29 Settembre 2020
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Nuovo ambasciatore USA Grenell richiama la Germania alla solidarietà occidentale contro l´Iran

11-05-2018 13:49 - Ambasciate
L´amb. USA Richard Grenell (a sinistra), il presidente Steinmeier, Matt Lashey (al centro), e il partner di Grenell
L´amb. USA Richard Grenell (a sinistra), il presidente Steinmeier, Matt Lashey (al centro), e il partner di Grenell
GD - Berlino, 11 mag. 18 - Le prime esternazioni critiche del nuovo ambasciatore statunitense Richard Grenell sulle aziende tedesche con interessi in Iran rimarcano le dissonanze tra la Casa Bianca e il governo di Angela Merkel. "Come ha detto Donald Trump, le sanzioni Usa colpiranno settori cruciali dell´economia iraniana", ha dichiarato Grenell ricordando poi che "le aziende tedesche che stanno facendo affari in Iran dovrebbero esaurire immediatamente le loro attività".
Il 51enne Grenell, dal 2001 al 2008 portavoce di John Bolton, capomissione USA alle Nazioni Unite, è stato accreditato il 9 maggio come successore dell´obamiano John Emerson, dopo che per quindici mesi la poltrona della feluca sulla Sprea era rimasta vuota.
La sua scelta era stata decisa da Donald Trump già nella scorsa estate, parallelamente alla designazione di Lewis Eisenberg per la rappresentanza in Italia, ma la procedura per la nomina di Grenell si era insabbiata al Senato per l´opposizione dei democratici. Grenell è un militante del Partito Repubblicano del Michigan che si è distinto tra i primi sostenitori della candidatura presidenziale di Donald Trump. Ha collaborato come commentatore televisivo con Fox, CBS e CNN.
La sua popolarità deriva anche dalla sofferta guarigione da un grave tumore linfatico che lo aveva colpito nel 2013, nonchè dall´impegno a favore dei matrimoni omosessuali. Lui stesso è gay dichiarato ed è stato accompagnato dal suo partner Matt Lashey alla presentazione della lettera di credenziali al presidente federale Frank-Walter Steinmeier.
Poco prima dell´insediamento a Berlino, Grenell si era fatto notare tra i falchi che avevano biasimato apertamente il mancato intervento militare della Germania in Siria. "Truppe britanniche e francesi si sono unite agli USA nell´azione contro l´ignobile uso di armi chimiche contro i civili", aveva scritto nel messaggio twittato da Grenell il 13 aprile, e "anche la Germania avrebbe dovuto unirsi al Gruppo P3". I "Permanent 3" sono i Paesi occidentali membri permanenti del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite.
Nei circoli politici di Washington DC non si è dimenticata la dissociazione della Germania dall´attacco militare alla Libia di Gheddafi nel 2011 ai tempi del secondo governo Merkel, per iniziativa del ministro degli Esteri Guido Westerwelle.
Dopo il tweet di Grenell, a fine aprile si è svolta la visita lampo della cancelliera Merkel alla Casa Bianca, che in 30 minuti di faccia a faccia col presidente Trump ha confermato le divergenze su dossier primari come il protezionismo e il nucleare iraniano. La cornice era molto scarna rispetto ai festeggiamenti riservati pochi giorni prima a Emmanuel Macron. Tuttavia, diversamente dalla prima visita di Angela Merkel al neo-presidente Trump, questa volta non sono mancate le strette di mano e i baci protocollari.
"Noi abbiamo avuto un buon rapporto fin dall´inizio, ma non tutti lo hanno compreso", erano state le parole di Trump nella conferenza stampa congiunta. Salvo poi aggiungere, dopo la nomina di Richard Grenell, di apprezzare in lui soprattutto "l´inflessibilità verso Angela Merkel".


Fonte: Enzo Piergianni
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