25 Settembre 2020
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Martin Selmayr, eminenza grigia di Juncker, nuovo capo tedesco della tecnocrazia dell´Unione Europea

23-02-2018 11:36 - Europa
GD - Berlino, 23 feb. 18 - L´eminenza grigia di Jean-Claude Juncker sarà il prossimo pilota della tecnocrazia europea. Il presidente della Commissione ha infatti nominato il suo capo di gabinetto Martin Selmayr segretario generale dell´apparato amministrativo comunitario.
Dal 1° marzo l´alto funzionario tedesco uscirà dall´ombra e sostituirà l´olandese Alexander Italiener nella guida gestionale dei 35.000 dipendenti della Commissione. Sarà la terza posizione apicale nell´organigramma della burocrazia UE che viene affidata alla Germania, dopo Helga Schmid e Klaus Welle, che ricoprono lo stesso incarico di Selmayr rispettivamente nel Servizio Diplomatico Europeo (SEAE) e nel Parlamento Europeo.
Per la prima volta un tedesco avrà il compito istituzionale di "dirigere e coordinare il lavoro di tutta la Commissione" e di "gestire il processo decisionale" anche guidando l´elaborazione politica di "dossier politici trasversali come il semestre europeo".
"La nazionalità non c´entra niente", ha reagito Juncker ai critici. Il commissario tedesco Günther Oettinger ha usato un linguaggio più crudo: "Selmayr non è un agente sotto copertura della politica tedesca".
L´influenza del segretario generale è direttamente proporzionale alla personalità del titolare dell´incarico. Per questo, la promozione di Selmayr non è passata inosservata. A Bruxelles come a Berlino, Selmayr ha fama di personaggio ruspante, con indubbie capacità esecutive, sconfinata autostima, per nulla visionario e fin troppo pragmatico nel lavoro.
Il fatto che a soli 47 anni sia riuscito a scalare la poltronissima di Bruxelles, la dice lunga sulle sue qualità di sherpa del potere.
Il quotidiano "Der Spiegel" ricorda che Selmayr, per i suoi metodi bruschi a supporto dei piani di Juncker, è stato soprannominato "il mostro di Berlaymont". Un altro autorevole giornale berlinese, il patinato "Cicero", non è stato più tenero definendolo "il Rasputin di Bruxelles".
Negli ambienti diplomatici berlinesi non mancano le ironie sulla palla di vetro di Selmayr, democristiano di ferro, che aveva temuto un radioso futuro per il socialdemocratico Martin Schulz nella contesa elettorale con Angela Merkel.

di Enzo Piergianni


Fonte: Enzo Piergianni
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