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Afghanistan: concluso progetto AICS per tutela paesaggio culturale e sviluppo sostenibile a Bamiyan

15-10-2026 21:28 - Economia
GD - Bamiyan, 15 ott. 26 - Si è concluso da poco il progetto volto a contribuire alla riqualificazione dei quartieri informali nelle città di Bamiyan ed Herat (AID 12090). Avviato nel gennaio 2020, il progetto è stato finanziato dal Ministero italiano degli Affari Esteri attraverso l'Agenzia Italiana per la Cooperazione allo Sviluppo (AICS) con un contributo di Euro 1.050.000,00, e realizzato dall'Università degli Studi di Firenze– Laboratorio di Geografia Sociale.
Avviato per la prima volta nel 2020, il progetto ha affrontato il tema della pianificazione urbana e della gestione e valorizzazione nelle città di Herat e Bamiyan, entrambe ricche di un prezioso patrimonio culturale e naturale e, nel caso della Valle di Bamiyan, sede di un sito riconosciuto Patrimonio Mondiale dell'UNESCO.
A seguito degli eventi verificatisi in Afghanistan nell'agosto 2021 e alla luce del mutato contesto politico del Paese, il progetto ha dovuto rivedere i propri obiettivi, allo scopo di capitalizzare le attività realizzate sul campo fino al 2021, evitando che i progressi già conseguiti andassero perduti.
La ripresa è avvenuta nell'ambito del Transitional Engagement Framework, promosso dalle Nazioni Unite, volto a orientare e coordinare gli interventi in Afghanistan nel corso del 2022 e fondato sulla necessità di operare senza interagire con le Autorità de facto del Paese, così riorientando l'attenzione sulla società civile.
Il paesaggio culturale è stato al centro di seminari svolti nel 2024 presso il Bamiyan Cultural Center (BCC) in collaborazione con l'Università di Bamiyan. Presso il BCC è' stato inoltre allestito – in collaborazione con Studio Azzurro - un percorso audio-visuale sul paesaggio culturale di Bamiyan articolato in sei sale. Il percorso restituisce i risultati di un'approfondita ricerca sulle componenti strutturali del paesaggio culturale della valle: l'ambiente fisico-geografico, le risorse naturali, le forme del lavoro agricolo, le arti e i mestieri, l'architettura vernacolare e gli insediamenti tradizionali, il patrimonio culturale. Esso illustra inoltre processi trasformativi in corso (sviluppo demografico, insediamenti informali) ed il loro impatto sull'organizzazione territoriale e sulle forme dei luoghi, evidenziando i rischi di erosione del paesaggio e la necessità di una gestione sostenibile dei processi.
La restituzione artistica delle analisi sulle invarianti strutturali del paesaggio di Bamiyan e sui processi trasformativi in corso aveva come obiettivo quello di rendere la riflessione sul significato del paesaggio culturale accessibile ad un pubblico vasto, in particolare alla popolazione giovanile della Valle. A tal fine, contestualmente all'allestimento, sono state programmate visite aperte ai partecipanti ad attività formative presso il BCC e, in prospettiva, alla popolazione scolastica.
Il supporto ad una gestione sostenibile dello sviluppo turistico si è posto come azione necessaria a fronte del significativo incremento di arrivi turistici nell'area di Bamiyan: le migliorate condizioni di sicurezza seguite all'affermarsi del nuovo governo si sono infatti accompagnate ad un forte aumento della mobilità individuale in tutto il paese ed hanno alimentato crescenti flussi turistici verso la regione di Bamiyan, con un impatto positivo sul piano economico, ma inevitabilmente problematico su altri piani. Il supporto in questo settore si è articolato in tre azioni:
- corsi di formazione su opportunità e rischi dello sviluppo turistico aperti alla società civile, con un significativo coinvolgimento di popolazione femminile;
- supporto finanziario e tecnico all'avvio di start up nel campo dei servizi al turismo: sono state avviate 6 piccole imprese, di cui 2 gestite da donne;
- analisi sistematica dell'offerta e della domanda turistica a Bamiyan e Band-e Amir e preparazione di un Sustainable destination Plan per l'area.
Si può guardare, oggi, con soddisfazione ai risultati raggiunti con il progetto nel suo complesso. Tutte le attività previste sono state infatti completate, nonostante le difficoltà insorte dopo il 2021. Inoltre, quanto intrapreso va al di là di un mero intervento emergenziale e – osservato nel suo insieme – configura un modello organico ed integrato di intervento che ha la società civileal proprio centro.
Al riguardo è opportuno segnalare il rilevante significato assunto dalla Conferenza Internazionale “Cultural Heritage in Fragile Contexts. Development Cooperation in Afghanistan and Neighboring Counties”, organizzata nel novembre 2022 dall'Università di Firenze. Riunendo per la prima volta dopo l'agosto 2021 quasi tutti gli esperti internazionali che avevano precedentemente operato a Bamiyan, la conferenza è riuscita a riattivare un impegno collettivo per interventi internazionali nella regione. I principali risultati dell'incontro sono stati pubblicati in Loda M., Abenante P. (Eds), Cultural Heritage and Development in Fragile Contexts – Learning from the Interventions of International Cooperation in Afghanistan and Neighboring Countries, Berlin, Springer, 2024
La Cooperazione Italiana conferma così il suo sostegno ai processi di trasformazione e dinamizzazione economica a favore dell'Afghanistan, forte di una partenership con una realtà tecnico-scientifica di assoluto livello, rappresentata in questo caso dall'Università degli Studi di Firenze.


Fonte: AICS