23 Settembre 2020
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Ucraina: Al Bano nella lista nera, l'ambasciatore a Roma pronto a incontrarlo

12-03-2019 17:18 - Ambasciate
GD - Roma, 12 mar. 19 - Nella vicenda dell'inserimento del cantante italiano Al Bano, al secolo Albano Carrisi, nella lista nera delle persone non accettate in Ucraina, ha risposto oggi l’Ambasciatore d’Ucraina a Roma, Yevhen Perelygin, spiegando le ragioni del "no" ma aprendo ad un dialogo con il celebre cantante pugliese. "Sono disponibile sin da subito ad accogliere Albano Carrisi e spiegare meglio il motivo per cui è pericoloso per gli artisti, soprattutto per quelli molto conosciuti, flirtare con i regimi dittatoriali sanguinari sia che si tratti del Cremlino, della Siria o di altri Paesi", ha detto il diplomatico.
In un comunicato l'ambasciatore di Kiev ha rilevato che "in tutti i tempi i grandi artisti costituivano un importantissimo punto di riferimento per tanti ammiratori e per le generazioni cresciute con la loro arte sublime. I giudizi degli artisti, letterati ed altri personaggi di cultura carismatiche, che hanno già iscritto il loro nome nella storia della cultura mondiale, hanno un potere di influenza sul pensiero altrui, e devono saperlo usare con equilibrio. Pertanto, avrebbero dovuto sentire la responsabilità anzitutto di formarselo con più precisione, e poi di divulgarlo con la dovuta sensibilità".
Ed ha poi sottolineato che "questa responsabilità esige, pertanto, anche di approfondire le conoscenze, prima di esprimere il proprio pensiero, sui punti così delicati come l’integrità territoriale, inviolabilità delle frontiere e sovranità degli Stati di cui si va a esprimere il proprio giudizio".
Yevhen Perelygin ha quindi annotato che "l’aggressione militare russa contro l’Ucraina è iniziata esattamente cinque anni fa in Crimea, e ha portato a persecuzioni, torture ed uccisioni dei tartari di Crimea (il vero popolo autoctono di Crimea), ucraini e russi che si sono opposti contro l’annessione illegale della penisola. Ricordiamo più di dodici mila morti ucraini in Donbas, causati dalla seconda fase di aggressione russa dopo la Crimea".
L'ambasciatore ucraino ha inoltre ribadito: "Non mi stancherò di ricordare che tutto il mondo democratico, incluso il Governo italiano, nel 2014 ha riconosciuto l’aggressione armata della Russia contro il mio paese e il tentativo dell’annessione della parte del territorio dell’Ucraina, un paese sovrano e indipendente.
I grandi opinion maker italiani avrebbero dovuto essere coscienti del pericolo per l’Europa odierna nel sostenere l’approccio russo di poter cambiare le frontiere esistenti internazionalmente riconosciute, sfidare l’ordine internazionale in modo impunito, nonché ricordare le pesantissime conseguenze di tale politica nel passato per la storia europea. Mi domando inoltre se in Italia oggi avrebbero recepito in modo benevolo i giudizi impropri di un famoso personaggio estero sull’appartenenza delle regioni italiane a uno Stato confinante con l’Italia?".
L'ambasciatore ha proseguito: "Mi sembra ovvio che giustificare quelli che stanno calpestando in modo cinico e brutale i principi fondamentali del diritto internazionale è un indicatore di doppi standard morali e politici, ma anche una bomba a orologeria. Lo affermo perché se oggi noi non riconosciamo l’ordine mondiale e le frontiere riconosciute di uno Stato europeo come l’Ucraina, domani questa sorte può toccare tutta l’architettura europea".
L'ambasciatore Yevhen Perelygin ha concluso dicendo: "Ciononostante, sono disponibile sin da subito ad accogliere Albano Carrisi e spiegare meglio il motivo per cui è pericoloso per gli artisti, soprattutto per quelli molto conosciuti, flirtare con i regimi dittatoriali sanguinari sia che si tratti del Cremlino, della Siria o di altri paesi. Vorrei fare un tentativo di convincerlo che la tesi propagandistica russa sul “ritorno della Crimea nella Russia” di fatto legittima ed incoraggia l’invasione militare russa in Crimea ed in Donbas nonché allontana la pace in Ucraina".


Fonte: Redazione
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