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Niger: presidente Issoufou ricevuto da Conte

19-06-2018 16:47 - Politica
I presidenti Conte e Iossouf a Palazzo Chigi
GD - Roma, 19 giu. 18 - Il presidente del Niger Mahamadou Issoufou è a Roma da ieri per una visita ufficiale che si concluderà domani. Intorno alle 12:00, il capo di Stato africano ha incontrato a palazzo Chigi il presidente del Consiglio italiano, Giuseppe Conte.
Ieri, Issoufou ha partecipato a una sessione di lavoro del Consiglio d´amministrazione del Programma alimentare mondiale (WFP), dopo aver incontrato alcuni rappresentanti della comunità nigerina presso il Rome Cavalieri Waldorf Astoria
Il Niger è uno dei cinque Paesi della regione del Sahel - insieme a Mali, Ciad, Burkina Faso e Mauritania - ad aver costituito una forza congiunta anti-terrorismo per affrontare la minaccia jihadista che affligge questi paesi da anni. Negli ultimi due anni, l´Unione Europea ha stanziato più di 50 milioni di euro per finanziare questo corpo militare, che ha ricevuto finanziamenti anche da Francia, Stati Uniti, Arabia Saudita ed Emirati Arabi Uniti. Inoltre, il Niger è uno dei Paesi prioritari individuati dal nuovo approccio alle migrazioni sviluppato dalla Commissione europea ed è il principale beneficiario dello EU Emergency For Africa Trust Fund, un fondo lanciato dopo il vertice de La Valletta del 2015, che finanzia progetti mirati a combattere le cause profonde delle migrazioni nei paesi africani.
L´Italia ha aperto la propria prima ambasciata nel Paese africano a inizio gennaio scorso e ha deciso di inviare una missione militare in Niger, seguendo l´esempio di Francia, Stati Uniti, Germania e Regno Unito, che già schierano truppe nel Paese.
Il 17 gennaio, il parlamento italiano aveva approvato il dispiegamento della missione "di supporto nella Repubblica del Niger", una missione che secondo il ministero della Difesa è "non combat ma di addestramento". Questo intervento, finanziato solo fino a settembre, prevedeva lo schieramento di un contingente di 120 uomini nel primo semestre di quest´anno per poi raggiungere il numero massimo di 470 militari entro fine 2018, non impiegati però contemporaneamente ma a rotazione, con unità dispiegate anche nel porto di Cotonou, in Benin, e in Mauritania.
La media annuale avrebbe dovuto essere di 250 soldati, una parte dei quali, secondo fonti stampa, avrebbe dovuto essere dispiegata nel Forte Madama, nel nord del Paese africano, non lontano dal confine con la Libia, da dove passano migliaia di migranti diretti in Europa. A gennaio, il governo di Niamey fece sapere di non essere stato informato ufficialmente dall´Italia riguardo la missione militare e di essere comunque contrario.
La questione non è stata ancora affrontata dal nuovo Governo italiano, composto da due forze, il Movimento 5 Stelle, che votò contro il finanziamento della missione, e la Lega, che si astenne al momento della votazione in parlamento.


Fonte: Redazione
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