27 Settembre 2020
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Via della Seta: amb. Bradanini, ok all'intesa ma critiche ... ai critici

13-03-2019 17:25 - Opinioni
L'amb. Alberto Bradanini
GD - Pechino, 13 mar. 19 - Critiche ... ai critici sull'adesione italiana al progetto cinese di Via della Seta. A pronunciarsi in modo deciso è stato, in una intervista, l'ex ambasciatore italiano in Cina, Alberto Bradanini, che ha criticato "la Germania e i suoi Paesi satelliti del nord Europa" per il tentativo di fermare l'Italia dall'adesione all'iniziativa di sviluppo infrastrutturale "Belt and Road" lanciata dal presidente cinese, Xi Jinping, atteso in visita in Italia la settimana prossima.
"I Paesi del nord Europa, la Germania e i suoi satelliti in particolare, che si oppongono alla firma, forse perchè vogliono dare un'adesione di facciata alle pressioni americane, fanno affari con la Cina in ogni campo possibile, con o senza l'ombrello della 'Belt and Road'", ha detto Bradanini al giornale "South China Morning Post".
Per Bradanini, ambasciatore d'Italia in Cina tra il 2013 e il 2015, l'adesione all'iniziativa è "logica e normale" per l'Italia, per avere maggiori legami con Pechino.
"L'Europa", ha sottolineato ancora, "non è un asset per l'Italia ma un peso, un fattore di danno strutturale alla sua economia e al benessere dei suoi cittadini".
Secondo il diplomatico, l'intesa sulla Via della Seta con la Cina non ha a che vedere con i rapporti tra Italia e Unione Europea ma è, invece, "basata sulla protezione legittima degli interessi nazionali".
Per Pechino il memorandum sulla Via della Seta ha "un valore politico, perché l'Italia è uno dei Paesi del G7. Ogni Paese ha diritto a proteggere i propri interessi: non è sorprendente che il governo cinese faccia altrettanto".
Sul porto di Trieste, Bradanini ha detto che l'Italia "dovrebbe verificare l'esistenza di un genuino interesse cinese e negoziare un accordo in base ai suoi interessi", anche se ha ammesso che l'Italia "avrebbe dovuto fare di più in passato, perché dopo il porto del Pireo", sul quale il gigante delle spedizioni marittime cinesi Cosco ha una quota di controllo dal 2016, "la grande opportunità è forse già passata", ha concluso.


Fonte: Redazione
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