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Qatar: Ambasciatore Al Malki, "per Mondiali Qatar 2022 vogliamo Italia protagonista"

20-07-2018 12:47 - Ambasciate
L´ambasciatore del Qatar, Abdulaziz Bin Ahmed Al Malki
L´ambasciatore del Qatar, Abdulaziz Bin Ahmed Al Malki
GD - Roma, 20 lug. 18 - Esclusiva - "Siamo pronti al Mondiale e auspico che la Nazionale italiana di calcio sia protagonista del Mondiale del Qatar 2022". La Francia sta ancora festeggiando la Coppa appena conquistata in Russia e il prossimo Paese organizzatore, il Qatar, "chiama l´Italia". "Qatar 2022 sarà un´edizione con tante novità e ringraziamo gli amici che ci danno una mano in quest´opera e per prima l´Italia, Paese amico che ci ha appoggiato dai tempi della nostra candidatura e proseguirà a collaborare con noi per la migliore riuscita di questo evento di portata universale", ha detto Abdulaziz Bin Ahmed Al Malki, ambasciatore del Qatar a Roma, in una dichiarazione al "Giornale Diplomatico" in cui affronta anche altri temi di attualità internazionale del suo Paese, l´economia, la tutela delle persone, le relazioni con gli altri Stati del Golfo, il terrorismo, l´Isis, e la sicurezza nazionale.
"Il 15 luglio è stata una giornata di festa per il mondo intero e di doppia gioia per il Qatar, perché concluso il Mondiale di Russia 2018, la Russia e il presidente della FIFA hanno consegnato il pallone del Mondiale 2022 a sua altezza reale Sheikh Tamim Bin Hamad Al Thani in quanto capo dello Stato che ospiterà il prossimo mondiale", ha affermato il diplomatico qatarino sottolineando che "da quando nel 2010 ci è stato assegnato il Mondiale, il nostro lavoro non si è mai fermato nemmeno per un istante: infrastrutture modernissime, costruzione di alcuni stadi già concluse, tutto sarà pronto nel 2020, cioè due anni in anticipo. Come ha detto il nostro capo dello Stato, il Qatar accoglierà tutto il mondo e dimostrerà di saper fare un ottimo lavoro per la più grande festa dello sport internazionale".
Una "festa" favorita dal successo dei piani di sviluppo economico del Qatar, che nonostante l´embargo dei Paesi del Golfo è cresciuto nell´ultimo anno dell´1,3% e prevede nel 2019 di raggiungere il 2,6%. "Questo vuol dire che il Qatar è un Paese forte che realizza grandi investimenti e conquista sempre più fiducia da tutti i mercati", ha proseguito Al Malki, ricordando che "abbiamo piani di lavoro e di investimenti anche in Italia per aumentare la cooperazione tra i nostri due Paesi amici e abbiamo trasmesso le nostre intenzioni di aumentare la cooperazione con l´Italia al presidente del Consiglio Giuseppe Conte nell´incontro che ha avuto il 22 giugno scorso con il vice primo ministro e ministro degli Esteri del Qatar, Sheikh Mohammed Bin Abdulrahman Al Thani".
L´ambasciatore Al Malki ha sottolineato che "´Qatar 2022´ è stato anche l´occasione per l´emirato per approvare una serie di leggi e regole che miglioreranno le condizioni di vita e di lavoro dei molti lavoratori stranieri presenti nel Paese, come orario di lavoro, assicurazione sociale, servizi sanitari, servizi legali, libertà di movimento e di viaggio, diritto di scelta del lavoro tramite uffici settoriali specializzati.
Per questo, ha sottolineato il diplomatico del Qatar "abbiamo anche creato il Comitato nazionale per la lotta al traffico di esseri umani e il rinnovamento nel diritto delle assicurazioni sociali e le contese legali".
L´ambasciatore al Malki ha inoltre ricordato nella sua dichiarazione al "Giornale Diplomatico" che appena due settimane fa l´emiro del Qatar ha ribadito alla tribuna dell´ONU che il suo Paese "continua a lavorare per uno sviluppo integrale ed equilibrato al fine di predisporre in qualità di paese di idee innovatrici per intraprendere le necessarie iniziative tese a valorizzare la cooperazione e solidarietà e la salvaguardia anche dei diritti fondamentali che considerano l´uomo la priorità assoluta nel nostro Paese".
