11 Agosto 2020
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Venezuela: resoconto stenografico intervento del ministro Moavero Milanesi in aula alla Camera dei Deputati

12-02-2019 14:51 - Farnesina
GD - Roma, 12 feb. 19 - L'ordine del giorno dell'aula della Camera dei Deputati reca lo svolgimento di comunicazioni del ministro degli Affari Esteri sui recenti sviluppi della situazione in Venezuela. Questo il resoconto stenografico dell'intervento del ministro degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale, Enzo Moavero Milanesi.
"Ministro degli Affari esteri e della cooperazione internazionale. Signor Presidente, signore e signori deputati, il Governo segue con la massima attenzione l'evolversi dei drammatici eventi in Venezuela, in particolare da quando, alla grave crisi politica, economica e sociale, si è aggiunta un'emergenza umanitaria e un'inedita crisi istituzionale.
Le odierne comunicazioni ad entrambi i rami del Parlamento, a breve distanza dalla mia informativa al Senato del 30 gennaio scorso, consentono di esporvi la posizione del Governo che sono stato incaricato di riferire all'Aula. È fondamentale anche che il Parlamento eserciti la sua potestà di sindacato e di indirizzo esprimendosi con un voto.
Mi permetto di sintetizzare quattro punti rilevanti dell'attuale posizione del Governo. In primo luogo, il Governo è preoccupato per l'emergenza umanitaria che ha colpito il Venezuela, sta operando per favorire soluzioni non conflittuali. Da un lato, è indispensabile che affluiscano alla popolazione le forniture dei beni di necessità base e dei medicinali, dall'altro, va garantita l'assistenza alle migliaia di profughi giunti nei Paesi vicini. L'Italia è concretamente impegnata sia nelle sedi multilaterali che con interventi diretti attraverso appositi fondi.
In secondo luogo, il Governo considera inaccettabile e condanna fermamente ogni tipo di violenza, violazione delle libertà fondamentali e dei diritti umani. Si esprime a favore di una soluzione pacifica e inclusiva, auspicando una riconciliazione nazionale di piena democrazia, che risponda agli interessi del popolo venezuelano e scongiuri un aumento delle tensioni e tragiche derive conflittuali.
In terzo luogo, il Governo ritiene che le elezioni presidenziali dello scorso mese di maggio in Venezuela siano inficiate nella loro correttezza, legalità ed equità e, dunque, non attribuiscano legittimità democratica a chi ne sarebbe risultato vincitore, Nicolás Maduro. Di conseguenza, il Governo chiede con fermezza nuove elezioni presidenziali nei tempi più rapidi possibili. Devono essere elezioni libere, trasparenti e credibili; devono svolgersi in condizioni di piena democrazia e giustizia, con tutte le garanzie della comunità internazionale. Gli elettori venezuelani devono tornare padroni di scegliere chi li rappresenta e governa.
In quarto luogo, il Governo si sta attivando affinché siano tutelati la sicurezza e gli interessi dei nostri connazionali residenti in Venezuela e delle aziende italiane. È un dovere verso i nostri compatrioti che si trovano in questo Paese in una situazione così difficile, così come verso la comunità di origine italiana del Venezuela.
Non ripercorrerò, perché vi sono note, le varie tappe della crisi venezuelana. Mi limito a sottolineare alcuni elementi che penso possano essere importanti per la nostra informazione reciproca. Segnalo che il 10 gennaio, quando c'è stato l'insediamento di Nicolás Maduro per il secondo mandato, nessuno degli ambasciatori dei Paesi membri dell'Unione europea vi ha partecipato, quindi, naturalmente, non ha partecipato neppure l'ambasciatore italiano. Il 26 gennaio, tutti gli Stati dell'Unione europea - ne avevo riferito in Senato nell'informativa - hanno sottoscritto una dichiarazione, alla quale abbiamo partecipato attivamente, che condanna ogni tipo di violenta repressione, che dà sostegno all'Assemblea nazionale in quanto organo legittimamente eletto e che contiene un appello alla convocazione urgente di nuove elezioni presidenziali, riservandosi - diceva quella dichiarazione -, in mancanza della convocazione di elezioni, nei prossimi giorni, un riconoscimento di leadership al Presidente dell'Assemblea nazionale Juan Guaidó, ai sensi della interpretazione che veniva data alla Costituzione venezuelana.
Successivamente a questa dichiarazione, c'è stata un'accelerazione da parte di una maggioranza di Stati dell'Unione europea, che ha proceduto al riconoscimento di Juan Guaidó come Presidente ad interim, e c'è stato, soprattutto, un voto importante il 31 di gennaio al Parlamento europeo con la medesima conclusione.
