Società Dante Alighieri presenta nuovo saggio di Mario Giro sulla pace
21-07-2026 10:33 - Opinioni
GD – Roma, 21 lug. 26 – Parlare di pace in tempo di guerra non è un esercizio scontato ma impegnativo e complesso. A Palazzo Firenze la Società Dante Alighieri ha presenta il libro di Mario Giro «Pace in tempo di guerra», edito da Guerini e Associati. Con l'autore sono intervenuti il presidente della Società Dante Alighieri, Andrea Riccardi; la giornalista RAI Anna Piras; il direttore del periodico “Limes”, Lucio Caracciolo. Ha moderato il segretario generale della Società Dante Alighieri, Alessandro Masi.
Il ritorno della guerra in Europa e la moltiplicazione dei conflitti su scala globale rendono sempre più urgente una riflessione profonda sul significato della pace. È quanto propone Mario Giro nel suo nuovo volume, attraverso un'analisi storica e culturale che spazia dalla guerra in Ucraina ai nuovi scenari internazionali. La tesi centrale è netta: la guerra è un male in sé, non una soluzione ai conflitti umani. Ogni scontro armato, sostiene l'autore, tende a sfuggire al controllo di chi lo ha innescato, generando ulteriore violenza in una spirale difficilmente arrestabile. Ma Giro avverte anche che la pace non crolla improvvisamente: si deteriora progressivamente, ben prima dello scoppio delle ostilità, attraverso la diffusione di linguaggi violenti e la progressiva normalizzazione del riarmo.
Il libro offre, dunque, uno sguardo controcorrente, che mette in discussione l'idea della guerra come strumento inevitabile ed è per questo che occorre ripensare il ruolo del negoziato, del disarmo e della responsabilità politica.
Mario Giro, mediatore della Comunità di Sant'Egidio, è stato sottosegretario agli Esteri nel governo Letta e viceministro degli Esteri nei governi Renzi e Gentiloni, con la delega per la cooperazione internazionale. Ha partecipato a numerosi processi di riconciliazione in Africa, Medio Oriente, Balcani e America Latina. Ha insegnato Storia delle relazioni internazionali all'Università per stranieri di Perugia. È amministratore di Dante Lab. Per Guerini e Associati ha pubblicato «Algeria in ostaggio» (1997, con Marco Impagliazzo), «Gli occhi di un bambino ebreo» (2005), «Noi terroristi» (2015), «Global Africa» (2019), «Guerre nere» (2020), «Piano Mattei» (2024).
Il ritorno della guerra in Europa e la moltiplicazione dei conflitti su scala globale rendono sempre più urgente una riflessione profonda sul significato della pace. È quanto propone Mario Giro nel suo nuovo volume, attraverso un'analisi storica e culturale che spazia dalla guerra in Ucraina ai nuovi scenari internazionali. La tesi centrale è netta: la guerra è un male in sé, non una soluzione ai conflitti umani. Ogni scontro armato, sostiene l'autore, tende a sfuggire al controllo di chi lo ha innescato, generando ulteriore violenza in una spirale difficilmente arrestabile. Ma Giro avverte anche che la pace non crolla improvvisamente: si deteriora progressivamente, ben prima dello scoppio delle ostilità, attraverso la diffusione di linguaggi violenti e la progressiva normalizzazione del riarmo.
Il libro offre, dunque, uno sguardo controcorrente, che mette in discussione l'idea della guerra come strumento inevitabile ed è per questo che occorre ripensare il ruolo del negoziato, del disarmo e della responsabilità politica.
Mario Giro, mediatore della Comunità di Sant'Egidio, è stato sottosegretario agli Esteri nel governo Letta e viceministro degli Esteri nei governi Renzi e Gentiloni, con la delega per la cooperazione internazionale. Ha partecipato a numerosi processi di riconciliazione in Africa, Medio Oriente, Balcani e America Latina. Ha insegnato Storia delle relazioni internazionali all'Università per stranieri di Perugia. È amministratore di Dante Lab. Per Guerini e Associati ha pubblicato «Algeria in ostaggio» (1997, con Marco Impagliazzo), «Gli occhi di un bambino ebreo» (2005), «Noi terroristi» (2015), «Global Africa» (2019), «Guerre nere» (2020), «Piano Mattei» (2024).
Fonte: Società Dante Alighieri