"Dico questo", ha aggiunto l´ambasciatore qatarino, "nel momento in cui il Qatar soffre ancora l´assedio iniziato circa tredici mesi fa con l´hackeraggio dell´agenzia di stampa del Qatar che ha falsificato alcune dichiarazioni del nostro Emiro, operazione che abbiamo portato davanti al Tribunale dell´Aja considerando gli Emirati responsabili di questo atto illegale che ha causato l´attuale crisi del Golfo, in cui tre Paesi dello scacchiere, Arabia Saudita, Emirati, Bahrein più l´Egitto, hanno imposto un boicottaggio contro il nostro Paese. Proprio in questi ultimi giorni abbiamo assistito ad alcuni attacchi da qualche parte, compreso qualche sito sconosciuto che opera anche in Italia,di gravi accuse contro il Qatar, che ripetono oramai come un disco rotto presunti legami col terrorismo del nostro Stato".
Il diplomatico Qatar al riguardo ha ricordato che alla fine di giugno il Qatar ha ribadito il proprio impegno contro il terrorismo davanti all´Assemblea Generale dell´ONU nella Sesta Sessione della Strategia ONU per la lotta al terrorismo; e che "il metodo del Qatar nella lotta al terrorismo collima con i quattro pilastri della strategia mondiale per la lotta a questo male e che partecipa a tutti gli sforzi internazionali contro il terrorismo nei vari settori militare, finanziario e legale per tagliare la strada a tutti gli ambienti favorevoli ad estremismo e a gruppi terroristici e violenti".
Per il Qatar, gli "ambienti favorevoli all´estremismo" sono la debolezza nel campo della sicurezza e le politiche di oppressione , di emarginazione, e discriminazione. "Come prevenzione", ha aggiunto il diplomatico "il nostro Paese si è dato da fare per consolidare la cultura della pace, della tolleranza, del dialogo tra le civiltà, le culture e le religioni. Oggi ospitiamo numerosi centri di ricerca, di mediazione, che sono un esempio per l´intera regione del Medio Oriente, perché incoraggiano la libertà di espressione, libertà di stampa e tutto ciò che sfrutta la lotta al terrorismo per realizzare obiettivi politici ambigui. A fine maggio il Qatar ha saldato la sua quota finanziaria al Fondo Mondiale per la Resistenza all´Estremismo Violento (GCERF) e abbiamo partecipato attivamente quest´anno a tutte le riunioni internazionali per la lotta all´ISIS e al terrorismo in tutto il mondo .
Il Qatar, ha proseguito ancora l´ambasciatore Al Malki rivolgendosi al "Giornale Diplomatico", è un Paese attivissimo nel club mondiale contro il terrorismo fondato nel 2011 da 29 Stati insieme all´Unione Europea ed è un membro fondatore nel Fondo di partecipazione sociale fondato in Svizzera nel 2014 come prima iniziativa per unire Governi e società civile e settore privato, nel sostegno delle strategie nazionali contro l´estremismo e la violenza. "Il mio Paese ha firmato la lettera di intenti per la creazione del Centro antifinanziamento del terrorismo insieme ai Paesi della cooperazione del Golfo (alcuni dei quali ci assediano in questo momento) e gli Stati Uniti d´America. Abbiamo anche emanato una legge contro il terrorismo e il finanziamento di gruppi terroristici e abbiamo creato il Comitato Nazionale del Qatar per la lotta al terrorismo che, nel marzo scorso, ha pubblicato la lista nazionale di classifica del terrorismo che comprende nomi di persone e di entità varie contro i quali sono state emesse sentenze definitive dei tribunali. Lavoriamo infine in questo campo con il principio di prevenzione e cura insieme, cioè applicando programmi di sviluppo sociale ed economico di larga portata per difendere soprattutto i giovani dai pericoli dell´estremismo", ha concluso il diplomatico.

di Carlo Rebecchi


Fonte: Carlo Rebecchi
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