A livello di ministri degli Esteri dell'Unione Europea abbiamo convenuto per attivare un gruppo internazionale di contatto, che era stato già deciso in precedenza, che dovrebbe, deve occuparsi - secondo il suo mandato deve occuparsi - di favorire un processo politico che consenta di realizzare al più presto elezioni presidenziali democratiche, portando ad una soluzione pacifica della crisi. Questo gruppo internazionale di contatto ha una composizione mista: ci sono quattro Paesi dell'America Latina (Bolivia, Costarica, Ecuador e Uruguay), otto Paesi europei (Francia, Germania, Italia, Paesi Bassi, Portogallo, Regno Unito, Spagna e Svezia), oltre alla stessa Unione europea, che partecipa con il Vicepresidente della Commissione, Federica Mogherini. Ha partecipato alla prima riunione che si è svolta il 7 febbraio anche il Messico, che pure non fa parte formale del gruppo.
Il comunicato finale di questa riunione - trattasi di un comunicato, quindi non di una delibera o di una decisione -, dal quale si è dissociata la sola Bolivia, chiarisce tre punti. Il primo è l'obiettivo di elezioni presidenziali libere e credibili il più presto possibile.
Il secondo punto è che i copresidenti del gruppo di contatto internazionale, che sono il Ministro degli esteri dell'Uruguay e la Vicepresidente della Commissione europea Mogherini, sono stati incaricati di prendere contatti con tutti gli attori venezuelani e con i Paesi interessati al fine di stabilire ogni garanzia per un processo elettorale equo e assicurare il flusso degli aiuti umanitari. Questi sono i due obiettivi base perseguiti sul terreno con questo incarico concreto ai copresidenti.
Il terzo elemento del comunicato finale è l'istituzione di una missione a livello tecnico preparatoria, una missione ad hoc, che sarà inviata entro poche settimane in Venezuela per preparare l'attuazione del processo di cui ho detto, quindi, delle varie tappe verso le elezioni nei tempi più rapidi possibili.
Segnalo altri elementi importanti nello scenario che abbiamo davanti. Esiste anche il cosiddetto Meccanismo di Montevideo, che è animato dall'Uruguay e dal Messico, al quale ha recentemente aderito la Bolivia e al quale partecipano anche i Paesi dell'Area dei Caraibi. Questo Meccanismo si è riunito il 6 febbraio, ha adottato una delibera molto cauta, impegnandosi a favore del dialogo e del negoziato, ma non sta chiedendo nuove elezioni presidenziali.
Si occupa anche di Venezuela il cosiddetto Gruppo di Lima, che comprende undici Paesi latinoamericani, incluso, peraltro, il Canada, quindi undici Paesi del continente americano, Paesi importanti: Argentina, Brasile, Cile, Colombia, Costarica, Guatemala, Honduras, Panama, Paraguay, Perù e il Canada, come appunto dicevo. Si è riunito, da ultimo, il 4 febbraio, la sua linea è una linea di deciso sostegno al Presidente dell'Assemblea nazionale venezuelana Juan Guaidó. La situazione in Venezuela è oggetto di una notevole attenzione internazionale, Paesi importanti sullo scenario planetario, Stati Uniti, Russia, Cina, naturalmente le Nazioni Unite portano grande attenzione; questo lo si vede anche nelle contrapposte risoluzioni che sono state presentate nel quadro delle Nazioni Unite.
Secondo il Governo, la situazione è estremamente complessa, è piena di incertezze e di gravi rischi. Bisogna prevenire scontri e violenze che potrebbero sfociare perfino in una guerra civile, e bisogna preservare da conseguenze ancora più negative il popolo venezuelano. È importante favorire il dialogo, se possibile una riconciliazione nazionale, che permetta di restituire nei tempi più rapidi la scelta dei propri governanti al popolo venezuelano. È importante cercare di evitare che si creino contrapposizioni antitetiche che rallentino questo processo verso le nuove elezioni, che restano, secondo noi, la via di soluzione: nuove elezioni presidenziali, naturalmente, perché sono quelle su cui esistono le critiche di legittimità e di equità; restano valide naturalmente le elezioni che hanno portato all'elezione dell'Assemblea nazionale successivamente. È coerente questa posizione con le conclusioni, il comunicato del Gruppo di Montevideo; è anche coerente con la dichiarazione che fu fatta il 26 gennaio, di comune accordo fra i Paesi europei.
La condanna di ogni tipo di violenza, la richiesta di nuove elezioni presidenziali restano i nostri punti cardine, ed è anche fondamentale agire al fine di far affluire gli aiuti umanitari per rispondere a tali esigenze primarie del popolo venezuelano. A questo proposito, l'Italia ha anche proceduto ad un primo stanziamento di emergenza del valore di 2 milioni di euro, che è stato fatto a favore della popolazione del Venezuela, da erogarsi nel più assoluto rispetto dei principi del diritto internazionale umanitario.
Segnalo, infine, che il Governo ha tenuto regolarmente al corrente, con lealtà e trasparenza, i nostri alleati tradizionali, gli altri Governi dei Paesi dell'Unione europea, gli Stati Uniti e le Nazioni Unite. Vi ringrazio per l'attenzione".
(Applausi dei deputati dei gruppi MoVimento 5 Stelle e Lega-Salvini Premier).



Fonte: Redazione
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