“Maria Addolorata” di Chrispapita: arte sacra Guatemala in Basilica San Nicola in Carcere
18-09-2026 12:37 - Arte, cultura, turismo
GD - Roma, 18 set. 26 - Il celebe quadro “Maria Addolorata” di Chrispapita, simbolo dell'arte sacra Guatemala, è esposta nella Basilica San Nicola in Carcere. Arte, fede e identità latino-americana si sono incontrate nel cuore di Roma con la presentazione e la benedizione di Maria Addolorata, opera monumentale dell’artista guatemalteco di origine italiana Christian Escobar, in arte “Chrispapita”, che resterà esposta nella Basilica di San Nicola in Carcere fino al 15 dicembre.
La cerimonia si è svolta nel giorno della memoria liturgica della Beata Vergine Maria Addolorata e giorno in cui Guatemala e gli altri Paesi dell’America Centrale celebrano l’Indipendenza, nel quadro anche delle celebrazioni patriottiche del Messico.
La messa è stata presieduta da P. Jesús Dajac, Superiore Generale dei Missionari della Fede, che ha impartito la benedizione all’opera. A concludere la celebrazione è stato P. Jesús Yrady, vicerettore della Basilica, che ha sottolineato il significato spirituale dell’immagine: «Siamo molto felici di accogliere quest’opera monumentale nella nostra Basilica, perché tutti possano contemplare questa Vergine Addolorata che accompagna anche la nostra sofferenza e il nostro dolore».
L’iniziativa ha ricevuto il sostegno istituzionale dell’Ambasciata del Messico presso la Santa Sede. Alla cerimonia era presente l’ambasciatore Alberto Medardo Barranco Chavarría, insieme all’ambasciatore della Repubblica Dominicana in Italia, Rafel Lantigua Ciriaco, e una rappresentanza diplomatica del Guatemala a Roma.
Nel suo intervento, l'amb. Barranco Chavarría ha ricordato il legame storico tra la Vergine Addolorata e l’Indipendenza messicana, esprimendo la gratitudine del Messico a Chrispapita per «l’intensità, la profondità spirituale, la comunione dei sentimenti, per quell’incontro di sguardi commossi, con gli occhi lucidi, a cui ci chiama il miracolo della sua creazione artistica».
Per Escobar, il ritorno di Maria Addolorata a Roma ha un significato personale profondo. «È una vera benedizione essere in questo luogo meraviglioso. San Nicola in Carcere è una casa non soltanto di Dio, ma anche dell’arte, capace di unirci attraverso le ricche culture nelle quali siamo nati», ha dichiarato l’artista.
Realizzata in acrilico su tela dopo circa tre-quattro mesi di lavoro, l’opera nasce da un’esperienza personale legata al distacco e alla speranza: «Maria ha lasciato andare suo Figlio, ma ha la convinzione e la fede che si incontreranno nuovamente, che Gesù risorgerà», ha spiegato Chrispapita.
Per l’artista guatemalteco si tratta di un nuovo capitolo di un percorso ormai fortemente legato all’Italia: nel 2022 ha rappresentato il Guatemala alla 59ª Biennale d’Arte di Venezia con la monumentale Inclusión; nel 2023 ha esposto al Castello di Santa Severa e nel 2025 è tornato a Roma con Sublime, evento ufficiale del Giubileo 2025, dove Maria Addolorata era stata presentata per la prima volta nella Capitale.
La giornata è stata accompagnata anche dal talento musicale guatemalteco, con la cantautrice cattolica Beatriz Ruiz, nominata ai Catholic Music Awards 2025, e il Grupo Ajin, interprete della tradizione della marimba e degli strumenti autoctoni, con la collaborazione dell’Associazione Culturale IK’ Guatemala.
Durante la benedizione Beatriz Ruiz ha interpretato Madre del Signore, brano ispirato proprio alla Madonna Addolorata. «Non avrei mai immaginato, quando l’ho scritto, che un giorno avrebbe accompagnato in Italia la benedizione di un’opera così importante», ha raccontato la cantante.
