21 Ottobre 2020
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Oltre 5 mila gli italiani impegnati nelle istituzioni UE, circa 1 su 10

23-06-2017 11:35 - Europa
Bruxelles, 23 giugno 2017 - C´è molta Italia nell´Europa comunitaria. Sono infatti oltre 5 mila gli italiani che lavorano per una istituzione comunitaria, pari a circa un decimo di tutti i dipendenti UE. Ed è italiana la nazionalità del maggior numero di chi supera un concorso "Epsco", per un posto nelle istituzioni. Il ministero degli Esteri e la Rappresentanza Permanente dell´Italia in UE, hanno deciso di riunirli per la prima volta al Palais des Beaux arts di Bruxelles per la prima riunione degli "Stati generali degli italiani in UE", un´iniziativa che promette di diventare periodica per riflettere sul contributo che l´Italia può dare all´Europa e viceversa.
"Siamo in una fase difficile della storia europea", ha ricordato il nostro rappresentante diplomatico a Bruxelles, l´ambasciatore Maurizio Massari, nella sua introduzione, "con sfide e opportunità da affrontare unendo le forze nella consapevolezza che il nostro è un grande Paese, che ha molto da dire e da dare all´Europa".
La scelta della data, a un anno esatto dal referendum che ha sancito la Brexit e in coincidenza con un vertice dei capi di Stato e di governo che affronta tutti i principali nodi dell´attuale situazione europea, è simbolica, come ha sottolineato il Presidente del Consiglio, Paolo Gentiloni, rilevando che "un anno fa l´Europa ha vissuto il momento simbolicamente più difficile dei suoi 60 anni di storia. La Brexit sembrò rappresentare i titoli di coda del progetto europeo. Ma, a un anno di distanza, possiamo dire che le cose non sono andate così". Ed ha poi invitato gli italiani-europei ad "essere orgogliosi della propria nazionalità".
Introducendo gli "stati generali" degli italiani che lavorano nelle istituzioni europee, Gentiloni ha detto che "non è il momento, per l´Europa, di sedersi sugli allori. Sarebbe un errore gravissimo passare dalla demonizzazione del progetto europeo di un anno fa all´euforia del ´va tutto bene´" seguito alle elezioni in Francia.
Quello che l´Europa dovrebbe fare, secondo il premier italiano, "è piuttosto cogliere in positivo l´occasione di una situazione tutto sommato positiva che c´e´ nelle opinioni pubbliche dei nostri Paesi nei confronti del progetto europeo, utilizzando anche i risultati elettorali come quello recente in Francia, per attuare politiche economiche che accompagnino la crescita dell´Eurozona".
La ripresa, ha sottolineato ancora Gentiloni, "non va depressa ma incoraggiata, per completare l´unione monetaria, per avere uno slancio maggiore nelle politiche migratorie comuni, e per l´inclusione sociale".
Per quanto riguarda l´immigrazione, il capo del Governo ha sottolineato che "il peso dei flussi crescenti non può essere lasciato sulle spalle dei Paesi di prima linea", e neanche "dell´impegno e della buona volontà della Commissione, ma devono essere condivise dall´insieme degli Stati europei". Ecco perché, ha concluso Gentiloni, "non è il momento del relax per chi crede nel progetto europeo. È il momento di approfittare di questo slancio che le difficoltà, la crisi, i vuoti geopolitici hanno determinato, per prendere in mano tutti insieme questo progetto e riportarlo ancora una volta in avanti".
Alla manifestazione sono intervenuti gli italiani al "top" delle gerarchie comunitarie: dal presidente del Parlamento europeo Antonio Tajani all´alto rappresentante e vicepresidente della Commissione europea Federica Mogherini. Entrambi hanno rivendicato l´importante ruolo dell´Italia nelle decisioni dell´Unione europea.


Fonte: Redazione
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