Università Meier: Giordano Riello tra Made in Italy e relazioni internazionali
27-02-2026 13:09 - Made in Italy
GD - Milano, 27 feb. 26 - L'Università MEIER di Milano ha ospitato la lectio magistralis dal titolo “Fare industria è arte”, tenuta da Giordano Riello, presidente del Giordano Riello International Group. L’incontro ha visto la partecipazione di studenti, corpo accademico, società civile, imprenditori e delegazioni diplomatiche accreditate provenienti da Cina, Germania, Namibia, Benin, Tunisia e Filippine, insieme a Claudia Patricia Barrientos de Perez, console onoraria del Guatemala a Brindisi, docente del Dipartimento Turismo, Arte e Cultura dell’Ateneo.
L’evento ha offerto l’occasione per riflettere sulle connessioni tra creatività, industria e innovazione, mostrando come l’attività industriale possa essere considerata una vera e propria forma di espressione artistica, capace di trasmettere cultura, competenze e visione strategica.
Nel suo intervento, Riello ha sottolineato l’importanza della collaborazione tra le istituzioni universitarie e il mondo industriale, definendoli come luoghi complementari di conoscenza e saper fare. Ha spiegato come l’università rappresenti un ambiente di formazione di menti creative e competenti, mentre l’industria costituisca il laboratorio in cui tali competenze si traducono in innovazione concreta e valore tangibile. La sinergia tra teoria e pratica, secondo Riello, è essenziale per favorire sviluppo sostenibile e crescita culturale, sia a livello nazionale che europeo e internazionale.
Un tema centrale della lectio ha riguardato il Made in Italy, descritto non solo come simbolo di eccellenza e tradizione, ma come strumento di soft power internazionale. Riello ha pure posto in evidenza come l’Italia, attraverso qualità, design, innovazione e formazione, esporti cultura, stile e competenze, consolidando la propria reputazione globale e rafforzando le relazioni internazionali con i principali mercati e partner diplomatici.
L’incontro si è aperto con i saluti della rettrice Dea D’Aprile e l’introduzione del giornalista Attilio Miani, moderatore dell’evento. Particolare rilievo ha avuto il ruolo del prof. Mattia Carlin, direttore del Dipartimento Turismo, Arte e Cultura e responsabile delle relazioni internazionali dell’ateneo, che ha promosso l’invito al presidente Riello. Carlin ha inoltre richiamato i concetti di misura ed equilibrio in Sant’Agostino e il valore attribuito da Leonardo da Vinci all’ingegneria, all’arte e alla bellezza, sottolineando come questi principi continuino a ispirare il rapporto tra creatività, tecnica e cultura.
Riello ha evidenziato come l’industria contemporanea non possa più limitarsi a processi ripetitivi, ma debba integrare creatività progettuale, estetica, etica e innovazione tecnologica, trasformandosi in un vero veicolo di espressione culturale e valore sociale.
L’evento si è concluso con la consegna da parte del rettore di una targa ufficiale al presidente Giordano Riello, a testimonianza del riconoscimento per il suo contributo alla comunità accademica, seguita da un applauso caloroso durato cinque minuti, a sottolineare la stima e l’apprezzamento dei partecipanti.
Classe 1989, originario di Legnago (Verona), Giordano Riello vive a Verona, è sposato e padre di tre figli, è pilota, scalatore e runner. Egli considera queste passioni come luoghi che alimentano la sua dimensione industriale e la vita della fabbrica, aiutandolo a mantenere equilibrio, visione e capacità decisionale. Ha sviluppato la sua carriera nel solco della tradizione familiare, guidando le imprese del gruppo verso l’innovazione digitale e la sicurezza delle infrastrutture critiche. Attivo nel sistema associativo, Riello è stato presidente dei Giovani Imprenditori di Confindustria Veneto e vicepresidente nazionale del movimento, ricoprendo oggi un ruolo con delega all’Innovazione Tecnologica nel Consiglio di Presidenza di Confindustria Veneto Est.
L’evento ha offerto l’occasione per riflettere sulle connessioni tra creatività, industria e innovazione, mostrando come l’attività industriale possa essere considerata una vera e propria forma di espressione artistica, capace di trasmettere cultura, competenze e visione strategica.
Nel suo intervento, Riello ha sottolineato l’importanza della collaborazione tra le istituzioni universitarie e il mondo industriale, definendoli come luoghi complementari di conoscenza e saper fare. Ha spiegato come l’università rappresenti un ambiente di formazione di menti creative e competenti, mentre l’industria costituisca il laboratorio in cui tali competenze si traducono in innovazione concreta e valore tangibile. La sinergia tra teoria e pratica, secondo Riello, è essenziale per favorire sviluppo sostenibile e crescita culturale, sia a livello nazionale che europeo e internazionale.
Un tema centrale della lectio ha riguardato il Made in Italy, descritto non solo come simbolo di eccellenza e tradizione, ma come strumento di soft power internazionale. Riello ha pure posto in evidenza come l’Italia, attraverso qualità, design, innovazione e formazione, esporti cultura, stile e competenze, consolidando la propria reputazione globale e rafforzando le relazioni internazionali con i principali mercati e partner diplomatici.
L’incontro si è aperto con i saluti della rettrice Dea D’Aprile e l’introduzione del giornalista Attilio Miani, moderatore dell’evento. Particolare rilievo ha avuto il ruolo del prof. Mattia Carlin, direttore del Dipartimento Turismo, Arte e Cultura e responsabile delle relazioni internazionali dell’ateneo, che ha promosso l’invito al presidente Riello. Carlin ha inoltre richiamato i concetti di misura ed equilibrio in Sant’Agostino e il valore attribuito da Leonardo da Vinci all’ingegneria, all’arte e alla bellezza, sottolineando come questi principi continuino a ispirare il rapporto tra creatività, tecnica e cultura.
Riello ha evidenziato come l’industria contemporanea non possa più limitarsi a processi ripetitivi, ma debba integrare creatività progettuale, estetica, etica e innovazione tecnologica, trasformandosi in un vero veicolo di espressione culturale e valore sociale.
L’evento si è concluso con la consegna da parte del rettore di una targa ufficiale al presidente Giordano Riello, a testimonianza del riconoscimento per il suo contributo alla comunità accademica, seguita da un applauso caloroso durato cinque minuti, a sottolineare la stima e l’apprezzamento dei partecipanti.
Classe 1989, originario di Legnago (Verona), Giordano Riello vive a Verona, è sposato e padre di tre figli, è pilota, scalatore e runner. Egli considera queste passioni come luoghi che alimentano la sua dimensione industriale e la vita della fabbrica, aiutandolo a mantenere equilibrio, visione e capacità decisionale. Ha sviluppato la sua carriera nel solco della tradizione familiare, guidando le imprese del gruppo verso l’innovazione digitale e la sicurezza delle infrastrutture critiche. Attivo nel sistema associativo, Riello è stato presidente dei Giovani Imprenditori di Confindustria Veneto e vicepresidente nazionale del movimento, ricoprendo oggi un ruolo con delega all’Innovazione Tecnologica nel Consiglio di Presidenza di Confindustria Veneto Est.