Maria Addolorata resterà esposta nella Basilica di San Nicola in Carcere fino al 15 dicembre 2026, offrendo a fedeli, pellegrini e visitatori un nuovo incontro tra arte sacra contemporanea, spiritualità e cultura latino-americana.
La cerimonia si è svolta nel giorno della memoria liturgica della Beata Vergine Maria Addolorata e giorno in cui Guatemala e gli altri Paesi dell’America Centrale celebrano l’Indipendenza, nel quadro anche delle celebrazioni patriottiche del Messico.
La messa è stata presieduta da P. Jesús Dajac, Superiore Generale dei Missionari della Fede, che ha impartito la benedizione all’opera. A concludere la celebrazione è stato P. Jesús Yrady, vicerettore della Basilica, che ha sottolineato il significato spirituale dell’immagine: «Siamo molto felici di accogliere quest’opera monumentale nella nostra Basilica, perché tutti possano contemplare questa Vergine Addolorata che accompagna anche la nostra sofferenza e il nostro dolore».
L’iniziativa ha ricevuto il sostegno istituzionale dell’Ambasciata del Messico presso la Santa Sede. Alla cerimonia era presente l’ambasciatore Alberto Medardo Barranco Chavarría, insieme all’ambasciatore della Repubblica Dominicana in Italia, Rafel Lantigua Ciriaco, e una rappresentanza diplomatica del Guatemala a Roma.
Nel suo intervento, l'amb. Barranco Chavarría ha ricordato il legame storico tra la Vergine Addolorata e l’Indipendenza messicana, esprimendo la gratitudine del Messico a Chrispapita per «l’intensità, la profondità spirituale, la comunione dei sentimenti, per quell’incontro di sguardi commossi, con gli occhi lucidi, a cui ci chiama il miracolo della sua creazione artistica».
Per Escobar, il ritorno di Maria Addolorata a Roma ha un significato personale profondo. «È una vera benedizione essere in questo luogo meraviglioso. San Nicola in Carcere è una casa non soltanto di Dio, ma anche dell’arte, capace di unirci attraverso le ricche culture nelle quali siamo nati», ha dichiarato l’artista.
Realizzata in acrilico su tela dopo circa tre-quattro mesi di lavoro, l’opera nasce da un’esperienza personale legata al distacco e alla speranza: «Maria ha lasciato andare suo Figlio, ma ha la convinzione e la fede che si incontreranno nuovamente, che Gesù risorgerà», ha spiegato Chrispapita.
Per l’artista guatemalteco si tratta di un nuovo capitolo di un percorso ormai fortemente legato all’Italia: nel 2022 ha rappresentato il Guatemala alla 59ª Biennale d’Arte di Venezia con la monumentale Inclusión; nel 2023 ha esposto al Castello di Santa Severa e nel 2025 è tornato a Roma con Sublime, evento ufficiale del Giubileo 2025, dove Maria Addolorata era stata presentata per la prima volta nella Capitale.
La giornata è stata accompagnata anche dal talento musicale guatemalteco, con la cantautrice cattolica Beatriz Ruiz, nominata ai Catholic Music Awards 2025, e il Grupo Ajin, interprete della tradizione della marimba e degli strumenti autoctoni, con la collaborazione dell’Associazione Culturale IK’ Guatemala.
Durante la benedizione Beatriz Ruiz ha interpretato Madre del Signore, brano ispirato proprio alla Madonna Addolorata. «Non avrei mai immaginato, quando l’ho scritto, che un giorno avrebbe accompagnato in Italia la benedizione di un’opera così importante», ha raccontato la cantante.
Maria Addolorata resterà esposta nella Basilica di San Nicola in Carcere fino al 15 dicembre 2026, offrendo a fedeli, pellegrini e visitatori un nuovo incontro tra arte sacra contemporanea, spiritualità e cultura latino-americana.
Fonte: Marynellis Tremamunno














