Alto Rappresentante UE per la politica estera tira fuori le unghie
11-02-2026 12:39 - Europa
GD - Bruxelles, 11 feb. 26 - La giovane e motivata Kaja Kallas, Alto Rappresentante dell'Unione Europea per gli affari esteri e la politica di sicurezza e vicepresidente della Commissione Europea, ha da poco rilasciato un comunicato sulle azioni che l’Unione Europea si appresta a porre in essere per sostenere l’Ucraina e per contenere le mire espansionistiche del Cremlino.
«La Russia continua a rispondere alla diplomazia con i missili. Siamo determinati a rendere questa scelta dolorosamente costosa», ha affermato la Kallas, annunciando la presentazione del 20° pacchetto di sanzioni dell’Unione Europea alla Federazione Russa.
L’obiettivo delle nuove sanzioni è quello di danneggiare gravemente l'economia russa, ormai prossima al collasso, come affermano molti analisti internazionali e come dimostrano gli indicatori economici più recenti.
Ogni nuova sanzione è mirata ad intaccare la capacità della Russia di finanziare la sua azione bellica nei confronti dell’Ucraina.
La Kallas ha fatto notare che «Mosca non è invincibile», ponendo in evidenza che la Russia sta subendo enormi perdite sul campo di battaglia e il suo esercito non riesce ad avanzare, malgrado i ripetuti tentativi di occupare città strategiche come Pokrovsk.
Su queste premesse la Kallas ha auspicato di porre in essere «una maggiore pressione, insieme ai nostri partner, e un aumento del sostegno militare all'Ucraina per giungere alla fine di questa guerra».
Le azioni indicate dalla Kallas riguardano l’energia: «la macchina da guerra russa si finanzia e continua a funzionare grazie alla vendita del greggio. Questa fonte di entrate della Russia deve essere interrotta».
Le sanzioni proposte riguardano decine di aziende del settore energetico russo, in patria e all'estero, che sono quelle che utilizzano la flotta ombra russa, compresi i terminal portuali. Per raggiungere questo obiettivo, sono state aggiunte oltre 40 navi all’elenco europeo delle navi da monitorare e bloccare, se intercettate.
Sono stati vietati anche i servizi di manutenzione per le navi cisterna e i rompighiaccio russi, per ostacolare la loro capacità operativa.
Infine, l’Unione Europea si impegna a modificare le regole sul tetto massimo del prezzo del petrolio. Non si tratta più solo di abbassare l'asticella del prezzo, ma di preparare il terreno per consentire in futuro un embargo totale sui servizi marittimi (assicurazioni, trasporti e assistenza tecnica) per il greggio russo.
Per quanto riguarda l’industria militare russa e la sua catena di approvvigionamento di componenti, l’obiettivo dell’Unione Europea è quello di contrastare le catene di approvvigionamento internazionali, per rendere praticamente impossibile la produzione di nuove armi da parte dei russi. Si propone di applicare «sanzioni complete» a oltre 40 aziende in Russia e in Paesi terzi per interrompere, o rendere ulteriormente difficoltose, le linee di produzione russe. Si stanno proponendo nuove restrizioni e divieti all'esportazione di materiali e tecnologie quali vetreria da laboratorio, prodotti chimici, gomma e strumenti per la produzione di metalli, nonché controlli più severi sulle esportazioni relative a oltre 50 aziende in Russia e all'estero.
Per la prima volta è stato proposto di attivare lo strumento europeo anti-elusione su un Paese terzo per impedire che prodotti sensibili arrivino in Russia.
La Kallas ha ricordato che «le guerre finiscono quando una delle parti esaurisce i fondi», quindi è fondamentale tagliare i flussi di cassa verso Mosca per fermare l’aggressione della Russia in Ucraina. Per raggiungere questo obiettivo, le banche che sostengono il Cremlino saranno soggette a divieti di transazione, in Russia e nei paesi terzi, e saranno escluse dal sistema di pagamenti internazionali SWIFT. È stato proposto, inoltre, di vietare la valuta digitale della Banca Centrale Russa, adottando ulteriori misure sulle criptovalute e di proibire le interazioni con i fornitori russi di servizi di cripto-asset.
Infine, l’attribuzione di responsabilità per crimini di guerra. La Kallas ha ricordato che: «commettere crimini brutali contro l'Ucraina, il suo popolo e la sua sovranità comporta delle conseguenze».
Per queste ragioni l’Unione Europea continuerà a sanzionare i responsabili di crimini di guerra, per il sequestro dei bambini ucraini, le violenze e le torture contro i civili e i prigionieri militari; le azioni di appropriazione del patrimonio culturale ucraino e la diffusione della propaganda russa e delle fake news anche in Europa.
Il nuovo pacchetto di sanzioni dovrebbe essere adottato formalmente entro il 24 febbraio prossimo, il fatidico 4° anniversario dell'invasione russa dell’Ucraina su larga scala.
