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A 30 anni dall'assedio le immagini di Mario Boccia tornano a Sarajevo

07-11-2026 12:09 - Arte, cultura, turismo
GD - Sarajevo, 7 nov. 26 - A trent'anni dalla fine del tragico assedio che la sconvolse negli anni Novanta, le fotografie del fotoreporter italiano Mario Boccia tornano a Sarajevo, ossia nei luoghi in cui sono state scattate. Dopo i successi registrati nelle tappe di Rovereto, Belgrado e Zagabria, la mostra fotografica "Sarajevo 1992–1996 – L'assedio più lungo" sbarca in Bosnia Erzegovina con l'inaugurazione ufficiale al Museo storico della Bosnia Erzegovina a Sarajevo, dove rimarrà esposta fino alla fine del mese.
Parallelamente, un secondo allestimento del medesimo progetto espositivo aprirà a Genova a partire dall'11 novembre negli spazi di Palazzo Ducale, rimanendo visitabile fino al 13 dicembre. Curata dal Museo Storico Italiano della Guerra di Rovereto (MITAG) e dall'Osservatorio Balcani Caucaso Transeuropa (OBCT) Unità Operativa del Centro per la Cooperazione Internazionale, la rassegna raccoglie circa 50 fotografie in bianco e nero scattate da Boccia, storico corrispondente de "Il Manifesto" durante le guerre jugoslave e reporter per testate europee, agenzie ONU e organizzazioni non governative.
L'esposizione evita la cruda spettacolarizzazione di sparatorie e feriti per concentrarsi sulla resistenza civile, sulla vita quotidiana della popolazione e sulla dignità mantenuta dai cittadini durante l'assedio. Il percorso espositivo rientra nell'ambito del progetto europeo "Trancityons", guidato dall'Università di Bologna con la partnership di OBCT e cofinanziato
dall'Unione Europea.
La tappa bosniaca rappresenta il culmine di un itinerario espositivo iniziato nel 2023 al Castello di Rovereto, proseguito tra dicembre 2025 e febbraio 2026 a Belgrado al Muzej Devedesetih e sbarcato lo scorso maggio all'Istituto Italiano di Cultura di Zagabria nell'ambito del festival di storia Kliofest.
In occasione dell'inaugurazione a Sarajevo, il Museo storico ha organizzato una serie di iniziative collaterali che vedono la partecipazione diretta dell'autore, il quale rincontra dal vivo alcuni dei soggetti ritratti nei suoi scatti di oltre trent'anni fa e sopravvissuti al conflitto.
Come ha ricordato lo stesso Mario Boccia, legato a filo doppio alla capitale bosniaca, "Non sono mai stato accolto così calorosamente in nessun luogo al mondo".

Carlo Franza
Storico dell’Arte Moderna e Contemporanea


Fonte: Carlo Franza