08 Maggio 2021
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Amb. da Costa e Silva su accordo MERCOSUR-UE per principianti

17-04-2021 12:34 - Europa
Ambasciatore Pedro Miguel da Costa e Silva
Ambasciatore Pedro Miguel da Costa e Silva
GD - Roma, 17 apr. 21 - Di fronte alle informazioni discordanti che circolano riguardo all'Accordo di Associazione tra il MERCOSUR e l'Unione Europea, è opportuno procedere ad alcuni chiarimenti e cercare di introdurre nel dibattito una migliore informazione. Il primo chiarimento è che le negoziazioni sostanziali si sono concluse nel giugno del 2019, dopo l'impulso fondamentale impresso dal Brasile. Da allora, manca unicamente completare il lavoro tecnico di revisione legale.
Non si pensa di rinegoziare o riaprire l'accordo. E il motivo è semplice: qualsiasi mossa in tal senso smantellerebbe il pacchetto equilibrato concordato, non solo tra i blocchi, ma anche tra i paesi che costituiscono ciascun blocco. E qui è opportuna un'ulteriore spiegazione per chi non è al corrente: la Commissione Europea ha negoziato e parlato a nome del blocco, ma tutti i paesi membri dell'Unione Europea sono stati consultati in modo permanente. Nessuno di essi può, ora, affermare di non essere a conoscenza dei termini concordati.
In secondo luogo, contrariamente a quanto si ripete, quindi, senza alcun fondamento, l'Accordo non provocherà una “apocalisse ambientale”. Piuttosto il contrario. Il MERCOSUR e l'Unione Europea hanno concordato gli impegni più avanzati nel campo dello sviluppo sostenibile di qualsiasi accordo commerciale mai negoziato dal blocco europeo. Non c'è nulla nei testi, né negli impegni di accesso ai mercati di beni, servizi, investimenti e acquisti governativi, che creerà alcuna minaccia per l'ambiente.
Oltre a riaffermare tutti i propri impegni internazionali in materia, le parti hanno creato spazi di dialogo e cooperazione. E, in modo innovativo, il MERCOSUR ha accettato il principio della precauzione per le questioni ambientali e sociali in un accordo commerciale. Ossia, se l'accordo con il MERCOSUR è visto come incompleto o negativo dal punto di vista ambientale, tutti gli altri accordi firmati dall'Unione Europea dovranno essere risolti.
Naturalmente, come abbiamo già indicato ai nostri partner europei, siamo disposti a discutere una ulteriore dichiarazione sui temi dello sviluppo sostenibile per riaffermare i nostri impegni in materia. Ma ciò non significa che accettiamo la tesi secondo cui siamo in debito o che vi sia uno squilibrio fondamentale nell'accordo. Il Brasile è un paese con ambiziosi impegni internazionali in queste materie e in molti casi con prestazioni in materia di ambiente, energia e lotta al cambiamento climatico avanti rispetto ai suoi pari europei.
La nostra visione è che le sfide ambientali sono condivise e insieme si dovrà lavorare su di esse. Ciò include argomenti come la lotta alla deforestazione e il cambiamento climatico. Il Brasile dovrà fare la sua parte, ma anche l'Unione Europea e i suoi membri. Ma questo non sempre sembra chiaro, giacché non si vede alcuna analisi critica dell'accordo, in Europa o in Brasile, in cui si richiami la necessità di riduzione delle emissioni derivate da combustibili fossili, la modifica della matrice energetica e l'alterazione dei modelli di produzione intensivi e poco “puliti”, tra l'altro.
E questo è particolarmente rilevante per la protezione delle foreste tropicali, dato che, per quanto si preservino gli alberi, se le altre emissioni continueranno come stanno, il cambiamento del clima potrebbe distruggere, prima o poi, anche la stessa Amazzonia.
Un quarto chiarimento, collegato al precedente, è che non esiste neanche nei testi o negli impegni alcun elemento che comporti la violazione dei diritti sociali e del lavoro, o che crei rischi sanitari o fitosanitari. L'Accordo incorpora tutti gli accordi e gli standard internazionali più rigidi seguiti dalle parti. Nel caso del commercio, tali standard regolano già in modo molto efficace gli scambi tra i due blocchi. Queste affermazioni di carenze, dunque, sono infondate e riflettono unicamente le visioni di settori protezionistici o contrari, in linea di principio, agli accordi di libero commercio.

Amb. Pedro Miguel da Costa e Silva
Segretario per le negoziazioni bilaterali e regionali nelle Americhe


Fonte: Redazione
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