Rimane, tuttavia, un «ma diplomatico»: queste misure, per essere davvero efficaci contro la Russia, richiedono il coordinamento fra tutti i Paesi del G7, per evitare che le transazioni economiche vengano spostate dalla Russia su giurisdizioni meno controllate per aggirare le nuove misure imposte dall’Unione europea. Ungheria e Slovacchia si opporranno?
https://x.com/kajakallas/status/2019775423886791024
Fonte: Ciro Maddaloni
«La Russia continua a rispondere alla diplomazia con i missili. Siamo determinati a rendere questa scelta dolorosamente costosa», ha affermato la Kallas, annunciando la presentazione del 20° pacchetto di sanzioni dell’Unione Europea alla Federazione Russa.
L’obiettivo delle nuove sanzioni è quello di danneggiare gravemente l'economia russa, ormai prossima al collasso, come affermano molti analisti internazionali e come dimostrano gli indicatori economici più recenti.
Ogni nuova sanzione è mirata ad intaccare la capacità della Russia di finanziare la sua azione bellica nei confronti dell’Ucraina.
La Kallas ha fatto notare che «Mosca non è invincibile», ponendo in evidenza che la Russia sta subendo enormi perdite sul campo di battaglia e il suo esercito non riesce ad avanzare, malgrado i ripetuti tentativi di occupare città strategiche come Pokrovsk.
Su queste premesse la Kallas ha auspicato di porre in essere «una maggiore pressione, insieme ai nostri partner, e un aumento del sostegno militare all'Ucraina per giungere alla fine di questa guerra».
Le azioni indicate dalla Kallas riguardano l’energia: «la macchina da guerra russa si finanzia e continua a funzionare grazie alla vendita del greggio. Questa fonte di entrate della Russia deve essere interrotta».
Le sanzioni proposte riguardano decine di aziende del settore energetico russo, in patria e all'estero, che sono quelle che utilizzano la flotta ombra russa, compresi i terminal portuali. Per raggiungere questo obiettivo, sono state aggiunte oltre 40 navi all’elenco europeo delle navi da monitorare e bloccare, se intercettate.
Sono stati vietati anche i servizi di manutenzione per le navi cisterna e i rompighiaccio russi, per ostacolare la loro capacità operativa.
Infine, l’Unione Europea si impegna a modificare le regole sul tetto massimo del prezzo del petrolio. Non si tratta più solo di abbassare l'asticella del prezzo, ma di preparare il terreno per consentire in futuro un embargo totale sui servizi marittimi (assicurazioni, trasporti e assistenza tecnica) per il greggio russo.
Per quanto riguarda l’industria militare russa e la sua catena di approvvigionamento di componenti, l’obiettivo dell’Unione Europea è quello di contrastare le catene di approvvigionamento internazionali, per rendere praticamente impossibile la produzione di nuove armi da parte dei russi. Si propone di applicare «sanzioni complete» a oltre 40 aziende in Russia e in Paesi terzi per interrompere, o rendere ulteriormente difficoltose, le linee di produzione russe. Si stanno proponendo nuove restrizioni e divieti all'esportazione di materiali e tecnologie quali vetreria da laboratorio, prodotti chimici, gomma e strumenti per la produzione di metalli, nonché controlli più severi sulle esportazioni relative a oltre 50 aziende in Russia e all'estero.
Per la prima volta è stato proposto di attivare lo strumento europeo anti-elusione su un Paese terzo per impedire che prodotti sensibili arrivino in Russia.
La Kallas ha ricordato che «le guerre finiscono quando una delle parti esaurisce i fondi», quindi è fondamentale tagliare i flussi di cassa verso Mosca per fermare l’aggressione della Russia in Ucraina. Per raggiungere questo obiettivo, le banche che sostengono il Cremlino saranno soggette a divieti di transazione, in Russia e nei paesi terzi, e saranno escluse dal sistema di pagamenti internazionali SWIFT. È stato proposto, inoltre, di vietare la valuta digitale della Banca Centrale Russa, adottando ulteriori misure sulle criptovalute e di proibire le interazioni con i fornitori russi di servizi di cripto-asset.
Infine, l’attribuzione di responsabilità per crimini di guerra. La Kallas ha ricordato che: «commettere crimini brutali contro l'Ucraina, il suo popolo e la sua sovranità comporta delle conseguenze».
Per queste ragioni l’Unione Europea continuerà a sanzionare i responsabili di crimini di guerra, per il sequestro dei bambini ucraini, le violenze e le torture contro i civili e i prigionieri militari; le azioni di appropriazione del patrimonio culturale ucraino e la diffusione della propaganda russa e delle fake news anche in Europa.
Il nuovo pacchetto di sanzioni dovrebbe essere adottato formalmente entro il 24 febbraio prossimo, il fatidico 4° anniversario dell'invasione russa dell’Ucraina su larga scala.
Rimane, tuttavia, un «ma diplomatico»: queste misure, per essere davvero efficaci contro la Russia, richiedono il coordinamento fra tutti i Paesi del G7, per evitare che le transazioni economiche vengano spostate dalla Russia su giurisdizioni meno controllate per aggirare le nuove misure imposte dall’Unione europea. Ungheria e Slovacchia si opporranno?
https://x.com/kajakallas/status/2019775423886791024
Fonte: Ciro Maddaloni














