22 Settembre 2020
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UE: da luglio l´Austria assumerà presidenza del semestre di turno dell´Europa

20-06-2018 10:16 - Europa
Il presidente del Parlamento europeo, Antonio Tajani, con il cancelliere Sebastian Kurz, dopo l´incontro a Vienna
Il presidente del Parlamento europeo, Antonio Tajani, con il cancelliere Sebastian Kurz, dopo l´incontro a Vienna
GD - Vienna, 20 giu. 18 - (dal Blog Austria Vicina di Marco Di Blas) - Dal 1° luglio l´Austria assumerà presidenza di turno dell´Unione Europea. È la terza volta che le capita questo ruolo, da quando è membro dell´UE e dalla sua prima presidenza sono passati anni luce (ci si perdoni l´uso improprio di una unità che misura le lunghezze e non il tempo, ma ci suona così bene che vogliamo far finta per una volta di non saperlo). Non soltanto perché alla prima presidenza, nel 1999, i Paesi membri erano molti di meno (mancavano ancora tutti quelli del Centro ed Est Europa), ma anche perché nel frattempo il mondo è cambiato.
Le differenze sono enormi, ma ci piace ricordarne una, banalissima ma al tempo stesso divertente e illuminante. Anno Domini 1999, l´Austria diffidava ancora delle carte di credito e gli hotel, anche quelli a 5 stelle, non le accettavano. Ricordiamo il caos e l´imbarazzo delle delegazioni straniere, ospiti del Parkhotel di Pörtschach, per uno dei vertici periodici organizzati dall´Austria sul proprio territorio. Il Parkhotel non è una pensione o un garnì, ma una delle strutture migliori di Pörtschach, che a sua volta è la località più "in" del Wörthersee.
Quando venne il momento di saldare il conto (non per il soggiorno, ovviamente, che era offerto dal Paese ospitante, ma per gli extra), i segretari di ministri e presidenti partecipanti scopersero che le carte di credito non venivano accettate. Fu un via vai di telefonate tra ambasciate, consolati e banche per pagare in contanti. Il mondo di allora girava così, perfino nella moderna Austria, uno dei Paesi turisticamente più evoluti.
La globalizzazione esisteva già, ma non si faceva sentire o, quanto meno, non si faceva sentire sulle placide acque della baia di Pörtschach, dove il tempo pareva essersi fermato almeno per un po´.
Anno Domini 2018. Nel mondo di oggi il denaro viaggia da un capo all´altro del mondo con la velocità della luce e le carte di credito sono soltanto uno degli strumenti di pagamento, accettate persino in Austria. E con il denaro viaggiano gli uomini. Qualcuno li chiama migranti, qualcuno clandestini, a seconda della concezione che ciascuno ha di uno Stato liberale.
Quello dei migranti (o dei clandestini) sarà uno dei temi centrali del semestre di presidenza austriaca dell´Ue. Proprio per questo due settimane fa il governo quasi al completo si è recato a Bruxelles, per prepararsi alle consegne. Una delegazione così numerosa non si era mai vista prima. Qualche giornale impertinente aveva parlato di "gita scolastica" nella capitale europea.
E ieri è stato il presidente del Parlamento europeo, AntonioTajani, a ricambiare la visita a Vienna, dove ha incontrato il cancelliere Sebastian Kurz. Ovviamente i due hanno parlato di flussi migratori, in particolare di quelli provenienti dall´Africa. Nella conferenza stampa seguita al colloquio entrambi hanno convenuto sul fatto che, se l´Europa vuole trovare una soluzione a lungo termine del fenomeno migratorio, si deve investire molto in Africa. Per perseguire questo obiettivo, secondo Tajani, ogni Paese dovrebbe contribuire di più al bilancio dell´UE, fino all´1,3% del proprio Pil. Ma Kurz non si è detto d´accordo: l´1% basta e avanza. Della serie "aiutiamoli a casa loro", ma senza spendere nulla.
Oggi intanto il ministro degli Interni italiano, Matteo Salvini, riceverà a Roma il collega austriaco Herbert Kickl. Si va delineando, dunque, l´asse Roma-Vienna-Berlino, di cui si è riferito nei giorni scorsi. Il progetto si perfezionerà se lo scontro in atto in Germania tra la cancelliera Angela Merkel (favorevole a una soluzione europea del problema profughi) e il suo ministro degli Interni, Horst Seehofer (favorevole all´"asse") si concluderà a favore del secondo.
In tal caso avremo tre governi - in Italia, Austria e Germania - in perfetta sintonia, ma pronti a sigillare i rispettivi confini, in maniera che ognuno dei tre si arrangi con i profughi che ha in casa. Dimenticavamo il premier ungherese Viktor Orbán, amico di Salvini, Kurz e Seehofer. Dal 1. luglio e per tutto il semestre di presidenza Ue l´Austria intensificherà i controlli alle sue frontiere, dall´Italia all´Ungheria, ma lungo il confine con Slovenia e Ungheria la vigilanza sarà più stringente, anche con l´impiego di unità militari armate. Come diceva quel proverbio? Degli amici mi guardi Iddio...

di Marco Di Blas


Fonte: Blog Austria Vicina
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