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Scenari geopolitici, Libia e teatro siro-iracheno alla riunione del Consiglio Supremo di Difesa al Quirinale

31-10-2018 20:13 - Politica
GD - Roma, 31 ott. 18 - Gli scenari geopolitici internazionali, la Libia e il teatro siro-iracheno sono stati al centro della riunione del Consiglio Supremo di Difesa che il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, ha presieduto oggi, al Palazzo del Quirinale.
Alla riunione hanno partecipato il presidente del Consiglio dei Ministri, Giuseppe Conte; il ministro dell'Interno, Matteo Salvini; il ministro dello Sviluppo Economico e del Lavoro e delle Politiche Sociali, Luigi Di Maio; il ministro degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale, Enzo Moavero Milanesi; il ministro della Difesa, Elisabetta Trenta; il ministro dell'Economia e delle Finanze, Giovanni Tria; il Capo di Stato Maggiore della Difesa, Gen. Claudio Graziano.
Hanno presenziato anche il sottosegretario di Stato alla Presidenza del Consiglio dei Ministri, Giancarlo Giorgetti, e il segretario del Consiglio Supremo di Difesa, Gen. Rolando Mosca Moschini.
Il Consiglio ha esaminato gli sviluppi della situazione internazionale e i principali scenari di crisi e di conflitto.
Come riferisce una nota del Quirinale, la stabilizzazione della Libia resta una priorità per l’Italia e fattore indispensabile alla sicurezza del Mediterraneo. Il processo di pacificazione permane in una situazione critica, come dimostra la crescente intensità degli scontri sul terreno. Il Consiglio ritiene che il traguardo elettorale debba essere raggiunto, nell’alveo del piano delle Nazioni Unite, con approccio progressivo e inclusivo, cercando la massima convergenza di tutti gli attori in campo. In tale contesto, la prossima “Conferenza di Palermo” costituirà un’importante occasione di dialogo.
La situazione nel teatro siro-iracheno, nonostante il forte ridimensionamento della presenza di Daesh nell’area, continua a destare particolare preoccupazione per la contestuale presenza sul terreno di attori locali, potenze regionali e globali. Sussiste il rischio di un ulteriore aumento della conflittualità, con possibili conseguenze di carattere umanitario che possono interessare direttamente anche il continente europeo, conclude la nota della presidenza della Repubblica.



Fonte: Quirinale
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