06 Febbraio 2023
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Amb. Valensise: conferenza su Ucraina e ruolo positivo dell’Italia

03-12-2022 20:41 - Opinioni
GD - Roma, 3 dic. 22 - (Formiche) - Quella di Parigi sull'Ucraina è una conferenza di donatori, “però potrà essere occasione di ulteriore incontro della comunità occidentale che sostiene l'Ucraina in questa tormentata vicenda”. Conversazione del thank-thank Formiche con l'ambasciatore Michele Valensise, già segretario generale della Farnesina e ora presidente del Centro italo-tedesco Villa Vigoni. Il presidente francese Emmanuel Macron, che rientra dagli Stati Uniti, la conferenza dei Paesi donatori per l'Ucraina, lo spazio di manovra italiano, l'unità del fronte occidentale. Formiche ha affrontato questi temi in una conversazione con l'ambasciatore Michele Valensise, già segretario generale del ministero degli Esteri e ambasciatore in Germania, presidente del Centro italo-tedesco Villa Vigoni.
D.: Che cosa ci possiamo aspettare dalla conferenza dei donatori all'Ucraina indetta per il 13 dicembre?
* Amb. Valensise: «Sarà un ulteriore momento di coordinamento tra i Paesi che seguono con attenzione gli sviluppi della guerra in Ucraina. È una conferenza dei donatori, però potrà essere occasione di ulteriore incontro della comunità occidentale, la comunità che sostiene l'Ucraina in questa tormentata vicenda. È bene non avere aspettative eccessive sul piano degli sviluppi del conflitto, lo abbiamo visto durante il colloquio tra il presidente statunitense Joe Biden e quello Emmanuel Macron. C'è stato un incoraggiamento da parte degli Stati Uniti a proseguire nell'esplorazione di una soluzione diplomatica, sulla base ovviamente di criteri accettabili dall'Occidente, e la Russia ha dato risposta negativa. Si sono quindi un po' smorzate le speranze di uno sviluppo immediato di pace».
D.: Le frizioni franco-tedesche avevano lasciato un po' in ombra la Francia. Ora Parigi riacquista un ruolo di primo piano con il viaggio di Macron?
* Amb. Valensise: «Credo che ci sia il riconoscimento del ruolo di un Paese importante come la Francia. Poi noi europei dobbiamo stare attenti a non lasciarci assorbire dalla competizione per il “primo della classe”. L'importante è che l'Europa soia coesa e unitaria. Da quello che ho visto Macron ha portato avanti una linea sicuramente francese, ma anche europea, soprattutto per quanto riguarda i dossier economici. Mi sembra che nel fronte transatlantico ci sia una buona coesione, il che non significa, ovviamente, allineamento totale. Soprattutto sui dossier economici ci sono dei punti che faremo valere e sui quali mi pare ci sia una disponibilità di fondo degli americani nel tenere conto di alcune delle priorità europee».
D.: Che spazio può ritagliarsi l'Italia?
* Amb. Valensise: «Sarà un ulteriore momento di coordinamento tra i Paesi che seguono con attenzione gli sviluppi della guerra in Ucraina. È una conferenza dei donatori, però potrà essere occasione di ulteriore incontro della comunità occidentale, la comunità che sostiene l'Ucraina in questa tormentata vicenda. È bene non avere aspettative eccessive sul piano degli sviluppi del conflitto, lo abbiamo visto durante il colloquio tra il presidente statunitense Joe Biden e quello Emmanuel Macron. C'è stato un incoraggiamento da parte degli Stati Uniti a proseguire nell'esplorazione di una soluzione diplomatica, sulla base ovviamente di criteri accettabili dall'Occidente, e la Russia ha dato risposta negativa. Si sono quindi un po' smorzate le speranze di uno sviluppo immediato di pace».
D.: Le frizioni franco-tedesche avevano lasciato un po' in ombra la Francia. Ora Parigi riacquista un ruolo di primo piano con il viaggio di Macron?
* Amb. Valensise: «Credo che ci sia il riconoscimento del ruolo di un Paese importante come la Francia. Poi noi europei dobbiamo stare attenti a non lasciarci assorbire dalla competizione per il “primo della classe”. L'importante è che l'Europa soia coesa e unitaria. Da quello che ho visto Macron ha portato avanti una linea sicuramente francese, ma anche europea, soprattutto per quanto riguarda i dossier economici. Mi sembra che nel fronte transatlantico ci sia una buona coesione, il che non significa, ovviamente, allineamento totale. Soprattutto sui dossier economici ci sono dei punti che faremo valere e sui quali mi pare ci sia una disponibilità di fondo degli americani nel tenere conto di alcune delle priorità europee».
D.: Che spazio può ritagliarsi l'Italia in questo?
* Amb. Valensise: «L'Italia si è già ritagliata un ruolo importante e positivo. È un Paese importante dell'Unione europea e dell'Alleanza Atlantica. La linea del governo non lascia dubbi sulla nostra coerenza e sul nostro impegno al sostegno coordinato dell'Ucraina. Continuo a pensare che il nostro ruolo sia più forte se inserito in un contesto europeo o atlantico, piuttosto che in un teorico ruolo che potremmo avere da soli».
D.: Questo per quanto riguarda l'Ucraina. E per quanto riguarda la diatriba commerciale?
* Amb. Valensise: «Beh, c'è un dibattito aperto con gli Stati Uniti. Un dibattito di quelli che si fanno tra Paesi amici e alleati. Naturalmente è stata più visibile l'azione di Macron, che ha avuto l'opportunità di parlare direttamente con il presidente Biden. Però io confido che anche l'Italia si riconosca in quella linea espressa da Macron. E credo che alla prima occasione, quando sarà la presidente del Consiglio dei ministri Giorgia Meloni ad andare negli Stati Uniti, solleverà questi punti in uno spirito di trasparenza, come si fa con amici e alleati».
D.: Il presidente del Consiglio Europeo Charles Michel in visita in Cina ha fatto pressioni perché Pechino convinca Mosca ad avvicinarsi al tavolo negoziale. Che ruolo può avere la Cina?
* Amb. Valensise: «La Cina, come tutti sappiamo, è un protagonista importante della scena internazionale. Dieci mesi fa siglò con la Russia, un po' in fretta, un accordo di cooperazione “senza limiti”. Da allora mi pare che le posizioni cinesi siano un po' più tiepide nei confronti di Mosca. Non dico che ci siano stati degli strappi, ma sicuramente c'è maggiore preoccupazione per l'andamento della guerra. Anche perché, sullo sfondo, la Cina ha bisogno di un mondo in equilibrio, che favorisca la sua espansione economica e tecnologica. Il contrario del mondo disordinato scatenato dalla Russia».

Matteo Turato


Fonte: Formiche
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