismo è richiamata nel disegno di legge al voto martedì prossimo nell’aula del Senato.
L'amb. Maccotta è soddisfatto: il testo dell’IHRA non è stato oggetto di emendamento nel corso del recente passaggio in Commissione, deludendo forse le aspettative di alcune forze politiche.
«Quella dell’IHRA non è certo una definizione bagaglio e neanche pro-Israele come sostengono alcuni. In questi mesi il dibattito sull’argomento è stato spesso pretestuoso», ha sottolineato l’ambasciatore.
La sua speranza è ora quella di una convergenza unitaria dei partiti di maggioranza e opposizione. «Dividersi sarebbe un gran peccato, soprattutto su un tema del genere. Il punto fondamentale, nella lotta all’antisemitismo, resta comunque a mio modo di vedere l’implementazione della strategia nazionale sotto la guida del coordinatore Pasquale Angelosanto e con il contributo del tavolo tecnico: può avere più effetti benefici di qualunque legge».
Anche la strategia ha come orizzonte la definizione IHRA, «già approvata dal governo italiano nel 2020 e gold standard per la nostra alleanza internazionale: è già stato chiarito che la definizione non si tocca», ha sottolineato Maccotta. A fine dicembre l’IHRA si è riunita in plenaria a Gerusalemme, mettendo al centro le sfide principali dell’alleanza in uno scenario fluido e con molti punti interrogativi a livello globale.
«L’epoca post-testimoni si avvicina sempre di più. A fronte del grande materiale presente, si nota la carenza di studiosi esperti. Una delle priorità del nostro tempo è la formazione di ricercatori e studiosi». L’Ihra sta anche lavorando a un aggiornamento della propria strategia, risalente al 2017, e «registra con preoccupazione la crescita di un antisemitismo sempre più legato alla distorsione della Shoah, anche attraverso le nuove tecnologie; ci stiamo interrogando su cosa non ha funzionato nella trasmissione della Memoria, per agire di conseguenza».

Fonte: Redazione