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Ambasciatore russo in S.Sede: “Vaticano ascolta, altri cercano scontro”

24-02-2026 21:28 - Ambasciate
GD - Città del Vaticano, 24 feb. 26 - "Attribuiamo grande valore al lavoro della Santa Sede, che continua a tenere aperti spazi di ascolto e di fiducia quando molti altri cercano soltanto lo scontro. La Santa Sede svolge un lavoro prezioso: ricostruire la fiducia un passo alla volta". Lo ha sottolineato l'ambasciatore russo presso la Santa Sede, Ivan Soltanovsky, in una riflessione sull'anniversario della guerra con l'Ucraina sottolineando tuttavia che "la triste verità, però, è che il conflitto armato in Ucraina era già in corso dal 2014 e iniziò senza l'intervento russo".
L'ambasciatore ha poi messo in evidenza il ruolo del cardinale Matteo Zuppi, "che ha compiuto due visite a Mosca e ha promosso alcune iniziative umanitarie, e ha dato un contributo importante, dimostrando un autentico sforzo creativo nell'affrontare dossier difficili e nel mantenere aperti i canali di comunicazione".
Per il rappresentante di Mosca in Vaticano "gli esiti positivi delle trattative che finora hanno avuto luogo tra Russia e Ucraina, soprattutto sul piano umanitario, sono stati raggiunti anche grazie al lavoro diplomatico della Santa Sede". Quindi ha sottolineato che "la pace non è scontata: per raggiungerla sono necessari gli sforzi di tutte le persone di buona volontà. È una strada lunga, fragile, spesso impopolare. Ma è l'unica strada degna dell'Europa e rispettosa della sofferenza che questo conflitto ha già imposto a troppi".
L'ambasciatore russo ha rilevato che c'è "ancora spazio per la diplomazia", "è la strada più difficile, ma è quella giusta". "Tuttavia, bisogna essere onesti: un semplice cessate il fuoco non basta. Se non si risolvono le cause del conflitto, il rischio è una tregua fragile che prepara una nuova fase ancora più sanguinosa. L'esperienza degli anni precedenti lo dimostra: senza garanzie, verifiche e responsabilità precise, la sospensione delle ostilità può trasformarsi in riarmo, ridislocazione delle truppe e nuova escalation".
"La ricerca di una soluzione pacifica è ostacolata dall'evidente aggravarsi della condizione della popolazione russofona in Ucraina, soprattutto sul piano linguistico, scolastico e religioso", ha concluso il diplomatico russo.


Fonte: Redazione