30 Settembre 2020
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Nasce un "asse dei volonterosi" per impedire l´arrivo dei profughi in UE

15-06-2018 10:10 - Europa
Il ministro degli Interni tedesco Horst Seehofer con il cancelliere austriaco Sebastian Kurz, all´ingresso del palazzo ministeriale a Berlino
GD - Vienna, 15 giu. 18 - (dal blog Austria Vicina) - Sta per nascere una coalizione tra Roma, Vienna e Berlino per sigillare i confini esterni dell´Unione Europea e impedire l´ingresso ai migranti. Lo ha annunciato il cancelliere austriaco Sebastian Kurz, da Berlino, dopo un incontro con il ministro degli Interni tedesco Horst Seehofer, che a sua volta aveva parlato poco prima al telefono con il collega italiano Matteo Salvini.
Kurz ha usato in proposito l´espressione "Achse der Willingen", ossia "asse dei volenterosi". Ricorda la "coalizione dei volenterosi" costituita da Bush figlio e Blair per dare una copertura internazionale all´attacco all´Iraq, non potendo contare su una risoluzione dell´Onu. Ricorda anche la successiva "coalizione dei volonterosi" per abbattere Muammar Gheddafi. Entrambe non finirono bene.
Forse per questo Kurz ha parlato di "asse", anziché di "coalizione", ma "el tacòn" (la toppa-ndr) è stato "pezo del buso" (buco-ndr), perché – come hanno subito fatto notare alcuni giornali tedeschi – la scelta delle parole del cancelliere austriaco richiama alla memoria l´Asse Roma-Berlino del 1936. Anche quello non finì troppo bene.
Può darsi che l´"asse dei volenterosi" patrocinato da Kurz abbia migliore fortuna, ma non incomincia bene. Il cancelliere austriaco e Seehofer (e, via telefono, Salvini) hanno fatto i conti senza l´oste: si sono dimenticati di informare Angela Merkel. Un suo portavoce, interpellato dai giornalisti, ha dichiarato che la cancelliera non ne sapeva nulla. Kurz la sera prima aveva cenato con Merkel e aveva discusso con lei la questione dei migranti, ma evidentemente non gli era venuto in mente di metterla al corrente del progettato "asse".
È difficile credere che la cancelliera sia d´accordo. Merkel non concepisce, infatti, una soluzione "regionale" del problema profughi, che coinvolga soltanto alcuni Paesi. Deve essere una "soluzione europea" – ha detto - di cui deve farsi carico l´intera Unione, perché il flusso dei migranti riguarda tutto il fronte meridionale del continente, dalla Grecia alla Spagna.
Seehofer la pensa diversamente. Il ministro degli Interni è un esponente della Csu bavarese, orientata a una politica intransigente nei confronti dei profughi che premono alle frontiere. Sulla sua posizione si stanno allineando anche alcune frange della Cdu, che rendono traballante la leadership di Merkel. Il paradosso è che il cancelliere austriaco Kurz cerca una sponda in Seehofer, cioè proprio nell´esponente del governo tedesco che vorrebbe sigillare "manu militari" le frontiere tra Austria e Germania, qualora dovessero aumentare i flussi di profughi.
Martedì sera, intanto, prima di partire per Berlino, Kurz aveva fatto cenno in tv a un "piccolo gruppo" di Paesi che stanno pianificando la realizzazione di un campo di internamento per migranti al di fuori dell´Ue. Sul progetto, per ora, viene mantenuto il riserbo. Si è appreso soltanto che tra gli Stati partecipanti dovrebbe esserci la Danimarca.
Il proposito di bloccare i profughi in campi di detenzione alla frontiera dell´UE è da tempo un´idea fissa del cancelliere austriaco. In passato aveva ipotizzato che potessero essere creati a Lampedusa o da qualche altra parte del Sud Italia. Altre volte aveva parlato di campi nel Nord Africa. In entrambi i casi aveva trascurato un dettaglio: il consenso dei Paesi "ospitanti". Questa volta sembra che la scelta sia caduta sull´Albania, ma non è certo che Tirana ne sia informata. Vedremo. Intanto la prossima settimana è annunciato un incontro del ministro Salvini con il collega austriaco Herbert Kickl.

di Marco Di Blas


Fonte: Blog Austria Vicina
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